“Vorrei essere un esempio positivo per tutti quei giovani che hanno diverse idee imprenditoriali, ma che spesso si lasciano scoraggiare dai fallimenti. Non capendo che proprio i fallimenti sono dei passaggi fondamentali in un percorso di crescita”. Ha le idee chiare Cristian Trio, giovane imprenditore che, dal settore imprenditoriale, sta cercando di spaziare anche in altri ambiti, coniugando business e impegno sociale. Perché l’imprenditore di oggi, spiega Cristian, deve avere un impatto che va oltre il solo aspetto economico.
Classe 1992, Cristian Trio è fondatore di Dyanema, brand nato nel 2016 che in pochi è diventato un punto di riferimento in Italia grazie al suo modello di flipping immobiliare, nonostante la giovane età dello stesso Trio. “Nel settore immobiliare se non hai vent’anni di esperienza, non sei nessuno. Ma grazie alla fatica e all’impegno sono riuscito a dimostrare che i fatti valgono più delle parole”. Anche e soprattutto in un contesto, quello italiano, dove le opportunità lavorative per i giovani sono limitate e creare qualcosa di nuovo e fresco è ancora soggetto a pregiudizi. “In Italia un giovane imprenditore è visto con diffidenza, e a volte con paternalismo. Ma ciò che dovrebbero contare sono le idee e le competenze.” Questo, spiega Cristian, senza svilire l’importanza dell’esperienza, che “resta un valore aggiunto”, soprattutto quando la si fa sul campo. “Si impara molto più in fretta agendo fin da subito in prima linea: sicuramente si commetteranno degli errori, ma anche questo è un passaggio inevitabile per raggiungere quell’esperienza a cui si dà tanto peso. Quello che chiediamo è di ricevere un piccolo anticipo di fiducia, che restituiremo in entusiasmo, passione, innovazione”.
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L’impegno sociale
Il business, però, non è la sua unica strada. Trio, infatti, si sta impegnando con la Fondazione Francesca Rava NPH Italia Onlus, tra le principali organizzazioni no profit italiane che dal 2000 aiuta concretamente l’infanzia e l’adolescenza in condizioni di disagio, le mamme e le donne fragili in Italia, in Haiti e nel mondo. E lo fa attraverso una serie di attività benefiche iniziate già quest’anno, come la Serata Straordinaria al Teatro alla Scala di Milano, a favore della Fondazione, il cui ricavato è stato devoluto all’Ospedale Pediatrico Saint Damien in Haiti che assiste 80.000 bambini l’anno. “Sono partito da zero, e attraverso le mie scelte sono arrivato dove sono. Mi sento fortunato, e voglio aiutare gli altri che lo sono stati meno di me, ridando anche a loro la possibilità di scegliere”.



