Un ex miliardario delle criptovalute è sicuro: Bitcoin oltre i 250mila dollari entro fine anno

Tim Draper
Tim Draper (foto Frederick M. Brown/Getty Images)
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Il venture capitalist Tim Draper ritiene che il Bitcoin crescerà di oltre dieci volte entro la fine del 2023. Non è il solo magnate delle cripto a sostenerlo, nonostante il periodo buio.

In un’intervista rilasciata a Forbes nel gennaio di quest’anno, il venture capitalist Tim Draper ha fatto una previsione ambiziosa: il Bitcoin avrebbe raggiunto l’incredibile cifra di 250mila dollari entro un anno. All’epoca, il Bitcoin valeva circa 41mila dollari.

“Accadrà quest’anno”, ha insistito Draper, che nel 2014 pagò 18,7 milioni di dollari a un’asta dello U.S. Marshals Service per la sua riserva di circa 30mila bitcoin (sì, sono 623 dollari per Bitcoin). “Entro la fine di quest’anno, o all’inizio del prossimo”.

Basti dire che la previsione di Draper non si sta avverando. Il Bitcoin ha perso più della metà del suo valore dall’inizio dell’anno, passando dai 47mila dollari del giorno di Capodanno a circa 20mila. Draper è uno dei quattro magnati della criptovaluta non più miliardari a causa del crollo della moneta digitale. Eppure non si tira indietro. Raggiunto via e-mail, ha ribadito il suo prezzo target. “Sono più che mai convinto che accadrà”, ha detto. “Entro la fine del 2022 o l’inizio del 2023”.

Fred Ehrsam, cofondatore ed ex presidente della borsa di criptovalute Coinbase, insiste sul fatto che il crollo del mercato non sia altro che una crisi di crescita. “Ciò che la maggior parte della gente non comprende appieno è che ci vogliono anni, spesso decenni, per passare da un’innovazione tecnologica a livello di infrastruttura (come le criptovalute) a un vivace ecosistema di applicazioni mainstream”, ha twittato Ehrsam all’inizio della settimana. Il 34enne mago dei computer ha un patrimonio stimato di 900 milioni di dollari, in calo rispetto ai 2,1 miliardi di dollari di marzo.

Il sangue freddo mostrato da Ehrsam potrebbe essere fondato: la sua fortuna comprende ricavi per circa 367 milioni di dollari in contanti, al netto delle imposte, derivanti dalla vendita di azioni Coinbase, che ha scaricato l’anno scorso a un prezzo medio di 316 dollari ad azione (Coinbase è attualmente scambiata a circa 52 dollari ad azione). Apparentemente, Ehrsam considera il crollo del mercato come un’opportunità di acquisto: a maggio ha acquistato 77 milioni di dollari di azioni Coinbase per conto della sua società di investimenti e venture capital nel mondo delle criptovalute, Paradigm Capital, a un prezzo tra 60 e 73 dollari ad azione.

Anche i gemelli Cameron e Tyler Winklevoss, investitori in Bitcoin e fondatori della società di trading in criptovalute Gemini, hanno visto crollare la loro fortuna, passando dai quattro miliardi di dollari stimati a marzo agli attuali 3,2 miliardi. Il 2 giugno hanno licenziato il 10% del personale di Gemini, per via di ciò che definiscono “l’inverno delle criptovalute”. Ma non hanno lasciato che l’implosione del mercato rovinasse il loro stile. La loro rock band, i Mars Junction, è attualmente in tournée in California e all’inizio di giugno i gemelli sono stati ripresi in un bar di Asbury Park, nel New Jersey, mentre cantavano Don’t Stop Believin’ dei Journey, circa una settimana dopo aver annunciato i licenziamenti.

Mentre i gemelli Winklevoss giocano a fare le rockstar, Sam Bankman-Fried, il più ricco magnate delle criptovalute, punta a un ruolo diverso: quello di salvatore del settore. All’inizio della settimana, lo scarmigliato 30enne fondatore del gigante del trading Ftx ha concesso grossi prestiti a società di criptovalute in difficoltà: 250 milioni di dollari al prestatore di cripto BlockFi e quasi 500 milioni di dollari (di cui 300 milioni in Bitcoin, naturalmente) al brokerage Voyager Digital. “È per noi molto importante proteggere l’ecosistema degli asset digitali e i suoi clienti”, ha twittato. Il patrimonio stimato di Bankman-Fried si è ridotto solo di qualche miliardo di dollari da marzo, passando da 24 a 20 miliardi, ed è dovuto soprattutto alla valutazione da 32 miliardi di dollari di Ftx, ottenuta dopo l’ultimo round di finanziamento di gennaio.

Nel frattempo, l’ex cripto-miliardario più ricco del pianeta, Changpeng Zhao (o Cz), fondatore e amministratore delegato di Binance, il più grande exchange di criptovalute al mondo, si è mostrato ironico. “Sono più rialzista nei mercati che vanno male”, ha twittato giovedì scorso, aggiungendo subito un secondo post: “Non è un consiglio finanziario”. Si trattava forse di uno scherzo, ma Cz ha buone ragioni per dire così: la Securities and exchange commission, equivalente americano della Consob, ha infatti aperto un’indagine sull’offerta iniziale di monete di Binance, come ha riferito Bloomberg all’inizio del mese. Sulla società di Cz indagano anche il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, la Commodity futures trading commission (l’autorità che regola il mercato dei derivati) e l’Internal revenue service (l’agenzia incaricata della riscossione delle tasse). Né Binance né Cz sono stati accusati dalle autorità statunitensi.     

Tra i cripto-miliardari, Zhao è quello che, dall’11 marzo, ha perso di più, sia in termini percentuali che di dollari. In quella data, un patrimonio stimato in 65 miliardi rendeva Cz la 19esima persona più ricca al mondo. Oggi, la sua fortuna è stimata in 18,7 miliardi. Non che la cosa lo interessi minimamente. “Non so davvero quale sia il mio patrimonio. Non me ne preoccupo troppo”, ha dichiarato a Forbes la scorsa estate.

Michael Saylor, un vero sostenitore del Bitcoin, la cui società di software MicroStrategy ha speso negli ultimi anni circa quattro miliardi di dollari per investire nella criptovaluta, ha adottato un approccio diverso: passare all’attacco. Il 57enne imprenditore del software ha bombardato Twitter con post ottimisti e fatto recenti apparizioni televisive su CnnFox Business Bloomberg, minimizzando le preoccupazioni sul bilancio della sua società. A marzo, MicroStrategy ha preso in prestito 205 milioni di dollari, garantiti da propri Bitcoin, per acquistare – indovinate un po’ – altri Bitcoin.

Secondo le stime di Forbes, Saylor è un altro ex miliardario e oggi ha un patrimonio di poco superiore ai 700 milioni di dollari. Dall’inizio di marzo, le azioni di MicroStrategy sono scese del 56%, a fronte di un calo del 14% dell’indice Nasdaq nello stesso periodo. Saylor, tuttavia, non ha venduto nessuno dei suoi preziosi Bitcoin. “Nemmeno un satoshi”, ha detto questa settimana alla conduttrice Cnn Julia Chatterley, usando un termine poco conosciuto per indicare la più piccola unità di Bitcoin. (Un satoshi vale 0,00000001 Bitcoin).

“Il Bitcoin sopravviverà a tutti noi”, ha insistito Saylor. “Ne sono assolutamente certo”.

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