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Investimenti

La lunga lista di aziende e startup che hanno fondi bloccati in Svb e Signature Bank

Le autorità di regolamentazione finanziarie hanno preso le redini della Silicon Valley Bank e della Signature Bank per evitare una crisi bancaria. Ma sono diverse le società che sono rimaste coinvolte nel crack e che hanno rivelato di avere milioni o miliardi di dollari bloccati nelle due banche. E anche se l’amministrazione Biden ha assicurato che avrebbero riavuto i loro soldi, tuttavia sono in molte a essere preoccupata per potenziali implicazioni.

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Fatti principali

  • Venerdì, la Silicon Valley Bank, banca con sede nella Silicon Valley e finanziatrice di diverse startup, è andata incontro al più grande crack bancario dalla crisi finanziaria del 2008.
  • Il fallimento si è verificato solo pochi giorni dopo da quando la Silicon Valley Bank ha annunciato di aver venduto un portafoglio obbligazionario da 21 miliardi di dollari che ha perso valore dopo che la Federal Reserve ha alzato i tassi di interesse, con una perdita di 1,8 miliardi di dollari.
  • Allarmata dal crollo di SVB, anche in virtù del fatto che i clienti hanno iniziato a ritirare in massa i loro contanti, domenica Signature Bank ha interrotto bruscamente le sue operazioni. Fin da subito sono intervenute le autorità di regolamentazione finanziarie affermando che mantenere la banca aperta avrebbe causato maggiore instabilità al sistema bancario.
  • Domenica, come si evince da una nota ufficiale, il Dipartimento dei servizi finanziari di New York ha deciso di chiudere la Signature Bank, con l’ausilio della Federal Deposit Insurance Corporation che è intervenuta come curatore fallimentare della banca, per cercare di “proteggere i deposi dei clienti”.

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Le società che detengono capitali presso la Silicon Valley Bank

  • Circle: 3,3 miliardi di dollari
  • Roku: 487 milioni di dollari
  • Block-Fi: 227 milioni di dollari
  • Roblox: approssimativamente circa 150 milioni di dollari
  • Ginkgo Bioworks Holdings: 74 milioni di dollari
  • iRhythm Technologies: 54.5 milioni di dollari
  • Rocket Lab: 38 milioni di dollari
  • Sangamo Therapeutics: 34.4 milioni di dollari
  • LendingClub: 21 milioni di dollari
  • Payoneer Global Inc: 20 milioni di dollari
  • Protagonist Therapeutics: 13 milioni di dollari
  • Oncorus: 10 milioni di dollari
  • Eiger Biopharmaceuticals: 8.3 milioni di dollari
  • Compugen LTD: Importo non divulgato
  • QuantumScape Corp: Importo non divulgato

Le società che detengono capitali presso la Signature Bank

  • Paxos: 250 milioni di dollari
  • Coinbase: 240 milioni di dollari
  • Marathon Digital: 142 milioni di dollari
  • Celsius Network: Importo non divulgato
  • Binance: Importo non divulgato

La chiusura di Signature Bank solleva importanti interrogativi sull’industria delle criptovalute, poiché la banca è stata una delle prime ad aprire le porte alle risorse digitali. La banca ha dichiarato che i suoi clienti di asset digitali detenevano depositi per 16,5 miliardi di dollari, secondo il New York Times. In precedenza, aveva cercato di ridurre la sua esposizione alle criptovalute, che rappresentavano quasi un quarto dei suoi depositi totali nel settembre 2022, dopo che il settore ha dovuto affrontare un 2022 molto difficile.

A cosa guardare

Domenica, in una dichiarazione congiunta, la Fed, la FDIC e il Tesoro degli Stati Uniti hanno annunciato diverse misure per ripristinare la fiducia del pubblico nel sistema bancario statunitense, tra cui l’accesso al proprio denaro ai clienti di Silicon Valley Bank e Signature Bank già da lunedì. Gli azionisti e alcuni detentori di debiti non garantiti non sarebbero protetti dalle ricadute e l’alta dirigenza di entrambe le banche è stata rimossa.

Il gestore di hedge fund Bill Ackman si aspetta che altre banche falliscano, sebbene l’intervento del governo fornisca un quadro su come risponderà. “Probabilmente più banche falliranno nonostante l’intervento, ma ora abbiamo una tabella di marcia chiara su come [il governo] le gestirà”, ha affermato il fondatore di Pershing Square in un tweet.

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Background

Nel primo trimestre del 2020, la Silicon Valley Bank aveva in totale 60 miliardi di dollari depositi. Cifra che, grazie all’exploit dell’industria tech durante la pandemia, è salita in soli due anni a oltre 200 miliardi di dollari. Con un afflusso di depositi in contanti provenienti da società tecnologiche, SVB ha acquistato diversi tipi di obbligazioni, come titoli garantiti da ipoteca e buoni del tesoro statunitensi, asset con rendimenti bassi ma costanti, fintanto che i tassi di interesse rimangono bassi.

Ma quando la Fed ha alzato i tassi di interesse per combattere l’inflazione elevata, i rendimenti degli investimenti si sono praticamente assottigliati perché i nuovi titoli di Stato avevano più interessi del previsto. Con tassi di interesse più elevati che non permettevano ai clienti di SVB investire in nuove società, i finanziamenti a poco a poco sono finiti e i clienti sono corsi agli sportelli.

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