50 Best Restaurants: 6 dei migliori al mondo sono italiani

Riccardo Camanini, chef di Lido 84
Share

È un altro nome danese, il Geranium di Copenhagen, ad aggiudicarsi il primo posto della The World’s 50 Best Restaurants, la classifica annuale che premia i 50 migliori ristoranti al mondo. A conferma dell’eccellenza della ristorazione danese, che l’anno precedente aveva visto salire in vetta il Noma di René Redzepi, seguito non a caso proprio dal Geranium.

Geranium, eccellenza Made in Danimarca

(geranium.dk)

Con vista panoramica sui giardini Fælledparken, il Geranium propone un menu degustazione di ispirazione locale e stagionale con circa 20 portate suddivise tra antipasti, piatti salati e dolci. Nel 2016, Geranium, guidato dai co-proprietari Rasmus Kofoed e Søren Ledet, è stato il primo ristorante danese a vincere tre stelle Michelin nel 2016.

Cinque anni dopo aver smesso di mangiare carne, nel 2022 Kofoed ha deciso di concentrarsi esclusivamente su frutti di mare e verdure locali provenienti da fattorie biologiche e biodinamiche in Danimarca e Scandinavia. L’ampia lista di vini si unisce infine ad abbinamenti di succhi insoliti come rabarbaro con geranio e carota.

I nomi italiani nella classifica. All’ottavo posto Lido 84 

Riccardo Camanini, chef di Lido 84

Anche l’Italia è presente nella classifica dei 50 migliori ristoranti al mondo. E occupa quest’anno 6 posizioni (due in più rispetto a quello precedente).

All’ottava posizione troviamo Lido 84 di Riccardo Camanini a Gardone Riviera (che guadagna 7 posizioni rispetto al 2021). Dopo aver vinto il One To Watch Award nel 2019, ha debuttato nella lista dei 50 migliori ristoranti del mondo nel 2021 al numero 15, ottenendo il premio Highest New Entry. Per quanto riguarda il menu, i piatti esaltano i prodotti del Lago di Garda e dei pascoli della regione. Tra i pezzi forti ci sono la Torta di Rose e la parmigiana di melanzane. Protagonista indiscussa però è la cacio e pepe: rigatoni cucinati dentro una vescica di maiale con pecorino.

(alajmo.it)

In decima posizione si trova Le Calandre di Massimiliano Alajmo a Rubano. Due i suoi menù degustazione, stagionali, in cui spiccano il risotto al caffè distillato con polvere di capperi, bottarga di acciughe e tartufo bianco, e la triglia con briciole di pane alle more e prugne e salsa di kiwi e alghe.

New entry poi Uliassi, a Senigallia, che guadagna la 12esima posizione. Il suo menu comprende una serie di appetitose proposte come la finta oliva ascolana, una cialda di foie gras e un crostino con acciughe fresche, un gambero rosso condito con i succhi della testa, zenzero, arancia e cannella, e spaghetti con olive nere, eucalipto e friggitelli.

(nikoromito.com)

Quindicesimo posto per Reale di Niko Romito, Castel di Sangro. La sua “Anguria e Pomodoro”, dai colori vivaci, è un vero e proprio omaggio alla stagione estiva mentre la trota, con mandorle e alloro, rende omaggio all’Abruzzo e al fiume Sangro.

Torna Piazza Duomo Alba di Enrico Crippa alla 19esima posizione, una più in basso rispetto allo scorso anno, e da segnalare sono le sue lumache con polenta. Il motivo? Sono allevate dai monaci benedettini e le erbe usate per nutrirle erano le stesse che i monaci usavano per le proprie medicine e infusi. Last but not least, il risotto all’aglio orsino.

(st-hubertus.it)

Occupa infine il 29esimo posto St. Hubertus, a San Cassiano, dove lo chef Norbert Niederkofler seleziona prodotti provenienti esclusivamente dalle montagne delle Dolomiti.

La classifica completa dei 50 migliori ristoranti al mondo:

1. Geranium – Copenhagen

2. Central – Lima

3. Disfrutar – Barcellona

4. Diverxo – Madrid

5. Pujol – Città del Messico

6. Asador Extebarri – Atxondo

7. A casa do Porco – San Paolo

8. Lido 84 – Gardone Riviera

9. Quintonil – Città del Messico

10. Le Calandre – Rubano

11. Maido – Lima

12. Uliassi – Senigallia

13. Steirereck – Vienna

14. Don Julio – Buenos Aires

15. Reale – Castel di Sangro

16. Elkano – Getaria

17. Nobelhart & Schmutzig – Berlino

18. Alchemist – Copenhagen

19. Piazza Duomo – Alba

20. Den – Tokyo

21. Mugaritz – San Sebastian

22. Semptime – Parigi

23. The Jane – Anversa

24. The Chairman – Hong Kong

25. Frantzén – Stoccolma

26. Restaurant Tim Raue – Berlino

27. Hof Van Cleve – Kruishoutem

28. Le Clarence – Parigi

29. St. Hubertus – San Cassiano

30. Florilège – Tokyo

31. Arpège – Parigi

32. Mayta – Lima

33. Atomix – New York

34. Hiša Franko – Caporetto

35. The Clove Club – Londra

36. Odette – Singapore

37. Fyn – Città del Capo

38. Jordnær – Copenhagen

39. Sorn – Bangkok

40. Schloss Schauenstein – Fürstenau

41. Le Cime – Osaka

42. Quique Dacosta – Dénia

43. Boragó – Santiago

44. Le Bernardin – New York

45. Nariswa – Tokyo

46. Belcanto – Lisbona

47. Oteque – Rio de Janeiro

48. Leo – Bogotà

49. Ikoyi – Londra

50. SingleThread – Healdsburg

Per altri contenuti iscriviti alla newsletter di Forbes.it QUI.