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Leader 4 Febbraio, 2020 @ 2:58

Come funziona il poliambulatorio digitale fondato da due italiani Under 30

di Daniel Settembre

Staff writer, Forbes.it

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Articolo tratto dal numero di Forbes di gennaio 2020. Abbonati

Nel complesso mondo della sanità innovare non è sempre facile. Eppure ci sono tecnologie che promettono di migliorare la vita e la salute delle persone. Che è proprio l’obiettivo di due ragazzi torinesi che hanno fondato EpiCura, il primo poliambulatorio digitale in Italia che permette di prenotare in modo semplice visite mediche e socio-assistenziali nel luogo e all’orario preferito dal paziente. “Vogliamo offrire alle persone la possibilità di prendersi cura della propria salute o di quella dei propri cari nella comodità di casa”, dice Gianluca Manitto, ceo e co-fondatore insieme ad Alessandro Ambrosio. “Abbiamo l’obiettivo di diventare una soluzione di riferimento per le famiglie e per farlo stiamo costruendo un servizio che punta su tempestività di intervento, flessibilità e vicinanza al paziente”. Si tratta insomma, di un vero e proprio poliambulatorio 2.0: un incontro tra l’innovazione digitale tipica di un servizio semplice e scalabile e la vicinanza all’utente, caratteristica delle realtà più tradizionali. Una soluzione personalizzata che si prende cura del paziente dall’inizio fino alla fine del percorso di cura.

Grazie a un modello di prenotazione inverso, i pazienti non devono far altro che comunicare l’intervento richiesto, il luogo, il giorno e la fascia oraria preferita. EpiCura trova un professionista disponibile a prendere in carico la richiesta. Il servizio è attivo 7 giorni su 7 ed è prenotabile online 24 ore su 24 oppure telefonicamente, chiamando la centrale operativa che risponde 7 giorni su 7, dalle 8 alle 21. Tutte le prestazioni sono garantite entro 24/48 ore massimo, molto spesso anche in giornata.

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L’idea è nata in seguito a un viaggio in Inghilterra. “Nel 2016, dopo una breve esperienza a Londra in un corso alla Ucl di Londra, ho intravisto la possibilità di migliorare l’accesso alle cure, settore in crescita ma ancora molto arretrato”, racconta Gianluca, classe 1991, imprenditore dall’età di 19 e un passato da giocatore di poker cashgame. Dell’avventura fa parte anche Alessandro, stessa città, con una breve parentesi nel luccicante mondo del financial advisory e investment banking. “Mi sono accorto ben presto che la mia vocazione era diversa”, rivela Alessandro. “Mi sono così appassionato all’innovazione, all’imprenditoria e alle tecnologie come strumento per stravolgere settori rimasti ancora troppo arretrati. È così che mi sono unito al mio compagno di banco e amico da una vita, Gianluca, che aveva per le mani l’embrione di ciò che sarebbe poi diventato EpiCura”.

Quell’idea, da allora, è cresciuta parecchio. “Nel 2017”, ricordano i due ragazzi, “offrivamo servizi di fisioterapia, osteopatia e interventi infermieristici, due anni dopo la nostra proposta è molto più completa: abbiamo integrato anche prestazioni di pediatria, psicologia, assistenza domiciliare ad anziani, malati o disabili, fino a quelle di veterinaria. Da dicembre è inoltre possibile prenotare consulenze mediche telefoniche in tutta Italia”. Ad oggi EpiCura serve 3mila pazienti, ha erogato 15mila servizi e collabora con più di 700 professionisti nelle principali città italiane. “Abbiamo un tempo di attesa medio inferiore alle 24 ore e puntiamo a ridurlo ulteriormente”, dice ancora Gianluca.

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L’estate scorsa la startup ha raccolto 1 milione di euro, portando così il finanziamento totale a quasi 1,2 milioni di euro. L’operazione è stata guidata da importanti gruppi di business angel e fondi di investimento come Club degli Investitori, LVenture Group, Club Acceleratori e Boost Heroes e si è conclusa su Mamacrowd, tra le principali piattaforma italiana di equity crowdfunding. E le novità per il futuro sono tante. “A giugno è partita ufficialmente anche la distribuzione della nostra soluzione in farmacie, poliambulatori e catene alberghiere per permettere ai pazienti di prenotare le prestazioni in punti strategici sul territorio”. Il loro sogno? Far crescere ancora di più EpiCura: “Puntiamo a triplicare le aree coperte raggiungendo ben 30 città inserendo tante nuove opportunità di cura nell’offerta, non solo prestazioni mediche ma anche servizi legati al fitness”.

