Creare da zero una startup: i 7 consigli per farla crescere e portarla al successo

Foto Getty Images.
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“Spesso una startup parte sviluppando un prodotto prima di avere effettuato una validazione dell’idea sul mercato. È noto, infatti, che uno dei motivi principali del fallimento di una startup è la mancanza di un bisogno di mercato”, spiega Farhad Alessandro Mohammadi, founder e ceo di Mamazen. Si tratta di una startup-studio torinese nata nel 2018. È stata la prima a importare dagli Usa un modello di investimento basato sulla scalabilità veloce di un numero selezionato di progetti ad alto impatto strategico.

Secondo un’analisi sui fallimenti delle aziende italiane effettuata da Cribis, società del gruppo Crif specializzata nella business information, nei primi nove mesi dello scorso anno 6.761 realtà imprenditoriali nel nostro Paese hanno dichiarato fallimento. È un aumento del 43,6% rispetto allo stesso periodo del 2020.

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I motivi dell’insuccesso di una startup

In molti casi l’insuccesso di una startup è causato proprio dalla errata, o mancata, applicazione di alcuni passaggi preliminari fondamentali per definire l’efficacia della proposta che si sta lanciando nel mercato. È necessario capire prima se l’idea può realmente interessare a potenziali clienti, rispondendo a una specifica esigenza. “Gli errori principali”, spiega Mohammadi, “sono l’assenza di una validazione oggettiva, una mancanza di progettazione dei round di investimento e della relativa diluizione delle quote. E, soprattutto, la mancanza di feeling tra founder”. Un processo ben strutturato che parte dai bisogni di mercato è fondamentale per mitigare i rischi. “Prima di lanciare una startup è necessario individuare un bisogno ben definito a cui rispondere. E avere una chiara idea sul come risolverlo. In Mamazen abbiamo un processo articolato in sei step in cui solo le startup che soddisfano i requisiti passano alla fase successiva”.

Le best practice per mitigare i rischi

Ed è proprio per questo motivo che uno startup-studio può risultare utile per evitare che il progetto possa fallire nel giro di pochi anni, o addirittura alcuni mesi. “Solitamente”, continua Mohammadi, “un processo di creazione di startup che può considerarsi corretto inizia con una prima analisi di mercato che mira a individuare bisogni reali e i trend di investimento. Dall’analisi, poi, si passa all’ideazione: lo studio genera oltre 100 idee che dopo un primo scoring vengono ridotte a 50 e infine a 10. In questa fase, in parallelo, si misura per ciascuna l’interesse dei potenziali clienti attraverso la customer discovery e la raccolta di dati freschi. Una volta validata l’idea, ovvero quando abbiamo individuato i bisogni di una clientela, si passa alla costruzione del Mvp, un prodotto minimo funzionante”.

E se parlare di base scientifica è forse azzardato, esistono delle best practice che permettono di mitigare i rischi. “Queste includono analisi di mercato, analisi dei trend di investimento e raccolta dei feedback dei potenziali clienti. Uno o più professional co-founder vengono individuati per far crescere il progetto. Le metriche del business vengono misurate, proprio come per un esperimento scientifico”, conclude Mohammadi.

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Ecco 7 consigli forniti dal ceo e founder di Mamazen per lanciare una startup partendo da zero.

1. Rispondere a una reale esigenza di mercato

La maggior parte – nel 95% dei casi – delle startup create senza un’analisi specifica dei bisogni del consumatore è destinata a fallire, quindi il consiglio principale è partire da una validazione di mercato. Ci sono diverse tecniche, ma sicuramente alcuni libri fondamentali da leggere sono: The Mom Test, Build the Right It e Lean Startup che fornisce metodologie per effettuare dei test che producano risultati attendibili. Uno startup studio permette a imprenditori e innovatori di concentrarsi sulla costruzione di un MVP – o Minimum Viable Product – solo a valle di questa fase di validazione dell’idea generata dallo studio stesso.

2. Analizzare i trend e basarsi sui dati

Creare un business da zero, senza aver effettuato una analisi di mercato, è sempre un rischio. È bene quindi eseguire una profonda analisi dei trend di mercato che permette di intercettare quelli a più alto valore aggiunto focalizzando le risorse solo su idee vincenti.

3. Iniziare con un team con le giuste competenze

Avere all’interno del team tutte le competenze fondamentali è la prima premessa per una startup di successo. L’approccio degli startup studio consente l’accesso di un’organizzazione solida, composta generalmente da innovatori, esperti di prodotto, esperti di marketing e un network di investitori.

4. Attuare una strategia di funding

Per il successo di una startup è necessario che i founder abbiano una visione chiara nella progettazione dei round di investimento affinché l’azienda abbia sempre abbastanza liquidità per crescere.

5. Avere un patto

È utile stabilire delle regole precise per evitare che ci siano quote bloccate nel momento in cui uno dei fondatori decida di abbandonare la barca prima del tempo. È importante acquisire quindi le conoscenze necessarie per sviluppare una strategia di funding tutelando gli interessi sia dello studio che del founder.

6. Ridisegnare la strada (quando serve)

È importante saper ridisegnare le proprie priorità e saper cambiare strada (pivot) al momento opportuno. E molto spesso è difficile cambiare rotta quando il mare è già in tempesta, disfandosi di ciò che non funziona.

7. Avere una chiara idea del proprio obiettivo

Il mercato è spietato e spesso una startup che non raccoglie capitali velocemente o non fa le mosse giuste al momento giusto ci lascia la pelle. Con uno studio è possibile costruire in un ambiente che facilita la creazione di startup e permette di arrivare all’exit più velocemente.

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