Nuova sede a Milano e 150 assunzioni: Oracle cresce in Italia

Oracle Italia nuova sede
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“Pensa globalmente, agisci localmente”, recita un detto diffuso nelle multinazionali. Anche per questo, nei nuovi uffici milanesi di Oracle Italia, la ricetta del risotto allo zafferano campeggia a caratteri cubitali su una vetrata, come simbolo di milanesità, e offre un volto umano al gigante tech fondato da Larry Ellison. La sede occupa 6.200 metri quadrati e comprende anche una palestra.

Oracle è un gigante che cresce e continua ad assumere. Oracle ha creato 150 nuovi posti lavoro quest’anno. Nei prossimi tre anni, a livello europeo, la struttura si rafforzerà con 400 nuovi professionisti. Quali figure cerca l’azienda? Dai data scientist agli analisti, fino ai responsabili dello sviluppo. Sul fronte commerciale, invece, vuole persone dotate di soft skill per la vendita dei prodotti, la prevendita e la consulenza.

Oracle in Italia

Oracle assume perché cresce. Lo conferma il vicepresidente tech e country manager Alessandro Ippolito, connesso dal suo ufficio di Roma: “Confermiamo una crescita solida a due cifre, +10%, che ha riguardato sia il cloud tecnologico, sia il cloud applicativo. Anche nel nostro Paese, oltre alla nascita di una nuova cloud region già a pieno regime, è stato aperto il programma GenO (Generation Oracle) Emea per acquisire i migliori talenti in uscita dalle università”.

Giovanni Ravasio, vicepresidente e country leader per le cloud application di Oracle, dice: “Come vedete ho i capelli bianchi, sono in questo mercato da decenni, eppure non ho mai visto un’energia e una voglia di innovazione di questa portata nel panorama delle aziende italiane. Faccio un esempio: le applicazioni in cloud hcm (quelle per la gestione di hr, ovvero una suite completa che comprende anche talent management, e-training, health e security) è crescita oltre il 90% anno su anno”.

E mentre l’azienda percorre la strada della sostenibilità e della diversità (vuole diventare ‘net zero’ entro il 2030), la cloud region Oracle aperta poco più di sei mesi fa a Milano “è da considerare un booster molto significativo per incidere sui grandi percorsi di trasformazione digitale in atto nel nostro Paese”, sottolinea Andrea Sinopoli, che nel mercato italiano guida il business delle tecnologie cloud IaaS (infrastructure as a service) e PaaS (platform as a service). “Parlo sia del settore pubblico – sanità, infrastrutture cloud nazionali -, sia del settore privato, in alcune aree (servizi finanziari, bancari e assicurativi) che stanno migrando processi, dati e applicazioni verso il cloud”.

Gli investimenti nella sanità

Uno degli allarmi più rumorosi suonati con la pandemia è quello dell’arretratezza strutturale del sistema sanitario nazionale. Oracle, anche grazie all’acquisizione di Cerner, l’azienda di North Kansas City che investe ogni anno 800 milioni di dollari nella ricerca e sviluppo delle tecnologie legate alla salute,  offre una soluzione efficace in questo settore. Il percorso che Oracle offre alla sanità poggia su quattro pilastri: meno compiti amministrativi, per potere dedicare più tempo ai pazienti; interoperabilità dei dati sanitari; miglioramento dell’efficienza del sistema, anche grazie all’impiego della suite di applicazioni Fusion; protezione dei dati sanitari.

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