Forbes Italia 2 Novembre, 2019 @ 2:32

Forbes Under 30 summit, come partecipare all’evento di Berlino

di Forbes.it

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(Shutterstock)

Manca pochissimo al Summit Europe Under 30 che Forbes ha organizzato per quest’anno a Berlino. Presenti oltre 700 giovani leader più innovativi e di maggior successo con l’obiettivo di ispirare al cambiamento di tutto il Vecchio Continente.

Tra escursioni, workshop e incontri sarà un’occasione per le menti imprenditoriali più brillanti di avere un networking senza precedenti. L’evento inizierà domenica 1° dicembre al The Student Hotel della capitale tedesca, per poi continuare fino al 3 dicembre. L’agenda prevede sessioni di special keynote e l’approfondimento di tematiche oggi cruciali come l’inclusion, la diversity o lo sviluppo di un brand di successo; il tutto all’insegna di una vera e propria rinascita dell’imprenditoria europea.

Presenti speaker d’eccezione come Paula Peters, chief global officer di Change.org, Gillian Tans, presidente di Booking.com, Alice Bentick, co-fondatrice di Entrepreneur First, Anja Hendel, direttore di Porsche Digital Lab, Alejandro Agag, presidente della Formula E, Valentin Stalf, co-fondatore e ceo di N26 e tanti altri.

Non mancheranno momenti più informali, tra cui la visita ai famosi mercati natalizi di Berlino e un party di chiusura dedicato al trentennale della caduta del Muro di Berlino. Tanti gli sponsor a supportare l’evento, come Dockers che cercherà il miglior candidato da integrare nella sua prossima piattaforma #DockersChallengers, offrendo supporto a startupper che hanno un impatto rivoluzionario nel mondo, o Blacklane, Montablanc, Henkel e altri. Per il programma completo e per l’iscrizione clicca qui.

Under 30 8 Luglio, 2019 @ 9:21

L’Under 30 Filippo Tortu è l’italiano più veloce di sempre

di Daniele Rubatti

Staff writer, Forbes.it

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Filippo Tortu celebra la vittoria dei 100m durante gli Europei di atletica U20 del 2017 a Grosseto. (Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images for European Athletics)

Articolo tratto dal numero di luglio 2019 di Forbes Italia. Abbonati. 

Che Filippo Tortu avesse la velocità nel sangue era cosa nota. Tutta la sua famiglia, dal nonno Giacomo al papà Salvino, passando per il fratello maggiore Giacomo, è votata all’atletica, e in particolare alla corsa. Tutt’altro che scontata è invece la sua familiarità con i record. Tortu, classe 1998, ha cominciato a macinarli fin dagli esordi. Nel 2015 ha realizzato il primato italiano allievi dei 100 metri con un tempo di 10,33 secondi e sui 200, percorsi in 20,92 secondi.

Nel 2016 ha stabilito il record nazionale juniores dei 100 correndo due volte in 10,24 a Savona. Sempre nel 2016 è stato secondo nei 100 ai Mondiali under 20 di Bydgoszcz. Nel 2017 conquista altri primati italiani juniores, sui 60 indoor (6,64) e sui 100 metri (10,15), il personale sui 200 (quarto azzurro di sempre con 20,34 al Golden Gala) e il titolo europeo under 20 a Grosseto. Alla rassegna continentale assoluta di Amsterdam ha sfiorato la finale con un tempo di 10,19. Sempre nel 2016 è stato secondo nei 100 ai Mondiali under 20 di Bydgoszcz. Nel 2018 a Savona è diventato il secondo italiano più veloce di sempre, correndo i 100 metri in 10,03, a soli due centesimi dal record nazionale di Pietro Mennea, stabilito nel 1979, battuto il 22 giugno dello scorso anno a Madrid correndo in 9,99.

Filippo Tortu durante gli Europei di Atletica U20 del 2017. (Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images for European Athletics)

“Realizzare il record italiano era un sogno sin da bambino, averlo raggiunto l’anno scorso, a 20 anni, è stata una grande soddisfazione, ma non voglio fermami qui. Ora quel record rappresenta uno stimolo per fare sempre meglio, già da quest’anno”, racconta il giovane atleta italiano. Più di recente ha fatto registrare un nuovo record – 100 metri in 9,97” –, ma il forte vento alle spalle gli ha impedito di omologare quello che sarebbe stato il nuovo primato italiano. Tortu ha raggiunto da giovanissimo l’obiettivo di una vita, nonostante debba ancora migliorare in tanti aspetti della sua carriera.

