Arrivano le palestre Green Jim: un modello di fitness 4.0 a misura di portafoglio

Greenjim
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Articolo tratto dal numero di maggio 2022 di Forbes Italia. Abbonati!

Immaginate una palestra completamente automatizzata in cui è possibile regolare la temperatura dell’aria e il volume della musica e in cui non si dovranno più sottoscrivere vincolanti abbonamenti annuali ma si pagherà una tariffa a consumo. Il progetto Green Jim trasformerà tutto questo in realtà. L’idea, nata nel settembre del 2019, verrà lanciata sul mercato tra ottobre 2022 e gennaio 2023. Alla base del progetto un’analisi del settore del fitness, il cui business model, dice il fondatore Claudio D’Alessio, 34 anni, risale a circa 30 anni fa.

L’analisi sul business

Secondo l’analisi realizzata dal team di Green Jim, in Italia, il giro d’affari stimato delle attività sportive non agonistiche legate al fitness è di circa 10 miliardi di euro l’anno, con un’affluenza di circa 18 milioni di persone l’anno. L’ultimo censimento relativo alle strutture fitness in Italia, tra palestre specifiche e spazi dedicati al fitness vede presenti sul territorio nazionale 8.114 centri. In Europa le attività di fitness sono più diffuse: il numero di praticanti supera quello degli Usa e muove un giro d’affari di 26,3 miliardi di euro, contro i 23,3 degli Stati Uniti. Il fitness rappresenta quindi un’opportunità di lavoro: si stima che in Europa lavorino nel settore circa 7 milioni di addetti. Per l’Italia, le figure professionali sono oltre 120mila e la loro richiesta è in aumento.

“La mission di Green Jim”, spiega Claudio, “è proprio quella di andare ad automatizzare un settore che, nonostante il successo che continua ad avere, sotto molti aspetti non si è evoluto. Il risultato vuole essere un’industria 4.0 nel segmento fitness”, e tutto ciò sarà realizzato attraverso un business model con caratteristiche simili al car sharing o monopattini elettrici. “I nostri club saranno distribuiti a lotti da 10/15 unità per quartiere nei principali centri urbani; università, spazi coworking e persino grandi aziende. Si tratta di un format pensato poi per essere esportato con facilità in tutto il mondo”.

Non solo. Lo scopo di Green Jim è anche quello di riavvicinare i giovani al fitness. “Il rapporto odierno tra i nativi digitali e lo sport è obsoleto”, dichiara il fondatore di Green Jim, “L’enorme sviluppo tecnologico fa sì che la maggior parte dei giovani, soprattutto tra gli adolescenti, abbandonino le attività sportive. La mission di Green Jim è quella di riuscire a imporsi nello scenario internazionale occupando una fetta di mercato che a oggi sembra non possedere più le caratteristiche richieste dagli utenti”.

Claudio D’Alessio

Un fitness club davvero Green

Ma la vera novità del progetto è il funzionamento di questi fitness club, completamente automatizzati, green e con un nuovo approccio alla privacy rivolta ai clienti. Gli ambienti infatti saranno realizzati con materiali ecosostenibili e le superfici saranno trattate con particolari vernici atossiche e naturali. All’interno di ciascuna palestra il sistema di areazione permetterà la possibilità di allenarsi con aria priva di eventuali allergeni e batteri grazie alla tecnologia Albero. Questa tecnologia di purificazione è in grado non solo di monitorare gli inquinanti presenti ma anche di distruggere l’intero spettro dell’inquinamento atmosferico presente nell’aria interna, grazie a un processo chiamato fotocatalisi.

Per accedere nei centri Green Jim bisognerà scaricare un’app dedicata che consentirà di registrarsi, geolocalizzare i punti più vicini, pagare e accedere alle sale attraverso un codice associato al cliente. Gli spazi potranno ospitare un flusso massimo di quattro persone l’ora e spogliatoi privati verranno assegnati in precedenza dall’app, una volta effettuata la prenotazione.
Green Jim prevede una tariffa a consumo per ogni ora e non un obbligo ad un abbonamento mensile. Attraverso l’app sarà inoltre possibile avere il controllo dei dispositivi elettronici presenti in sala come: musica; ventilazione, distributori; porte e attrezzi cardio, le cui impostazioni saranno poi memorizzate dall’app stessa per gli ingressi successivi.

L’investimento di Green Jim

I club avranno un costo di investimento ciascuno tra i 120 e i 150mila euro con un return on investment del 30% annuo sul capitale investito una volta raggiunto il break even point. Gli ambienti avranno un’ampiezza media tra i 160 e i 180 metri quadrati totali e saranno dotati di attrezzi e macchinari TechnoGym. All’interno dei club i clienti potranno consumare drink e integratori, che nei punti direzionali saranno inseriti in un progetto di cobranding.

Le leve di revenues per Green Jim, come riporta il progetto, arriveranno principalmente dagli ingressi di chi vuole allenarsi presso i fitness club, dal Franchisee fee, dal branding fee, dai drink revenues: e dalle sponsorship. Il format è stato progettato per essere strutturalmente automatizzato, non necessiterà l’impiego di risorse umane questo abbatterà notevolmente i costi di gestione dei franchise. Le uniche eccezioni riguardano il personale addetto alle pulizie e i personal trainer, che grazie a Green Jim sperimenteranno un nuovo modo di lavorare in palestra.

“In Italia”, aggiunge Claudio, “ci sono circa 120mila personal trainer, oltre il 70% di questi professionisti, che svolgono numerose lezioni private. I centri fitness nei quali operano li obbligano a restituire circa il 30% delle loro revenue e il più delle volte anche a pagare un abbonamento per lo sfruttamento della sala. Grazie a Green Jim i personal trainer non avranno più questo problema, potranno operare in maniera autonoma e soprattutto gratis in tutti i nostri centri in base alle aperture. Inoltre, la nostra app avrà una sezione dedicata a loro, garantendogli un free access per tutti i fitness club e la possibilità di aggiornare il loro calendario settimanale”.

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