Anche i family office puntano sugli Nft: Gestio Capital investe nelle “scimmie annoiate”

Matteo Manfredi, ceo di Gestio Capital
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Forse prima o poi tutti vorremmo comprarne e possederne uno nel nostro portafoglio digitale, ma, al momento, la loro esclusività, li avvicina solamente a quei investitori con capacità economiche non proprio comuni. Gli Nft non sono per tutti e non sono illimitati, anzi. E, forse, proprio per questo stanno riscuotendo un enorme successo. Essere un simbolo distintivo e, al tempo stesso raro, sono, infatti, caratteristiche uniche di un ipotetico investimento. E Gestio Capital, multi-family office basato a Londra, lo sa benissimo.

Nelle scorse settimane e su mandato di un cliente, la società gestita e fondata da Matteo Manfredi, amante del mondo blockchain, si è aggiudicata per circa 120 Ethereum un pezzo della collezione Nft ‘Bored Ape’, già famosa per essere finita nel portafoglio digitale della stella del Psg Neymar Jr. per circa un milione di dollari. “Siamo amanti del mondo blockchain, perché rappresenta un cambiamento tecnologico epocale, destinato a cambiare i paradigmi di diverse industries, non solo quella finanziaria”, spiega a Forbes.it proprio Matteo Manfredi.

Con una startup pronta a prendersi il suo ruolo da protagonista nel mondo degli Nft, Gestio Capital va quindi oltre al suo tipico ruolo di custode dei patrimoni dei propri clienti, ultra-high net worth individuals, imprenditori e famiglie, diventando un connettore di possibilità e un cacciatore di novità e di rarità. “Partendo dal presupposto che è stato uno dei nostri clienti a chiederci di entrare in questo mondo, investire in Nft non è così semplice. Perché le banche tradizionali difficilmente ti permettono di spostare cifre rilevanti per cambiarle in cripto. E, inoltre, ancora non capiscono che il 25enne può tranquillamente vivere senza di loro. Se non si svegliano potrebbero fare la fine di Mark Zuckerberg, che con Meta non si capisce cosa vuol fare”. E il crollo in Borsa di inizi febbraio è stato più che un campanello di allarme per Mr. Facebook.

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Nft: asset class o bolla?

Diventati ormai un desiderio costante, gli Nft secondo Manfredi “possono diventare un asset class molto rilevante. Sia perché valorizzano il community value, sia perché stanno iniziando ad essere usati come veri e propri asset tradizionali. Ne è un esempio il fatto che possono anche essere presi in prestito”. Ma il pericolo, ovviamente, è dietro l’angolo. Anche perché rimangono ancora “degli investimenti rischiosi”.

Anche se gli Nft non hanno subito la correzione avvertita nelle ultime settimane dalle criptovalute, in diversi casi, sono frutto di hype creato dal mercato e da un marketing straordinario che vede protagonisti celebrities di tutto il mondo e di tutti i settori. “È ovvio, il pericolo che possa scoppiare una vera e propria bolla è alto. D’altronde si dice che il 98% dei profetti Nft fallirà. Tuttavia noi crediamo che siano un’ottima opportunità. Bisogna studiare e stare attenti, come in ogni investimento”, conclude Matteo Manfredi che, guardando al 2022, fissa i prossimi obiettivi di Gestio Capital. “Oltre a voler focalizzarci sugli alternative investments, che compongono il 15% del nostro portafoglio e che sono i nostri cavalli italiani, vogliamo aumentare la parte di illiquido, creando e portando in Italia un nuovo modello di asset management sugli investimenti alternativi”.

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