Dopo il Chelsea anche l’Everton potrebbe essere a rischio per i suoi legami con la Russia

Il proprietario dell’Everton Farhad Moshiri. (Photo by Alex Livesey/Getty Images)
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Questo articolo è apparso su Forbes.com

L’invasione dell’Ucraina da parte di Vladimir Putin ha già scosso la Premier League, con il Chelsea che ora è in vendita. Lo stesso destino potrebbe toccare anche all’Everton?

È una domanda che i tifosi del club con sede a Liverpool potrebbero dover considerare se i legami russi del proprietario di maggioranza Farhad Moshiri, in particolare con il miliardario uzbeko Alisher Usmanov, recentemente sanzionato, attireranno l’attenzione del governo britannico. Da quando si sono conosciuti negli anni ’90, Moshiri, un miliardario britannico di origine iraniana con un patrimonio netto di 2,9 miliardi di dollari (prima dell’invasione russa), ha lavorato a stretto contatto con Usmanov, partner di minoranza in molteplici progetti.

Il rapporto tra Moshiri e Usmanov

Ex contabile che ha lavorato per Ernst & Young e Deloitte, Moshiri ha investito in diverse società russe attraverso la holding di Usmanov, Usm: nel settore minerario e siderurgico con Metalloinvest e nella società di comunicazioni wireless MegaFon. La coppia ha anche investito nell’Arsenal prima che Moshiri cedesse le quote per acquistare l’Everton nel 2016.

La scorsa settimana, il 68enne Usmanov è stato sanzionato dall’Unione Europea, dagli Stati Uniti e dal Regno Unito congelando i suoi beni a causa dei suoi presunti legami con Putin. Secondo quanto riferito, le autorità italiane hanno “congelato” la sua villa nel nord della Sardegna  il suo mega yacht di 512 piedi, il Dilbar, è ancora in una situazione incerta.

Usmanov non è l’unico miliardario russo a dover affrontare pressioni politiche. Mercoledì, con la minaccia di sanzioni incombenti, Roman Abramovich ha detto che avrebbe venduto il Chelsea e donato il ricavato a beneficio delle vittime della guerra russa in Ucraina. Secondo quanto riferito, tra i primi potenziali acquirenti ci sarebbero il miliardario Hansjoerg Wyss e Todd Boehly, stakeholder di minoranza dei Los Angeles Lakers e dei Dodgers.

La sospensione degli accordi commerciali

Moshiri e il suo club stanno prendendo le distanze da Usmanov, partner di lunga data. L’Everton mercoledì ha rilasciato una dichiarazione in cui confermava di aver “sospeso con effetto immediato tutti gli accordi di sponsorizzazione commerciale con le società russe Usm, MegaFon e Yota“. Lo stesso giorno, Moshiri ha rassegnato le dimissioni dalla carica di presidente del consiglio di amministrazione di Usm. Non è chiaro se cederà la sua quota rimanente nel gruppo, già ridotta al 5% negli ultimi 18 mesi. Usm ha rifiutato di commentare. Anche l’Everton non ha risposto alle richieste di commento.

“Penso che se questa invasione continuerà, le autorità andranno a scavare ancor di più in tutta quella rete. Ed è possibile che potrebbero identificare in Moshiri un problema e chiedere anche a lui di farsi da parte”, afferma Andy Appleby, presidente e ceo di General Sports & Entertainment, società di gestione sportiva per le acquisizioni di squadre. “Tutto ciò non ha precedenti”.

Nel frattempo, l’Everton è in perdita, con un’emorragia di circa 350 milioni di dollari negli ultimi tre anni fiscali (il suo bilancio 2020-21 deve ancora essere pubblicato) ed è rimasto a galla soprattutto grazie alla ricchezza del suo proprietario. Da quando è subentrato nel 2016, Moshiri ha erogato diversi prestiti senza interessi e, secondo il bilancio 2019-20 dell’Everton, il club gli doveva un saldo di circa 460 milioni di dollari. La sua partecipazione all’epoca era quotata al 77,2%. Quest’anno, l’Athletic ha riferito che Moshiri ha iniettato altri 130 milioni di dollari e aumentato la sua quota al 94,1%. A complicare le cose sono stati gli affari con Usmanov.

Gli affari con l’Everton

L’ex partner di Moshiri non figura tra gli azionisti del club: l’Everton elenca il 4,6% come appartenente ad “altri azionisti”. Ma Usm e MegaFon hanno contribuito a 84 milioni di dollari di sponsorizzazioni durante l’anno fiscale 2019-20 dell’Everton. Circa 40 milioni di dollari provenivano dall’acquisto da parte di Usm di un’opzione per nominare il nuovo stadio dell’Everton a Bramley-Moore Dock. Secondo il Financial Times, Usmanov avrebbe anche negoziato un accordo per portare l’ex manager Carlo Ancelotti al Goodison Park alla fine del 2019.

L’Everton non è stato l’unico club della Premier League a chiudere con gli sponsor russi. La scorsa settimana, il Manchester United ha abbandonato l’accordo da 53 milioni di dollari con la compagnia aerea Aeroflot. Per l’Everton la perdita, con Usmanov e i suoi contatti commerciali fuori dai giochi, potrebbe essere un colpo con gravi conseguenze.

Le finanze personali di Moshiri, almeno nel breve periodo, non sono comunque in pericolo. Ha una notevole ricchezza oltre alla sua partecipazione all’Everton, un club che Forbes ha valutato 658 milioni di dollari ad aprile.

Non importa quanto siano ricche le persone, non vogliono perdere soldi”, dice Appleby. “Potrebbe arrivare un momento in cui se non hai incassi, potresti non essere in grado di continuare ad avere questo esborso economico, come l’Everton o il Chelsea”.

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