“Devo capire come organizzare meglio la mia giornata e i miei impegni. Se devo essere sincero, in questo faccio un po’ di fatica e sono un po’ pigro”. Un passaggio che sarà fondamentale per preparare al meglio la vera sfida dei prossimi mesi: i Mondiali di Doha di ottobre, la gara più importante dell’anno. I risultati raggiunti fino ad oggi non sono passati inosservati alle grandi aziende, che hanno deciso di legare la propria immagine al velocista: Fastweb, Nike, Toyota, Radio Italia sono i suoi attuali sponsor. Nella vita di Tortu, però, non c’è solo l’atletica: Filippo è appassionato di sport, soprattutto calcio e basket, e di musica. Non a caso, se non avesse fatto l’atleta, sarebbe voluto diventare un cantante. “In realtà, sono molto stonato. Forse non avrei potuto farlo”, ammette.

Filippo si è diplomato al liceo scientifico e adesso coniuga l’attività agonistica con gli studi: frequenta infatti il corso di impresa e management all’università Luiss di Roma. Una scelta coerente con le sue ambizioni extra-sportive: “mi piacerebbe molto portare avanti l’azienda della mia famiglia, fondata dal mio bisnonno (Gruppo Confalonieri), che produce accessori per mobili”, rivela. Dove si vede fra cinque anni? “Ancora un atleta, ma laureato. E sempre più veloce”.

Leader 17 Giugno, 2019 @ 9:00

“Così voglio rendere digitale Automobili Pininfarina”

di Daniel Settembre

Staff writer, Forbes.it

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Luca Rubino è global head of digital di Automobili Pininfarina.

Articolo tratto dal numero di giugno 2019 di Forbes Italia. Abbonati. 

“Come head of digital il mio obiettivo è portare Automobili Pininfarina in Borsa e renderla un’azienda leader nel mondo digitale dell’automotive di lusso e delle hypercar elettriche”. Un obiettivo preciso per chi come Luca Rubino, palermitano classe 1992, è cresciuto a pane e motori. “Sono sempre stato un appassionato di motori e competizione”, dice. “A 13 anni, dopo la scuola, andavo a lavorare da un meccanico vicino casa”.
L’anno successivo, Luca inizia a fare gare di enduro (specialità del motociclicmo), cross e go-kart. A 19 anni inizia a guidare in pista auto come Lamborghini, Ferrari e Corvette. “Facevo venire il mal di stomaco agli istruttori”, ricorda divertito Luca.

Nel 2016 si trasferisce a San Francisco per il master of science in international business e inizia a lavorare nella Silicon Valley. Una partenza in quarta. A gennaio 2018, a Monaco di Baviera, arriva il classico incontro della vita: quello con Michael Perschke, oggi ceo di Auotomobili Pininfarina ed ex ad di Audi India. “Con lui c’è stata subito grande intesa. Mi ha parlato del nuovo progetto al quale stava lavorando, chiamato in codice Project Montana”. Un’idea nata dopo l’acquisizione da parte del Gruppo indiano Mahindra di Pininfarina Spa che aveva l’obiettivo di creare la prima hypercar elettrica (quella che poi sarà Pininfarina Battista) con lo storico brand italiano. Ci stavano lavorando cinque esperti proprio sotto la leadership di Perschke. “Da amante del mondo delle startup e di quel marchio italiano così prestigioso, ho preparato velocemente una presentazione per Michael. Volevo farne un’azienda leader nell’applicazione del digital al settore automotive, con un orizzonte di cinque anni. Michael si è mostrato colpito e mi ha chiesto di entrare nel team come sesto esperto”.

Luca Rubino insieme al ceo di Automobili Pininfarina.

Qualche mese dopo quel progetto è diventato Automobili Pininfarina, società 100% indipendente da Pininfarina e interamente dedicata alla produzione di veicoli. Al momento Luca segue lo sviluppo della app e della connettività della macchina con il cliente. “Attraverso Salesforce stiamo lavorando per creare un ecosistema che ruoti attorno alle esigenze del cliente. Abbiamo anche sviluppato un sistema di vendite online e tramite social che si sta rivelando molto redditizio”. Dal punto di vista creativo, gestisce la produzione dei contenuti, le partnership con influencer e artisti, tra cui la nota dj Nora En Pure.

Ma gli interessi di Luca sono molteplici. È anche co-fondatore di Royale Jewellery, una startup di gioielli realizzati con tecnologia 3D. “In futuro ho intenzione di investire in diversi settori: design, tech, social e real estate”. Da poco ha anche lanciato un programma di mentorship gratuito: “Dedico sempre del tempo a giovani studenti o laureati che sono spesso confusi e non riescono a trovare la strada giusta per colpa della forte pressione sociale e dei luoghi comuni che a volte le famiglie trasmettono, anche involontariamente”. Chi meglio di lui, nonostante la giovane età, può guidarli verso l’ingresso nel mondo del lavoro?