Un olio che celebra l’Italia e un progetto solidale a favore degli animali: le nuove iniziative dell’azienda agricola Sommariva

La famiglia Sommariva
Share

Famiglia, artigianalità e cultura: questi i valori su cui si fonda l’attività produttiva dell’azienda agricola Sommariva, che da oltre 107 anni produce olio extravergine di oliva, olive e altre conserve speciali come il pesto genovese, la crema di acciughe e il caviale del Centa.

Oltre alle nuove proposte tradizionali con le confezioni natalizie e quelle regalo, l’azienda ha presentato il progetto sociale Hope e la linea Italiamia.

I due progetti di Sommariva

Con Italiamia, in particolare, Sommariva propone il suo inimitabile Olio Evo Mosto 100% italiano, in coloratissime bottiglie da collezione con le città più iconiche. “Italiamia è un inno al nostro Paese e ai suoi mille volti, attraverso un viaggio tra le sue città più iconiche. La nostra Italia raffinata, elegante, superba, romantica, a volte ferita, umile, bigotta, fiacca, ma sempre calorosa, libera ed eterna”, dice Alice, figlia di Agostino Sommariva, che con il suo impegno protegge gli oliveti di famiglia all’insegna dell’artigianalità.

L’amore per gli animali ha portato poi Alice a creare Hope: un blend di Olio Evo Mosto 100% italiano, nato per donare speranza agli animali che soffrono e aspettano di essere salvati. Parte del ricavato, infatti, andrà in beneficenza alla fondazione Elisabetta Franchi Onlus.

    (courtesy Sommariva)
    (courtesy Sommariva)
    (courtesy Sommariva)
    (courtesy Sommariva)
    (courtesy Sommariva)
    (courtesy Sommariva)
    (courtesy Sommariva)
    (courtesy Sommariva)
    (courtesy Sommariva)

La vostra filosofia è fortemente legata al territorio: come si preserva l’artigianalità per 5 generazioni?

La nostra artigianalità è fortemente connessa col territorio. Ogni regione ha le sue peculiarità, le sue
caratteristiche distintive, cui è legata da tradizioni profonde, che si trasmettono nei secoli. Vogliamo che
l’artigianalità, intesa come ‘saper fare’, sia la nostra linea guida.

La componente artigiana rappresenta un fattore di unicità che si traduce nei nostri prodotti di elevata qualità con una veste grafica e un packaging che sa rispondere alle esigenze di oggi. Unire le conoscenze tramandate di generazione in generazione alla preziosità dello stile è una sfida che alimenta ogni giorno il nostro desiderio di fare, e di stare al passo con l’innovazione 4.0. Credo sia questa la ragione per cui il nostro marchio esiste da ben 5 generazioni.

Come nasce l’idea della linea “Hope”? Non si sente spesso parlare di un’azienda che produce olio intenta a fare beneficenza…

La solidarietà è un sentimento che nasce da lontano, anch’esso tramesso dai nonni ai nipoti attraverso i nostri genitori. L’amore per gli animali in genere e l’attenzione, in particolare, verso quelli che soffrono e che sperano di essere salvati, mi ha fatto venire l’idea di poter essere loro d’aiuto ed ecco come è nata Hope.

In precedenza, però, la sensibilità per chi soffre, in particolare per le donne che conoscono il dolore, mi ha consentito di creare il progetto YOU, l’olio per Te donna , pensato per ricordare zia Mina, scomparsa prematuramente. E’ un progetto tutto al femminile, infatti le olive da cui l’olio è stato estratto provengono da terreni che appartengono a donne e da loro vengono coltivati. Parte del ricavato della vendita è devoluto in beneficenza all’associazione Wall of Dolls.

Come procede il vostro e-commerce? Quanto pesa sul fatturato totale?

Con il lockdown è stato necessario anche per noi investire sull’e-commerce. Oggi una piccola percentuale incide sul nostro fatturato, poiché con questo strumento raggiungiamo prevalentemente la clientela privata: prediligiamo sempre il contatto diretto. L’Horeca, altra nostra fetta importante di vendita, non si avvale dell’e-commerce. Sappiamo, però, che l’evoluzione del mercato va in quella direzione, pertanto continueremo a investire nell’e-commerce.

Nella nostra ultima intervista parlavi di sostenibilità: cosa avete fatto in questa direzione?

Sul territorio continuiamo a mantenere gli uliveti e ad ampliare la nostra superficie olivicola che altrimenti sarebbe abbandonata (si tratta di un’agricoltura difficile, sulle terrazze scoscese della Liguria sistematicamente lasciate incolte). La linea di produzione destinata alla lavorazione delle nostre salse e conserve è stata sostituita con un impianto innovativo e tecnologicamente avanzato, attento ai consumi di acqua e luce.

Grazie al suo processo di informatizzazione 4.0 controlliamo tutte le fasi della produzione, il loro impatto ambientale, e garantiamo la sicurezza dei nostri operatori. Tutti i nostri impianti sono alimentati da energia green, ottenuta da fonti rinnovabili. La sostenibilità, quindi, per noi, è un punto fermo in ogni scelta aziendale, dalla selezione della materia prima fino al packaging.

Progetti futuri?

Ogni giorno cerchiamo di trovare nel nostro lavoro uno stimolo per la realizzazione di progetti futuri grandi e ambiziosi. Vorremmo realizzare una nuova struttura, moderna e capace di ospitare i macchinari del frantoio per la molitura delle nostre olive.

Uffici rinnovati e un nuovo negozio adatto al concept attuale, quindi più adeguato alle esigenze della clientela e, infine, il nostro museo, La Civiltà dell’ Olivo, vero punto d’incontro tra passato, presente e generazioni future con strumenti multimediali. In tutta la struttura vorremmo inserire un impianto fotovoltaico per essere autonomi e ancora più green.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Per altri contenuti iscriviti alla newsletter di Forbes.it QUI.