Questa startup italiana vuole ripulire il mare da 4 milioni di kg di rifiuti entro il 2025

Antonio Augeri_founder Ogyre
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È il primo modello italiano di fishing for litter, ovvero i rifiuti marini vengono pescati grazie a un network di pescatori e quindi inseriti nei circuiti di rigenerazione. Obiettivo di Ogyre: raccoglierne 4 milioni di chilogrammi entro il 2025 grazie a progetti di raccolta che coinvolgono aziende e individui.

Mezzo milione raccolto su Mamacrowd

Il progetto funziona, anche finanziariamente: la startup italiana ha annunciato il suo primo aumento di capitale da oltre 500 mila euro. La raccolta è stata realizzata attraverso una campagna su Mamacrowd – la più importante piattaforma italiana per operazioni di equity crowdfunding che permette di investire nelle migliori startup e Pmi italiane – e vede anche la partecipazione di partner istituzionali come Illumia (che investe attraverso il veicolo Illumia Start) e B-Heroes, oltre a un pool di investitori privati. 

La startup investirà le risorse raccolte in tre aree: l’ampliamento del network di pescatori e di porti a livello internazionale, con l’obiettivo di aggregare una flotta di 5 mila pescherecci in tutto il mondo entro il 2025; la tecnologia, per ottimizzare la piattaforma sia in ottica b2c – permettendo quindi a ogni individuo di contribuire per il mare attraverso il supporto diretto a uno o più pescatori – sia in ottica b2b – abilitando progetti di sostenibilità dedicati alle aziende. Infine, nel mirino c’è l’espansione del team di Ogyre.

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Dare nuova vita ai rifiuti

“Siamo la prima piattaforma globale che punta a ripulire i mari dai rifiuti marini grazie all’aiuto dei pescherecci del nostro network”, spiegano Antonio Augeri e Andrea Faldella, founder di Ogyre. “Jorge, Alberto, Charles: sono già 80 i pescatori di Ogyre che, dal Mediterraneo alle acque di Brasile e Indonesia, recuperano i rifiuti marini che rimangono nelle reti, li differenziano a bordo e poi li riportano a terra per un corretto smaltimento da parte di alcune Ong partner. Parte di questi rifiuti, la plastica in particolare, viene poi reinserita nel circuito del riciclo per dar loro nuova vita”.

La piattaforma tecnologica coinvolge nel processo persone e aziende: grazie ai pescatori, chiunque può contribuire a ripulire il mare a distanza, scegliendo di iscriversi a Ogyre.com per supportare direttamente uno o più pescatori e dare così un contributo concreto alla salvaguardia degli oceani.

Andrea Faldella, co-founder Ogyre

Data la vocazione sociale di Ogyre, l’aumento di capitale arriva come una nuova importante raccolta in ambito impact investing e finanza sostenibile, un comparto che ha raggiunto nel 2020 ben 109 milioni di investimenti solo in Italia, con una crescita del 137% nel triennio 2017-2020. “Mamacrowd è orgogliosa di ospitare sulla propria piattaforma la campagna di Ogyre” afferma il ceo, Dario Giudici. “Una realtà non solo estremamente innovativa ma la cui attività ha un’elevata ricaduta dal punto di vista ambientale, visto il grosso problema della dispersione dei rifiuti in mare”.

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Ventimila chili di rifiuti raccolti al mese

Con porti già attivi in Italia (Cesenatico, Santa Margherita Ligure, Marina di Ravenna), Brasile e Indonesia, Ogyre può contare già oggi su un network di 80 pescherecci per una raccolta media stimata, tra i tre paesi, di 20 mila chili ogni mese. L’aumento di capitale arriva a valle di progetti di sostenibilità realizzati con successo insieme a diverse aziende italiane e internazionali tra cui Richmond Italia, Velasca, Pokeria by Nima, Foorban, oltre a moltissimi utenti già coinvolti a livello individuale tanto attraverso il supporto diretto ai pescatori, quanto attraverso l’acquisto di prodotti a marchio Ogyre realizzati con materiali rigenerati, come costumi e piumini.

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Chiunque può dare un contributo

“I rifiuti e la plastica negli oceani sono uno dei più grandi problemi ambientali dei nostri tempi, basti pensare che ogni anno finiscono in mare 11 milioni di tonnellate di plastica, che mettono a rischio la vita di 1,4 milioni di specie che vivono sott’acqua”, affermano Augeri e Andrea Faldella, founder di Ogyre. “Una quantità di rifiuti che impatta, oltre che sull’ambiente, anche economicamente sul settore pesca per oltre 61 milioni di euro all’anno. Chi, meglio dei pescatori, può aiutarci a risolvere il problema? Con Ogyre stiamo realizzando una piattaforma che renda il fishing for litter una pratica alla portata di tutti”. 

L’obiettivo dell’azienda è dare alle persone e alle aziende la possibilità di agire per la salvaguardia del mare anche a distanza, in primis acquistando kg di rifiuti dalla piattaforma e supportando la flotta nelle attività dì recupero. Oppure, attraverso l’acquisto di alcuni dei prodotti a marchio Ogyre, realizzati in materiale riciclato e Marine litters come piumini o costumi da bagno: “Così, chiunque può dare un contributo concreto per il mare”, concludono i fondatori.

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