I due manager finlandesi che hanno portato la moda second-hand nei Paesi nordici

Taru Marjamaa e Timo Huhtamäki
Taru Marjamaa e Timo Huhtamäki
Share

“Tutto torna. Non sarebbe stato prevedibile il ritorno di maison come Louis Vuitton o Gucci. Tutto torna di nuovo in circolazione”, credeva Louis Vuitton. Lo sanno bene alla Emmy Clothing Company, dato che è il loro brand più venduto in assoluto. E, anche loro credono in questa filosofia, dato che sono il più grande e-commerce di moda second-hand dei Paesi nordici.

Il loro team riunisce persone di tutte le età: dai 20 ai 60 anni, tutti sono in grado di portare le loro esperienze, il loro entusiasmo, la loro capacità imprenditoriale, le loro idee. Ne abbiamo parlato con il nuovo ceo, Timo Huhtamäki, 37 anni, e con un altro pilastro dell’azienda finlandese, Taru Marjamaa, 45 anni, che ha portato la sua conoscenza nel settore della moda.

In Scandinavia siete considerati uno dei business più promettenti del momento. Quali sono i vostri obiettivi per lo sviluppo futuro?

Timo Huhtamäki: Il nostro obiettivo è essere la più grande azienda di second-hand di abbigliamento d’Europa e del mondo. Ci stiamo espandendo a una velocità incredibile. Ho passato tutta la mia carriera nel marketing, ma i miei obiettivi come ceo sono molto ambiziosi per Emmy Clothing Company.

Taru Marjamaa: Siamo un’azienda finlandese e anche se il nostro mercato più grande resta appunto la Finlandia, siamo la più grande realtà di abbigliamento usato dell’Estonia, che è un Paese emergente con una forte passione per i grandi brand. Ci stiamo espandendo ora in tutti i Paesi nordici, ma i nostri capi possono essere acquistati in tutto il mondo.

Come funziona la vostra azienda? E come vi distinguete da altre piattaforme simili?

Taru Marjamaa: Siamo un e-commerce, ma ci differenziamo nella scelta dei nostri capi, tutti di ottima qualità e firmati. E per riuscire ad avere nel nostro catalogo online brand come Chanel o Louis Vuitton, che di solito non si trovano negli outlet e sono quelli che vendono di più. Con un passato come direttore di Elle Finlandia, sono arrivata in azienda due anni fa e ora sono cmo.
Timo Huhtamäki: Miriamo a puntare sul mercato di seconda mano inteso come un nuovo modo di pensare e consumare, nel rispetto dell’ambiente. Siamo anche una filosofia oltre che un semplice luogo dove acquistare abbigliamento e accessori firmati a prezzi competitivi.

Emmy Clothing Company
Il logo di Emmy Clothing
Company

Come è nata Emmy Clothing Company?

Timo Huhtamäki: L’azienda ha base a Lohja, in Finlandia. Nel 2015 i due fondatori, Hanna Autio e Markus Rautapuro, si sono resi conto che i loro armadi erano pieni di capi firmati che non usavano più. Cominciarono a rivenderli al mercato delle pulci e tramite gruppi Facebook. Mancava una piattaforma con un’esperienza per l’acquisto che fosse diversa da tutti gli e-commerce online con merce nuova e costosa. La loro idea è piaciuta agli investitori e ora il capitale è costituito da diversi azionisti. Abbiamo concluso un altro giro di capitali di 7,2 milioni nel 2021. E il nostro team comprende ora una trentina di persone.

Quali sono i punti di forza del vostro business?

Taru Marjamaa: Prima di tutto una profonda ricerca di mercato che ci porta a capire cosa si può davvero vendere. La gente ci manda i capi che vogliono mettere in vendita. Il nostro team li esamina prima di proporli: se non vanno bene, vengono rimandati indietro o vanno in beneficenza, a seconda della scelta del proprietario. Nella mia formazione ho studiato per 23 anni il business della moda. Ho svolto diverse professioni, tra cui la PR di una nota azienda di caffè finlandese, poi sono passata al marketing e infine al settore sportivo. Nel 2008 ho fondato Fit Magazine, che è stato un successo immediato. Ho introdotto il concetto di fare sport legato al benessere e al mercato beauty. Oggi è un concetto scontato, ma a quei tempi ancora no. Quando mi hanno proposto di entrare nella squadra di Emmy Clothing Company ho accettato subito: amo la tecnologia e mi piace esplorare le nuove sfide del mercato.

Ricorda qualche vendita di mercato che l’ha sorpresa?

Taru Marjamaa: Fendi come marca per l’abbigliamento dei più piccoli. Ha fatto il boom in Estonia… Dall’esperienza si impara e ci si può indirizzare sempre di più sulla scelta di cosa mettere in vendita.
Timo Huhtamäki: I cappotti di Max Mara, ad esempio. Qualcosa di nuovo? Il brand finlandese Marimekko.

Come pensate di rimanere competitivi con tante nuove piattaforme che nascono ogni giorno?

Taru Marjamaa: Puntiamo nell’essere veloci nel vendere e nel mantenere una certa dinamica. Se un prodotto non viene venduto entro sei mesi, diamo l’opportunità di rispedirlo al venditore o darlo in beneficenza.
Timo Huhtamäki: Per me la rivelazione sono stati Paesi come Svezia, la Norvegia e, soprattutto, la Danimarca, che si sono dimostrati ottimi mercati. Credo che, dal punto di vista commerciale, il futuro sarà in questi Paesi.

Quali sono i prodotti che vendono di più online?

Timo Huhtamäki: Le T-shirt, poi le scarpe. Dallo scoppio della pandemia la gente tende ad acquistare sempre prodotti di cui sente la necessità nel quotidiano. Al tempo stesso, nei primi tempi la gente ha svuotato gli armadi e ci ha mandato moltissimi prodotti da vendere. Un segreto per avere successo? Essere flessibili alle esigenze del momento, oltre che a quelle del mercato.

Per altri contenuti iscriviti alla newsletter di Forbes.it QUI.