
(Photo by Antonio Masiello/Getty Images)
Smaltito l’entusiasmo per una vittoria, già ampiamente pronosticata, la coalizione di centrodestra, capitanata da Giorgia Meloni che ha quasi doppiato i suoi alleati politici, si prepara alla formazione del nuovo governo. Che, come più volte sottolineato nella campagna elettorale, ha alla base del suo programma diverse e ingenti misure socio-economiche. Su tutte: flat tax, abbattimento del costo del lavoro, più sostegno alle imprese e alle famiglie, e abolizione del reddito di cittadinanza. E, secondo quanto promesso da Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, l’innalzamento a 1000 euro delle pensioni. Obiettivi ambiziosi che hanno fatto storcere il naso a diversi economisti, a causa dell’impatto economico che avrebbe per le casse dello Stato. Ma andiamo a vederli nel dettaglio, soffermandoci proprio sul programma elettorale della futura prima premier donna italiana.
Famiglie
Donne: dal lavoro alla gravidanza
Acquisto della prima casa
Pnrr
Nel capitolo dedicato al Pnrr, è di particolare importanza la parte in cui Giorgia Meloni si sofferma sul “mirato aggiornamento alla luce della crisi scaturita dal conflitto in Ucraina e dell’aumento dei prezzi delle materie prime”. Proponendo, quindi, come anche evidenziato nel dibattito con Enrico Letta andato in scena sul Corriere, l’importanza di “rimodulare le risorse interamente italiane del ‘fondo complementare’ e, per le risorse europee, di proporre alla Commissione di operare modifiche specifiche nei limiti di quanto stabiliti nell’art.21 del regolamento europeo sul Next Generation Eu”.
Flat tax
Riguardo le tasse, la parola chiave per Giorgia Meloni e i suoi alleati è flat tax, sia per lavoratori autonomi che per dipendenti.
Anche se non è specificata la percentuale della flat tax, secondo quanto spiegato in diretta televisiva da Silvio Berlusconi, la tassa piatta dovrebbe attestarsi al 23% (e in futuro potrebbe arrivare al 15% secondo gli alleati della Meloni), con l’ovvia promessa che sia comunque progressiva per non violare le norme costituzionali. In sintesi, dovrebbe essere accompagnata da una norma che esenti i redditi fino a 13mila euro. Ciò significa che chi guadagna 14mila euro pagherà il 23% della flat tax solamente su mille euro. Ciò significa un totale di 230 euro di tasse.
Ma perché è importante la flat tax per il centrodestra?
Oltre ad agevolare economicamente le imprese, con l’ipotesi che pagando meno tasse riescano ad assumere più personale, il centrodestra spinge sulla flat tax anche perché spera che in questo modo emerga quel famoso sommerso (dettato dall’evasione fiscale) nascosto allo stato italiano, che secondo i dati pre-pandemia del 2019 dell’Istat si aggira intorno ai 183 miliardi di euro, ripagandosi così il costo della manovra. Avendo, quindi, tanta fiducia in chi evade finora le tasse.
Altre misure in termini di fisco
Oltre alla flat tax, il programma di Giorgia Meloni prevede una cedolare secca al 21% anche per gli immobili commerciali in zone svantaggiate e degradate, e l’innalzamento del limite all’uso del denaro contante, allineandolo alla media europea (che è di circa 5mila euro). Presenti anche la riduzione delle tasse sui premi di produzione e il potenziamento del welfare aziendale. Inoltre, non manca anche “il saldo e straccio” per le cartelle esattoriali in essere fino a 3mila euro per le persone in difficoltà (non viene precisato chi vi rientra). Mentre per quelle con importi superiori è previsto il pagamento dell’intera imposta maggiorata del 5%, invece di sanzioni e interessi, e rateizzazione automatica in 10 anni. Presente anche la ‘tregua fiscale’ con la formula del 5+5: sanzione forfettaria al 5% e rateizzazione automatica in 5 anni.
Sostenere chi fa impresa e made in Italy
Sfogliando il programma elettorale di Fratelli d’Italia, trovano molto spazio le imprese e il Made in Italy. Da qui la fiducia di diversi imprenditori.
Il governo di Giorgia Meloni punta infatti a:
Lavoro
Riguardo il lavoro, sono diverse le promesse della futura premier.
Giovani e lavoro
Per promuovere la formazione e l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro si punta a:
Scuola e Università
Tra le tante proposte di Giorgia Meloni nel settore della formazione, troviamo: l’aggiornamento dei programmi scolastici, la piena padronanza della lingua inglese (anche con esperienze all’estero), il ripristino degli indirizzi abilitanti al lavoro, l’istituzione di un liceo del Made in Italy, e investimenti per ammodernare le scuole e le università. Ma non mancano anche delle modifiche strutturali a 360 gradi: con l’idea di valutare la possibilità di accorciare il percorso scolastico liceale a quattro anni e non cinque e di rivedere l’attuale sistema universitario del 3+2.
Misure sociali
Anche se più volte si è pensato a una sua rimodulazione, il programma di Giorgia Meloni prevede l’abolizione del reddito di cittadinanza, a favore di un modello di ammortizzatori sociali universale per tutti i lavoratori e l’introduzione di un nuovo strumento che tuteli i soggetti privi di reddito, effettivamente fragili e impossibilitati a lavorare o difficilmente occupabili: disabili, over 60, nuclei familiari con minori a carico. Per chi è in grado di lavorare, percorsi di formazione e potenziamento delle politiche attive. In più, innalzamento delle pensioni e minime sociali. Non manca anche l’accesso facilitato alla pensione, con l’obiettivo di favorire il ricambio generazionale, l”opzione donna’, e il ricalcolo, oltre un’elevata soglia, delle ‘pensioni d’oro’.
Ambiente ed energia
Anche in tema di tutela dell’ambiente e di energia pulita gli obiettivi sono diversi. Tra i quali:
Proprio in materia di energia, secondo la numero uno di Fratelli d’Italia, la sfida dell’indipendenza energetica e della decarbonizzazione delle fonti di energia si gioca a partire parte dal Sud, indicato come volano di sviluppo e rilancio di tutta la nazione. Per il quale prevede diversi tipi di investimenti diretti e di agevolazioni fiscali. Promettendo, peraltro, la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina.

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