Da Ita a Italo: dopo l’ex Alitalia, l’armatore miliardario Gianluigi Aponte guarda alle ferrovie

Gianluigi Aponte
L’armatore Gianluigi Aponte (foto Paolo Cerroni/Imagoeconomica)
Share

Lo scorso anno aveva provato ad allargare il suo impero all’aria, con l’acquisto di Ita Airways. Ora Gianluigi Aponte, l’armatore miliardario che guida Msc, potrebbe puntare alle ferrovie. Secondo Milano Finanza Aponte, 82 anni, originario della riviera sorrentina, sarebbe in trattativa per l’acquisto di Italo. Alcune fonti citate dalla testa affermano che l’accordo potrebbe concludersi entro marzo. Per altre, il dossier sarebbe addirittura già chiuso.

L’azienda, come già aveva fatto a seguito di altri articoli usciti a dicembre, ha però negato le voci. “Sentiti gli azionisti, e non solo alcuni, smentiamo di nuovo qualsivoglia trattativa in essere per la vendita della società”, fa sapere Italo.

Navi, treni e aerei

L’affare, scrive Mf, avrebbe un valore di circa quattro miliardi di euro, cioè il doppio della cifra sborsata nel 2018 dal fondo Global Infrastructure Partners (Gip) per acquistare Italo – Nuovo Trasporto Viaggiatori dai fondatori. Gip possiede oggi il 72,6%. L’11,5% appartiene ad Allianz, il 7,6% a Infra Investor, lo 0,6% a MoLagers. Il restante 7,7% è di soci italiani che hanno venduto a Gip e hanno poi deciso di reinvestire. Tra questi Luca Cordero di Montezemolo, Isabella Seragnoli, Alberto Bombassei e l’ex amministratore delegato Flavio Cattaneo.

Un anno fa il nome di Aponte era stato avvicinato a Ita Airways, la società che aveva appena rimpiazzato Alitalia. Msc, assieme alla compagnia aerea tedesca Lufthansa, aveva presentato una manifestazione di interesse per una quota di maggioranza. Fonti del governo avevano parlato al Corriere della Sera di un’operazione da 1,2-1,4 miliardi di euro. A novembre, però, Aponte aveva rinunciato con una nota in cui comunicava di non avere riscontrato le condizioni per l’acquisto.

Capitano coraggioso

Già prima degli ultimi due anni la stampa aveva parlato di possibili grosse acquisizioni di Aponte in Italia. Nel 2008, l’armatore fu tra i ‘capitani coraggiosi’ chiamati da Silvio Berlusconi per salvare Alitalia.

Secondo Repubblica, nel 2004 “autorevoli personaggi fecero pressioni perché comprasse il Napoli”, prima dell’acquisto di Aurelio De Laurentiis. Aponte rifiutò proprio per non finire al centro dell’attenzione dei media. Una linea a cui deroga solo in occasione delle inaugurazioni delle sue navi, che hanno da sempre per madrina Sophia Loren.

Chi è Gianluigi Aponte

Aponte è originario di Sant’Agnello, comune della riviera sorrentina. È la 118esima persona più ricca del mondo secondo la classifica in tempo reale di Forbes, con un patrimonio di 15 miliardi di dollari. Poiché ha cittadinanza svizzera ed è residente a Ginevra, Forbes lo considera il miliardario più ricco della Svizzera e non il secondo più ricco d’Italia. Ha vissuto una parte all’infanzia in Somalia, dove i genitori avevano cercato fortuna e aperto un albergo. Ha frequentato poi l’Istituto tecnico nautico Nino Bixio: lo stesso in cui si era formato Achille Lauro, suo mito di gioventù.

Se Lauro lavorò per tutta la vita a Napoli, però, Aponte ha abbandonato il mare e ha stabilito il suo quartier generale sul Lago Lemano, a Ginevra. Una scelta che risponde anche a un desiderio di riservatezza. “Qui non siamo nessuno”, ha detto a Repubblica Diego, uno dei figli che Aponte ha avuto con Rafaela Diamant, figlia di un banchiere svizzero. Fu proprio l’incontro con la futura moglie, a bordo di una nave di cui era comandante, a convincere Aponte a lasciare l’Italia.

La nascita dell’impero Msc

L’impero di Gianluigi Aponte è nato da un prestito: quello con cui, dopo un breve periodo da consulente finanziario, comprò la Msc Patricia, una nave da cargo tedesca di seconda mano. Costituì allora una prima società, la Aponte Shipping Company, con sede a Monrovia, in Liberia. Un ritorno all’Africa dove i suoi genitori avevano cercato fortuna.

Negli anni ’80 decise di puntare sul trasporto dei container, prima di diversificare con l’acquisto della Starlauro, divisione crociere della Flotta Lauro, diventata poi Msc Crociere. Ha poi comprato nel 1995 Snav (Società Navigazione Alta Velocità), società di aliscafi e traghetti per i collegamenti con le isole italiane, e, nel 2010, il 50% di Grandi Navi Veloci, compagnia di collegamenti navali nel Mediterraneo. Nel 2000 ha creato Terminal Investment Limited, società che gestisce terminal container in tutto il mondo.

Oggi Msc è una galassia di società con più di 100mila dipendenti, un fatturato stimato in circa 30 miliardi di dollari (i dati non sono pubblici, perché la società è familiare e il capitale fa capo per intero ad Aponte) e più di 600 navi, che fanno scalo in 500 porti su più di 230 rotte commerciali. Nel 2021 ha strappato alla danese Maersk il titolo di primo gruppo al mondo nel trasporto dei container.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Per altri contenuti iscriviti alla newsletter di Forbes.it QUI.