Cos’è Cucina Mobile, l’iniziativa per distribuire pasti a chi è senza fissa dimora promossa anche da Fondazione Progetto Arca

Cucina Mobile
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Articolo tratto dal numero di novembre 2022 di Forbes Italia. Abbonati!

La solidarietà scende in strada. Da luglio un nuovo food truck si muove per le vie di Bari, munito di forni, bollitori e frigoriferi. Ogni giorno distribuisce circa 100 pasti alle persone senza fissa dimora. Nelle giornate più calde d’estate ha lavorato anche all’ora di pranzo, quando ha distribuito bottigliette d’acqua fresca e ghiaccioli. E da ottobre un ‘fratello gemello’ ha preso servizio anche a Padova, collaborando con il Comune per fornire pasti caldi anche nelle aree più lontane dalle mense pubbliche, in modo da garantire assistenza alle persone senza fissa dimora nei mesi più rigidi. Questa iniziativa si chiama Cucina Mobile ed è promossa da Fondazione Progetto Arca, onlus milanese nata 28 anni fa per aiutare chi si trova in condizioni di povertà ed emarginazione sociale, e da Jti Italia.

La Cucina Mobile è nata dall’esperienza maturata sul campo da operatori e volontari durante i lockdown, quando le mense e altri servizi a supporto delle persone senza dimora hanno chiuso. L’iniziativa, spiegano gli organizzatori, non vuole solo soddisfare bisogni alimentari, ma anche permettere ai volontari di entrare in contatto con chi è in difficoltà e monitorare i casi di maggiore fragilità. Donare un pasto, insomma, è il primo passo per avviare un dialogo e instaurare un rapporto di fiducia. Le persone assistite possono poi essere indirizzate verso servizi di assistenza sul territorio, per avviare percorsi di accoglienza e reinserimento sociale.

I progetti di Jti Italia

“Conosciamo le difficoltà che molte persone e famiglie affrontano ogni giorno e sappiamo che l’emergenza alimentare è uno degli aspetti più critici”, ha dichiarato Lorenzo Fronteddu, direttore comunicazione e affari istituzionali di Jti Italia. “Questa iniziativa fa parte di una delle molte attività che insieme a Fondazione Progetto Arca, nostro partner decennale, portiamo avanti per offrire un sostegno a chi attraversa momenti complessi. Accanto alla Cucina mobile, infatti, lavoriamo con Arca anche alla fornitura di pacchi alimentari in oltre dieci città in tutta Italia, per supportare tutte quelle persone che, complice la difficile situazione attuale, non riescono a provvedere neppure a esigenze primarie come una corretta alimentazione”.

Il progetto del food truck rientra nelle iniziative di Jti Italia per la sostenibilità declinata in ogni sua forma: sociale, ambientale ed economica. Un’idea ‘globale’ che negli anni si è concretizzata in numerosi progetti, come la campagna “io la butto li”, promossa dall’azienda insieme a Save the Planet Onlus, per combattere l’abbandono dei piccoli rifiuti di uso quotidiano (il cosiddetto littering) e sensibilizzare le persone ai comportamenti corretti attraverso una serie di video e contenuti social con protagonisti le star del web italiano.

“Il problema del littering esige risposte concrete”, ha affermato Fronteddu. Jti Italia riferisce che nove italiani su dieci ritengono il fenomeno preoccupante e che 1.299 persone hanno firmato il manifesto anti-literring pubblicato sul sito dell’iniziativa”. Abbiamo scelto questa strada per sensibilizzare i cittadini alle buone abitudini”, ha proseguito Fronteddu. “Il nostro obiettivo è quello di spingere il maggior numero possibile di persone ad acquisire una nuova consapevolezza”.

La campagna social con Casa Surace

Nel 2022 la campagna ha ampliato i suoi orizzonti e in collaborazione con Casa Surace e alcuni dei volti più nuovi del web – Alice Venturini, Raissa e Momo, Mandrake e Papà Per Scelta -, #IoLaButtoLì è arrivata a includere tutta la sfera della sostenibilità a 360 gradi. “Con questa edizione”, aggiunge Fronteddu, “siamo andati oltre il littering e abbiamo cercato di trattare il tema in modo integrale. Il pregio di questa iniziativa è che diffonde in modo semplice e divertente un messaggio importante come quello dell’attenzione all’ambiente e agli altri”. I protagonisti della campagna, realizzata in collaborazione con l’agenzia cooperativa Pensieri & Colori e curata da Showreel Agency, hanno condotto esperimenti sociali per verificare il livello di sostenibilità dei cittadini e metterli alla prova secondo parametri non convenzionali. I test non hanno riguardato infatti i tradizionali criteri di valutazione della sostenibilità delle città – presenza di spazi verdi, energia pulita e diritto alla mobilità, per esempio -, ma cinque punti legati al benessere delle persone.

Questa edizione della campagna, che ha raggiunto i dieci milioni di visualizzazioni e fin dalla sua nascita ha sempre ottenuto il patrocinio del MiTe, ha coperto Milano, Bologna, Torino, Bari, Firenze, Napoli e Pesaro. Il gruppo di architettura e ingegneria Lombardini22 mapperà le città coinvolte e attribuirà a ciascuna una valutazione di sostenibilità. Lo studio fornirà alle amministrazioni locali suggerimenti in materia di infrastrutture.

L’iniziativa Sustainable Cities

Sullo stesso filone, Jti Italia aveva già dato vita, sempre con Save the Planet, a Sustainable Cities: uno studio sulle 14 città metropolitane d’Italia, analizzate in base ai 45 indicatori della normativa Iso, standard di riferimento internazionale per misurare la sostenibilità degli ambienti urbani. L’indagine è servita a individuare aree critiche e ad attuare, assieme agli amministratori, interventi a favore del rinnovamento delle metropoli. A Bergamo, per esempio, insieme con l’associazione Aiuto Donna è stato realizzato un murales ecologico e interattivo contro la violenza sulle donne. A Genova, invece, è stata finanziata la piantumazione di alberi per la riqualificazione del paesaggio urbano.

Nel complesso, Jti Italia ha promosso 25 campagne negli ultimi 15 anni per sensibilizzare al rispetto dell’ambiente, al corretto smaltimento dei rifiuti e alla tutela delle risorse naturali. Un impegno che si inserisce nell’attenzione globale alla sostenibilità del gruppo, che si è impegnato a raggiungere la neutralità carbonica entro il 2030 e ad azzerare le emissioni nette di gas serra lungo tutta la catena del valore – cioè tenendo conto anche dell’uso di risorse idriche e della produzione di rifiuti – entro il 2050.

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