Oltre il pedaggio c’è di più: l’evoluzione di Telepass in piattaforma di pagamenti digitali per la mobilità

Gabriele Benedetto
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Articolo tratto dal numero di maggio 2022 di Forbes Italia. Abbonati!

“Vicino a te c’è più Telepass di quanto pensi”, dice lo slogan della prima campagna istituzionale lanciata a marzo da Telepass che rimarca la sua evoluzione da principale operatore del telepedaggio a piattaforma di pagamenti digitali per i servizi integrati di mobilità.

Con una sola app dallo smartphone si possono comprare biglietti del treno e della metropolitana, chiamare un taxi o pagare il parcheggio, noleggiare un monopattino elettrico o ricaricare l’auto elettrica fino a prenotare bibita e panino in autostrada. “A noi piace semplificare la vita dei nostri clienti quando devono muoversi e non solo in auto”, spiega il ceo Gabriele Benedetto.Non più solo telepedaggio, quindi. L’innovazione tecnologica ha portato Telepass a diventare leader in italia dei servizi per la mobilità integrata e una delle principali piattaforme in Europa.

Telepass e la rivoluzione della smart mobility

In gergo si chiama mobility as a service: si offre (e si compra) quel che serve per muoversi da un punto “a” a un punto “b” in momenti e situazioni diverse. Esco da casa e prendo un taxi per andare in stazione, salgo sul treno e, quando arrivo a destinazione, noleggio una bici o un monopattino per raggiungere l’ufficio. L’obiettivo è fare questo percorso, o altri, nella maniera più semplice possibile, senza dover passare da un’app all’altra e utilizzando un solo sistema di pagamento.

“La smart mobility è una rivoluzione appena cominciata. Ci saranno molte tappe e alla fine ci ritroveremo in una nuova dimensione”, dice Aldo Agostinelli, chief consumer sales and marketing officer di Telepass. “Il nostro è un lavoro che non si ferma. In pipeline abbiamo nuovi servizi collegati sempre alla mobilità dei veicoli e delle persone. Il sistema di Telepass è ancora il più avanzato. Non solo per la varietà di servizi proposti ma anche per il numero dei partner convenzionati. Non è semplice convenzionare decine e decine di operatori su tutto il territorio nazionale”

Nella piattaforma Telepass c’è sempre qualche novità. Dopo i pagamenti della Pubblica Amministrazione, sono entrati i mononopattini elettrici di Voi Technology e Reby, le ricariche elettriche di Duferco e Queenergy. “La nostra app consente al momento l’accesso a una delle reti di ricarica elettrica interoperabili più estese d’Italia”, ricorda Gabriele Benedetto. “Vogliamo contribuire in prima linea all’espansione di una mobilità sempre più green, soprattutto nei centri urbani che ne hanno più necessità”.

La sostenibilità nell’ecosistema di Telepass

La sostenibilità è nel dna di Telepass. Anche il dispositivo per il pagamento del pedaggio autostradale contribuisce a ridurre l’impatto ambientale, come ha dimostrato una ricerca del Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari di Venezia: i veicoli non si fermano per ritirare e pagare il biglietto e inquinano meno, perché le emissioni vengono ridotte grazie all’eliminazione delle fasi di accelerazione e inattività, il cosiddetto stop and go.

“Telepass è lo strumento ideale per incentivare un comportamento ecosostenibile in accordo con la direttiva Eurovignette” spiega Francesco Maria Cenci, head of toll unit and sales channel di Telepass. “Oggi le tariffe auto si basano sull’utilizzo dell’infrastruttura: l’algoritmo calcola quanto e quale spazio è stato percorso lungo il tratto autostradale e l’utente paga in base al percorso e alle dimensioni del veicolo. Secondo la Direttiva Eurovignette, gli utenti pagheranno non solo per quanto utilizzano l’infrastruttura, ma, sostanzialmente, per quanto inquinano”. È il “pollution pay”. Recepita dall’Italia nel 2014, Eurovignette si applica a tutte le nuove concessioni autostradali e ai rinnovi di quelle esistenti, molte delle quali in scadenza.

Il pedaggio in funzione della classe di emissioni Co2, che è già in vigore per i mezzi pesanti, comunque entrerà in vigore per tutti i veicoli dal 2027 e il dispositivo di Telepass non servirà più solo per il pagamento ma anche per riconoscere delle caratteristiche del veicolo.

Telepass, un caso da studiare alla Harvard

Da azienda leader in un settore tradizionale come il telepedaggio a ecosistema di mobilità integrata, grazie allo sviluppo di servizi tecnologici basati sui dati e raccolti in una sola app: l’evoluzione e la trasformazione di Telepass hanno attirato anche l’attenzione di Harvard. L’università americana ne ha fatto un caso di studio della facoltà di Business administration (“Telepass: From Tolling to Mobility Platform”) presentato nel dipartimento Technology and operations management che analizza le sfide delle imprese che devono affrontare la cosiddetta servitization, cioè il passaggio dai prodotti ai servizi, accelerata dalle tecnologie digitali. Telepass lo ha fatto anche con le assicurazioni, creando una propria compagnia.

“È la stessa operazione che ha fatto Amazon, iniziando con il mettere in vendita prodotti altrui per poi passare a quelli con il proprio brand, o meglio ancora Netflix. Sono storie di integrazione verticale. Telepass ha seguito l’esempio di questi big digitali”, spiega Chiara Farronato, la ricercatrice che ha curato il case study. Che aggiunge: “L’evoluzione di Telepass non è finita. La società si può espandere sia come offerta di servizi sia anche geograficamente”.

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