Grano 100% italiano e lotta allo spreco: gli obiettivi responsabili della pizza friendly di Ci Sta

Nico Grammauta
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Non è questione di pomodoro, di acqua, farina o impasto. Il segreto della pizza rimane un segreto. A fare la differenza, però, è il coraggio. Il coraggio di restare fedeli alla tradizione, senza rimanere ancorati al passato. Di innovare, senza perdere l’originalità del prodotto. Il coraggio imprenditoriale di chi crede ancora nei valori della cultura gastronomica italiana, nonostante le difficoltà causate dalla pandemia. Così nasce Ci Sta, un format completamente nuovo dedicato alla pizza con ingredienti made in Italy, da un’idea di Nico Grammauta, manager del settore del food retail.

(courtesy Ci Sta)

Hai voglia di pizza? Ci Sta!

Dai bordi alti, con base croccante, al pomodoro, con mozzarella di Bufala o quattro stagioni. L’amore per la pizza è una questione universale. E Ci Sta nasce nel maggio del 2020, in piena crisi pandemica, dalla lunga esperienza e dalla passione per il settore del food retail di Nico Grammauta. Un progetto solido, innovativo, volto alla valorizzazione della cucina italiana attraverso una selezione accurata di materie prime e un design interno giovane e friendly.

Da queste intenzioni prende vita anche il nome del format – Ci Sta, friendly pizza – che riflette attraverso un’espressione parte del gergo giovanile odierno un modo di gustare la pizza. Intuitivo, genuino, fresco. “Volevo ricominciare da un progetto che riflettesse sui punti principali per un format food di successo, e ovviamente da un prodotto che amo, la pizza. Perché friendly? Perché il progetto nasce con la volontà di esprimere una direzione del tutto sostenibile. Dalla gestione economico-finanziaria fino alla scelta dei fornitori e delle materie prime e all’utilizzo dei materiali per la conservazione”, dice Grammauta.

    (courtesy Ci Sta)
    (courtesy Ci Sta)

La conversione in società benefit

Per questo motivo, Ci Sta diventa nel 2021 società benefit. Un cambiamento che modifica non soltanto la forma giuridica della società, ma l’obiettivo a lungo termine del format. Un vero e proprio impegno per il futuro. Che in termini di sostenibilità si traduce nella riduzione dell’impatto ambientale attraverso la massimizzazione dell’utilizzo di energia da fonti rinnovabili o a basso impatto, rispetto alle alternative di mercato.

Ma anche in altre azioni come contrastare lo spreco di cibo, valorizzare le eccellenze agro-gastronomiche italiane del territorio. Supportare organizzazioni impegnate in attività di beneficenza a favore della comunità, e in particolare di categorie di persone in difficoltà o svantaggiate e promuovere il talento individuale come fondamento di una cultura che incoraggia il lavoro di squadra.

“In qualità di società benefit, Ci Sta intende operare in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, comunità, territori e ambiente, beni e attività culturali e sociali, enti e associazioni. Il nostro sogno, per il quale lavoriamo con dedizione, è raggiungere la certificazione di B Corp”.

L’espansione della società

Il 24 maggio del 2021 apre al pubblico il primo punto vendita Ci Sta, in via Procaccini a Milano. Un successo immediato, che raccoglie in una delle zone a più impatto turistico della metropoli l’approvazione di centinaia di clienti che hanno abbracciato la filosofia e i prodotti del format. Ci Sta oggi conta tre locali – il secondo nel quartiere Brera e il terzo a Verona in via Leoni – e promette una rapida espansione sia in Italia sia in Europa.

Il menù, d’altronde, è un vero e proprio viaggio alla ricerca del gusto italiano. Un viaggio che parte dalla Sicilia, con i suoi pomodori ricchi e succosi, passando per la Campania, territorio principe dei prodotti caseari, e attraversa gli uliveti della Puglia, fino ad arrivare in Friuli Venezia Giulia, con il suo prosciutto di Cormons. Il tutto servito con un impasto realizzato con grano 100% italiano e biologico.

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