Dante, arte e cattedra universitaria a 28 anni: la storia dell’under 30 che ha bruciato le tappe della cultura

Roberto Nicolucci
Roberto Nicolucci
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“Dai libri sono partito, coi libri sono cresciuto e dentro i libri era fatale che ricascassi”. Una frase che può rappresentare il manifesto dell’attività di Roberto Nicolucci, 28 anni, storico e storico dell’arte. Nato a Napoli nel 1994, a meno di 30 anni è editore, docente, editorialista del quotidiano romano Il Tempo e personaggio televisivo. Formatosi come storico all’università napoletana di Suor Orsola Benincasa, Nicolucci ha terminato il suo percorso di studi, laureandosi con lode e plauso della commissione, con una tesi magistrale di storia dell’arte sul decoratore napoletano Francesco De Mura, principale protagonista della Chiesa della Nunziatella. Da qui la creazione della Sala Museale di storia, arte e cultura della Scuola Militare Nunziatella, della quale è direttore scientifico e curatore dal gennaio 2020, oltre che membro dell’Albo d’Oro della Fondazione Nunziatella.

Nicolucci è professore di storia dell’arte moderna all’Università degli Studi Guglielmo Marconi di Roma.
È proprio ai suoi studenti che ha riservato un saluto particolare in vista dell’avvio del nuovo anno accademico. “Care studentesse e cari studenti”, scrive Nicolucci, “Subito prima ch’io cominci a dire perché per me sarà un onore e un piacere condividere con voi quella disciplina meravigliosa che si chiama storia dell’arte, è bene che io mi presenti. Io nasco storico e subito dopo storico dell’arte. L’ordine d’ingresso è fondamentale e caratterizzante. Non si può fare storia dell’arte senza conoscere la storia; così come non si può fare storia dell’arte senza conoscere la geografia”.

In questo saluto, Nicolucci racconta gli inizi della sua attività accademica. “Sono partito quando l’era digitale era ormai nella sua fase matura, ma non ancora al suo culmine. Vuol dire che sono maturato maneggiando libri di carta e questa passione è uno dei motivi che mi hanno spinto a fondare una casa editrice”. Roberto Nicolucci Editore nasce nel capoluogo campano nel 2021 come progetto editoriale e culturale il cui interesse verte in particolare sul mondo dell’arte e della letteratura.

La Roberto Nicolucci Editore

“Investire oggi in un’impresa del genere”, racconta Nicolucci, “ha un significato diverso, poniamo, di quando, nel secondo dopoguerra, la cultura in Italia l’hanno fatta soprattutto un drappello di grandi editori illuminati, a finire col compianto Roberto Calasso di Adelphi. Ma in epoca digitale, mentre celebriamo un funerale al giorno dei supporti – dai libri ai cd -, puntare a promuovere i libri è una sfida doppiamente coinvolgente cui era impossibile sottrarsi”.

Per il futuro Roberto Nicolucci Editore punta in alto. “Siamo curiosi”, racconta il docente ed editore, “di scoprire cos’abbia per noi in serbo il passato e cosa ci riserva il futuro. Ecco il motivo per cui stiamo provando a rimettere in pista titoli per noi cruciali, oggi introvabili – come Scala a San Potito di Luigi Incoronato, in uscita a settembre – e da rileggere, su cui si è fondata o assodata l’identità moderna della nostra città. La prima novità in catalogo a settembre è la ristampa di Cagliostro di Alexandre Dumas, primo volume del ciclo di Maria Antonietta e della Rivoluzione. Subito dopo, grazie alla collaborazione dei ricercatori e dei docenti di Letteratura italiana contemporanea del dipartimento di Studi letterari, linguistici e comparati dell’Università di Napoli L’Orientale, in autunno daremo alla luce Dante Classico Contemporaneo. Ricerche, letture, studi, dedicato al Sommo Poeta, in occasione del settimo centenario dalla morte, primo volume della collana mondoscritto. A questa, seguiranno quelle realizzate grazie al contributo degli altri dipartimenti universitari”.

Scoperto un capolavoro del Seicento

Ma nell’attività professionale di Nicolucci non ci sono solo i libri. Il docente guarda anche al futuro e a quanto c’è da fare per il territorio italiano. “Il più importante e urgente discorso sulla cultura nel nostro paese deve, con urgenza, ripartire dal patrimonio storico artistico”, spiega Nicolucci. “Monumenti, musei, istituti, palazzi storici, gli stessi beni paesaggistici, promossi a beni culturali. Abbiamo il dovere di ripensare, con più coraggio, a cosa significhi amministrare, oltre che vivere in quel museo diffuso che è l’Italia”.

Di recente Nicolucci ha messo a frutto la propria esperienza di conoscitore e di storico d’arte scoprendo nel Museo di Capodimonte un capolavoro del tardo barocco napoletano di fine ‘600. Il sostegno concreto per farlo restaurare è stato il passo successivo al suo riconoscimento. E ora le sale seicentesche del museo si fregiano di un nuovo Nicola Malinconico, pittore napoletano seguace di Luca Giordano.  Se la cultura è anche circolazione e diffusione, si giustifica inoltre la creazione nel centro di Napoli di un salotto letterario, le zifere, sito al piano nobile di palazzo de Sangro.

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