L’amore per il West, le vigne e la filantropia. Chi è il miliardario svizzero a capo della cordata che vuole il Chelsea

Hansjörg Wyss (a destra) in compagnia dell’ex sindaco di New York Mike Bloomberg a un evento benefico del 2015 (Photo by Craig Barritt/Getty Images for Oceana)
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È stato tra i firmatari della campagna, chiamata The Giving Pledge, lanciata da Warren Buffett e Bill Gates per spronare i miliardari del mondo a donare almeno la metà delle loro ricchezze. Oggi l’86enne svizzero Hansjörg Wyss è tra i miliardari in prima linea per acquistare il Chelsea, la squadra di calcio londinese che il magnate russo Roman Abramovich ha messo in vendita in seguito allo scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina (con conseguenti sanzioni dei Paesi occidentali al Cremlino e ai suoi oligarchi).

Il suo patrimonio personale, secondo Forbes, ammonta a 5,1 miliardi di dollari, ma nel 2012 ha venduto la sua azienda, una multinazionale di dispositivi medici chiamata Synthes, per 20,2 miliardi di dollari alla Johnson&Johnson. Da allora la sua vita è virata sulla filantropia, concentrandosi principalmente sull’attività della Wyss Foundation, ente benefico da lui fondato già nel 1998 negli Stati Uniti, a Washington DC.

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Sciatore e giornalista inviato alle Olimpiadi

Wyss è nato a Berna nel 1935, in una famiglia di venditori di calcolatrici meccaniche. Il suo legame con lo sport lo accompagna fin da ragazzo. Ma più che al calcio, inizialmente le sue attenzioni sono per lo sci, di cui è appassionato. Sul sito House of Switzerland, presentato dal Dipartimento federale degli affari esteri elvetico, lo si definisce “un vulcano di energia”.

In effetti, la sua vita è stata animata da tanti interessi, che talvolta si sono miscelati tra loro. Come riporta l’articolo di L’Illustré, nel 1964, ha vestito i panni del giornalista inviato a Innsbruck per seguire le Olimpiadi invernali su incarico della Neue Zürcher Zeitung, quotidiano svizzero di Zurigo scritto in lingua tedesca. La sua passione per i giornali è emersa anche in tempi più recenti, quando si era fatto avanti – senza successo – per acquisire Tribune Publishing, società editrice di giornali come il Chicago Tribune e il New York Daily News. 

La scalata al vertice di Synthes fino alla vendita a Johnson&Johnson

La sua carriera decolla con l’Mba alla Harvard Business School. Wyss arriva per la prima volta negli Stati Uniti nel 1958, anno in cui trova un lavoro estivo come geometra in Colorado per mantenersi agli studi. In seguito, matura esperienze nell’industria tessile e lavora per la casa automobilistica Chrysler.

Tra le varie attività ricoperte, anche quella di venditore di aeroplani. E, durante gli anni Settanta, incontra uno dei fondatori di Synthes, al quale stava vendendo proprio un velivolo. L’azienda era stata fondata nel 1960 come marchio senza scopo di lucro dell’istituto svizzero Association for the Study of Internal Fixation. Si occupava di impianti di fissazione interna, ovvero presidi ortopedici applicati alle ossa allo scopo di ripararle dopo una frattura.

Il marchio è stato per anni prodotto su licenza dai partner industriali Straumann Group e Mathys Medizinaltechnik. Nel 1975, però, Synthes viene scorporata dalla Ao/Asif e da Straumann. Nel frattempo Wyss viene incaricato di fondare il ramo americano del gruppo, Synthes Usa. Quest’ultima nel 1993 si fonde con la Stratec, società medica con cui forma una nuova entità quotata chiamata Synthes-Stratec. Da questo momento in poi, Wyss diviene e rimane il maggiore azionista della nuova società, fino al momento della vendita a Johnson&Johnson nel 2012. 

Lo scandalo Norian Xr

La sua azienda, prima di essere venduta, è rimasta al centro di uno scandalo per aver usato un farmaco per un utilizzo non autorizzato dalla Food and Drug Administration. Il farmaco era il Norian XR, un cemento osseo mescolato con fosfato di bario. Come riporta un’inchiesta di Fortune del 2012, il farmaco in questione è stato impiegato in interventi chirurgici alla colonna spinale. E, in almeno cinque casi, era stato iniettato in pazienti poi morti in sala operatoria. Il caso esplose nel 2009, ovvero dopo che Wyss non era più ceo da due anni, e portò alla condanna a pene detentive di quattro ex alti dirigenti di Synthes. Wyss, tuttavia, non venne incriminato.

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La passione per vino, natura e filantropia

Dopo la cessione della sua creatura, Wyss si è dedicato principalmente all’attività filantropica. Dal padre aveva appreso l’amore per la natura, durante le loro passeggiate sulle rive del fiume Aare. Ad affascinarlo, dice di lui la sorella, è la bellezza dei paesaggi. Non è un caso quindi che abbia deciso di stabilire la sua residenza principale nel Wyoming, nel grande Ovest americano, dove vivono anche sua figlia e i suoi nipoti. Amante del vino, conta tra le sue proprietà una tenuta in California, l’Halter Ranch, acquistata nel 2000: Wyss ha ristrutturato la fattoria vittoriana del XIX secolo e ha ampliato il vigneto. Oggi è una tenuta di 2.700 acri, di cui 200 acri destinati alle uve da vino, 15 alle noci e 10 alle olive biologiche. Il resto è lasciato al paesaggio naturale, principalmente boschi di querce e corridoi faunistici.

Attraverso la Wyss Foundation fa donazioni con l’obiettivo di conservare gli ambienti naturali. Negli ultimi 20 anni, sono stati elargiti con questo scopo quasi mezzo miliardo di dollari. Ha inoltre contribuito nel 2009 alla nascita all’Università di Harvard del Wyss Institute for Biologically Engineering, istituto di ricerca interdisciplinare che sviluppa materiali e dispositivi per applicazioni nel settore sanitario e della sostenibilità. Nel 2018, dalle colonne del New York Times, Wyss si è impegnato a donare un miliardo di dollari nel corso dei dieci anni successivi per salvare il pianeta. È stato un importante donatore della Clinton Foundation, per la quale ha elargito milioni di dollari

La cordata con l’uomo d’affari Todd Boehly

Oggi la nuova avventura potrebbe chiamarsi Chelsea. Il magnate e filantropo, in un’intervista di Blick poi ripresa da vari media, ha detto che è stato lo stesso Abramovich a contattarlo per rilevare la sua società. Il patron russo, ha detto lo stesso Wyss, sarebbe spaventato a tal punto dalle sanzioni da voler chiudere tutte le sue proprietà inglesi prima che sia troppo tardi. Wyss ha detto che “fra quattro o cinque giorni potrò fargli sapere se avrò trovato degli investitori disposti ad aiutarmi nel trovare un accordo definitivo”. 

Un compagno di avventure Wyss sembra averlo già trovato. Ed è lo statunitense Todd Boehly, già proprietario di quote nei Los Angeles Lakers e Los Angeles Sparks di basket e dei Los Angeles Dodgers di baseball. È il cofondatore, ceo e presidente della società d’investimenti privati Elridge Industries. Nel 2019 aveva già provato a prendere il Chelsea, ma si era fermato davanti alle richieste ritenute troppo elevate di Abramovich. Ora ritorna alla carica in una cordata con Wyss, che potrebbe allargarsi anche da altri partner. 

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