Welfare, piani di crescita e ‘Kaizen’: così San Benedetto cerca di attrarre i giovani talenti

Relmi Rizzato, San Benedetto
Relmi Rizzato, direttore risorse umane di San Benedetto
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Resilienza, sguardo al futuro, ricerca dei talenti, attenzione ai bisogni e alle esigenze delle persone. Anche e soprattutto in un contesto in cui la pandemia ha cambiato e rivoluzionato diversi paradigmi aziendali e sociali. Sono questi alcuni dei temi che Relmi Rizzato, direttore delle risorse umane di San Benedetto, ha trattato durante l’ultima puntata di Forbes Leader, nella sede italiana del gruppo, a Scorzé (in provincia di Venezia).

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“Abbiamo visto una grande disponibilità dai nostri lavoratori e questo ovviamente ci ha fatto molto piacere. Noi, come azienda, abbiamo cercato di stare il più vicino possibile a loro e di essere rapidi e chiari in tutto. Anche se il contesto normativo, almeno all’inizio, non era facile da interpretare e mettere in atto”, dichiara Rizzato, che successivamente si è soffermato anche su quanto sia importante per un’azienda come San Benedetto essere attrattivi per inseguire il ricambio generazionale e catturare l’attenzione dei talenti presenti e futuri. Anche sfruttando l’esplosione dei nuovi trend sociali e lavorativi: dallo smart working all’importanza di garantire piani di crescita all’interno dell’azienda e un corretto e sano equilibrio tra vita privata e lavoro.

“Noi, grazie al ‘progetto vivaio’ – strutturato già prima della pandemia – permettiamo ogni anno a studenti degli istituti superiori, soprattutto tecnici, di fare uno stage in azienda ed eventualmente di entrare definitivamente come lavoratori. Negli ultimi due anni, per esempio, ne abbiamo inseriti 40”.

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E se essere appetibili è un’ovvia difficoltà, Rizzato non ha dubbi e punta su un obiettivo preciso: “Dobbiamo essere visibili, comunicare nel migliore dei modi le nostre iniziative, come il pacchetto welfare che mettiamo a disposizione dei nostri dipendenti (e che viene utilizzato da più dell’80% del personale), e soprattutto elaborare piani di carriera. Un elemento che, ho visto nei colloqui, interessa di più ai giovani”. Dimostrazione ulteriore di quanto giochi un ruolo da protagonista il termine giapponese ‘kaizen’ per San Benedetto. Ossia quel pensiero che permette continuamente di ‘cambiare in meglio’. “Per noi significa che ogni azione quotidiana che viene dai collaboratori ci consente sempre di migliorare. Perché solo chi conosce il lavoro e lo sa fare è in grado di capire come migliorare e di portare e creare il cambiamento in azienda”, chiarisce Rizzato.

Guarda l’intervista completa

ForbesLEADER PUNTATA 152

 

 

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