La storia di Binny Bansal, il miliardario che ha creato l’Amazon indiano in un appartamento di Bangalore

Binny Bansal
Binny Bansal, uno dei fondatori di Flipkart (foto Iitd)
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Nel 2018 Amazon e Walmart si sono a lungo sfidati per il controllo di un sito di e-commerce nato nel 2007 in India, diventato il riferimento per le vendite online del subcontinente. Le ragioni di questa aspra contesa sono facilmente intuibili pensando all’immensa popolazione dell’India e al potenziale di un mercato che, secondo i due giganti, ha ancora un grande potenziale di sviluppo. Tanto che Walmart, vincitrice della contesa, ha sborsato ben 16 miliardi di dollari per il 77% dell’azienda, in quello che, secondo Forbes, è stato il più grande accordo di sempre per un’azienda internet. Uno dei volti e delle menti dietro questo gioiellino imprenditoriale, di nome Flipkart, è Binny Bansal, a cui lo stesso Forbes attribuisce un patrimonio di 1,3 miliardi di dollari. Una fortuna costruita a partire da un anonimo appartamento di Bangalore.

La storia di Binny Bansal

Qui, infatti, nel 2007 l’ex dirigente di Amazon Binny Bansal ha iniziato a collaborare con l’amico Sachin Bansal per fondare Flipkart. Pensarono in un primo tempo a un rivenditore di libri online, mettendo insieme seimila dollari dei loro risparmi. La rivista indiana di lifestyle di lusso per uomini Man’s World India ha raccontato i particolari degli inizi di Flipkart. Il codice per il sito fu scritto nella seconda parte del 2007 (Binny e Sachin si conobbero mentre frequentavano il corso di laurea in informatica dell’Iit Delhi, ricorda il sito indiano Inc42, specializzato in startup). L’intuizione per l’e-commerce era arrivata poco prima, osservando la situazione sul posto di lavoro. “I siti di e-commerce in India erano scadenti”, ha ricordato Bansal. “L’abbiamo notato durante la ricerca per il lancio di un motore di shopping comparativo, quindi la scoperta è stata casuale. Nessuno faceva bene l’e-commerce”.

Binny e Sachin, invece, erano convinti di poterlo fare bene. Anche con mezzi semplici. All’inizio, infatti, furono gli stessi due amici a occuparsi delle consegne, pedalando a giorni alterni su un paio di biciclette. In pochi mesi gli ordini passarono da una decina al giorno a poco meno di 40. I cofondatori avevano anche il compito di procurarsi i libri da consegnare, cosa che, a volte, li obbligava a trascorrere molte ore a frugare nei magazzini. Dopo circa un anno dal lancio di Flipkart, quando poterono iniziare a pagare stipendi, Binny e Sachin assunsero un paio di persone per svolgere questi compiti ed ebbero il tempo di concentrarsi sugli ulteriori sviluppi della piattaforma.

Dai libri ai telefonini

“Sia io che Sachin abbiamo fatto quello in cui eravamo bravi”, ha detto Bansal. “Il suo pensiero era sempre in anticipo sui tempi: pensava al marketing, era molto bravo nel design di siti web. In pratica, si concentrava sul lato della domanda. Io invece ero incaricato del lato dell’offerta: mi sono occupato della tecnologia e dei sistemi di back end”.

Le vendite di libri cominciarono a crescere del 30% al mese e Flipkart si lanciò allora nella vendita di prodotti di elettronica. Nei primi sei mesi, però, le vendite per la nuova categoria furono quasi nulle. Binny e Sachin dovettero accorgersi che non si poteva vendere un telefonino allo stesso modo di un libro. Per l’elettronica introdussero così il pagamento in contrassegno, fondamentale perché “i clienti volevano prima ottenere il prodotto e poi pagare. Abbiamo deciso che dovevamo davvero costruire un marchio, creare fiducia tra noi e i nostri clienti”.

Un successo in cifre

Altro snodo fondamentale per l’ascesa di Flipkart è stato lo sviluppo di una sezione unicamente dedicata alla logistica: Ekart. Binny Bansal ammette che questa era “la necessità del momento, e non necessariamente una mossa molto ben congegnata. Avevamo capito di non potere continuare nella scalata senza la nostra logistica”.

Cruciali anche i round di finanziamento: un milione di dollari dalla società di venture capital Accel Partners India nel 2009, poi altri 30 milioni di dollari, suddivisi in due tranche, da Tiger Global. Cifre che sbiadiscono, naturalmente, di fronte all’investimento di Walmart.

Oggi Flipkart è uno dei riferimenti dell’e-commerce indiano, con un fatturato 2021 di poco superiore ai 5,5 miliardi di dollari nel 2021, in aumento del 25% rispetto all’anno precedente. Binny Bansal mantiene una piccola partecipazione in Flipkart ed è diventato mentore per le startup di Singapore attraverso la sua azienda xto10x Technologies. È poi investitore di riferimento nella società di venture capital 021 Capital, che concentra le sue attività su biotecnologie, agritech e internet.

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