Capitali internazionali e ricerca italiana: quali sono i progetti di questa azienda italiana che digitalizza l’agricoltura

xFarm Technologies
Matteo Vanotti e Matteo Cunial, cofondatori di xFarm Technologies
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“L’importanza di chiamarsi… Matteo”. Entrambi i Matteo, l’uno Cunial e l’altro Vanotti, provengono da famiglie di agricoltori, il primo è cresciuto in provincia di Gorizia e il secondo nella Svizzera ticinese pur con radici e un’azienda di riso carnaroli in provincia di Alessandria. Entrambi hanno fatto studi dove ha senso farli, rispettivamente al Politecnico di Milano e all’ETH di Zurigo, nel 2017 hanno lanciato due start up diverse ma complementari e soprattutto figlie dell’economia della conoscenza applicata alla terra.

Quando si sono conosciuti a Napoli, lì per ricevere un premio per i percorsi fatti hanno compreso che incrociandoli avrebbero più che doppiato i benefici. E così nel novembre del 2021 è nata xFarm Technologies, azienda che digitalizza una serie di processi nel settore agroalimentare. L’omonima app fornisce strumenti di amministrazione, suggerimenti basati su algoritmi agronomici e AI. Offre inoltre strumenti di business intelligence alle aziende alimentari e ai produttori OEM che vogliono sfruttare il valore dei big data agroalimentari nella propria filiera.

xFarm Tecnologies ha convinto agricoltori, tanto che sono in 130mila a utilizzare lapp – ma anche investitori: parlano i 21 milioni di euro di finanziamenti raccolti a oggi. In agosto, poi, il botto con la chiusura di un fondo da 17 milioni di euro grazie a una cordata di venture capital internazionali, da Swisscom Venture a Neva Sgr (di Intesa Sanpaolo), Emerald Technology Ventures, United Ventures, Grey Silo Ventures della famiglia Fanin, NovaCapital della famiglia Merloni. Gli investimenti sono internazionali ma la ricerca è italiana.

Il team di xFarm Technologies

Ne parliamo con Matteo Cunial, cofondatore dellazienda. Abbiamo una nostra squadra interna che si occupa di R&S, però poi collaboriamo con diverse università e centri di ricerca italiani, dallateneo di Bologna a Roma Tor Vergata, Università della Tuscia, Agricola 2000, Fondazione Agrion Fondazione Podere Pignatelli”.

La squadra di xFarm Technologies conta settanta professionisti, per il 50% sono i agronomi e per il  30% ingegneri, ad oggi  hanno messo a punto una serie di servizi che vanno dalla visualizzazione delle mappe catastali e della disposizione e stato degli appezzamenti, alla registrazione dei trattamenti e lavorazioni in campo, tracciamento e telemetria dei macchinari, gestione dell’inventario aziendale. Tramite lutilizzo di sensori IoT, si producono previsioni di sviluppo delle future generazioni di parassiti, così come i dati dei sensori forniscono indicazioni su quando e quanto irrigare.

Delle 130mila aziende che utilizzano la app di xFarm, spiega  Cunial, “8 su 10 sono fra Italia e Svizzera, ma stanno crescendo vorticosamente Spagna, Francia e Polonia”. Prevalgono le piccole e medie aziende, “poi abbiamo 70 imprese di grandi dimensioni del settore agroalimare produzione di macchinari e assicurazioni”. Fra i grandi marchi, Cereal Docks, Zurich, Trimble, Parmalat, e  “Barilla per la quale stiamo lavorando con Life Cycling Engineering, il CNR-Agrosat e Perfect Food per sviluppare una piattaforma in grado di aiutare gli agricoltori e gli operatori della filiera in ogni fase della produzione, dalla gestione delle aziende agricole, al monitoraggio dei dati degli agricoltori, con allerte di rischio insorgenza malattie del frumento fino alla gestione degli ordini lungo la filiera”.

Le funzioni dell’azienda

Innovare in un settore come quello agricolo, confessa Cunial,  “è sfidante per via della diffidenza verso linnovazione, letà media dei capi dazienda e la mancanza di fiducia verso tutto ciò che è nuovo”. Però si guarda avanti. Anzi. “Perfezioneremo la piattaforma dotandola di nuove funzionalità e sfruttando tecnologie come lIntelligenza Artificiale. Vorremmo garantire un maggior controllo della sostenibilità, supportare altre filiere a partire da quella dell’allevamento. Tramite i sistemi di supporto alle decisioni (DSS) è già possibile ottimizzare lutilizzo di input agronomici, come acqua, fertilizzanti e prodotti fitosanitari. Puntiamo poi allinternazionalizzazione”.

Curiosità. Quali sono le più funzioni più gettonate di xFarm? “Quella che permette di gestire i macchinari e gli attrezzi, di andare a visualizzare i report sulle lavorazioni tramite i dati telemetrici e di pianificare tutti gli interventi di manutenzione. Nell’area amministrativa, sono particolarmente apprezzate le funzioni di visualizzazione delle voci di costo maggiori per ogni coltura, la mappatura di ricavi, costi e reddito per ogni appezzamento così da avere una visione più dettagliata di quello che accade in azienda. Per la cosiddetta “difesa” ha molto successo la funzione che sfrutta i dati ambientali registrati dai sensori e sulla base dei quali vengono forniti consigli agronomici per efficiente i trattamenti fitosanitari. Con questo strumento è possibile ridurre lutilizzo dei prodotti ed evitare momenti di stress delle colture”.

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