Da Morgan Stanley Sgr a presidente di Poste Italiane: chi è Silvia Rovere, la “primogenita che non si è mai posta limiti”

Silvia Rovere
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Una primogenita che non si è mai posta limiti. Così si è autodefinita qualche tempo fa Silvia Rovere, colei che prenderà il posto di Maria Bianca Farina alla presidenza di Poste Italiane, dopo le nomine indicate lo scorso 12 aprile dal Mef per le partecipate statali.

Nata a Caraglio, piccolo e orgoglioso comune della provincia di Cuneo in Piemonte che fu tra i protagonisti della lotta partigiana della Valle Grana, è cresciuta – afferma lei – contornata da donne imprenditrici che le hanno trasmesso “i valori che sono intrinsecamente legati al lavoro”. Appassionata di sport, con un padre alpinista e una madre atleta, ha gareggiato a livello agonistico nello sci e nel tennis, con un carattere che da sempre ha ricercato le sfide.

Dopo la maturità classica, è indecisa sulla scelta dell’università, tentata da medicina ad architettura, ma alla fine opta per economia “perché conteneva tante materie diverse, dalla statistica alle scienze sociali”. Iscritta presso l’Università degli studi di Torino, lì vedrà maturare le proprie basi formative, laureandosi “summa cum laude” al termine della frequentazione della facoltà; un rapporto, quello con il mondo accademico, che nel corso degli anni la vedrà impegnata in attività di ricerca e didattiche per il dipartimento di economia politica e il dipartimento di diritto commerciale della stessa facoltà torinese, per il Centro L. Einaudi sempre nel capoluogo piemontese e nell’ambito del master di finanza immobiliare per la scuola di direzione aziendale dell’Università Luigi Bocconi di Milano.  

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Il curriculum di Silvia Rovere

Coerentemente con la propria terra d’origine, Silvia Rovere annovera tra i propri mentori dichiarati alcune eccellenti personalità della regione sabauda come Domenico Siniscalco, Elsa Fornero e Gian Maria Gros-Pietro.

Il curriculum della manager vede un percorso professionale iniziato nel 1997 da So.fi.pa. come financial analyst, per poi spaziare nei settori degli investimenti finanziari, del risparmio gestito e soprattutto della finanza immobiliare. Dal 2003 al 2005 è stata cfo di Patrimonio dello Stato (Mef), con responsabilità sul programma dei fondi immobiliari pubblici e sugli strumenti di valorizzazione e privatizzazione del patrimonio dello Stato. In seguito si è spostata a Londra in qualità di head of business development del gruppo Aedes e dal 2009 al 2013 è stata direttore generale di Ream sgr, dove ha portato a termine con successo prima la fase di turnaround e poi il piano triennale di crescita.

Ha inoltre ricoperto dal 2014 al 2020 la carica di amministratore delegato di Morgan Stanley sgr, divisione del colosso finanziario americano specializzata nella costituzione e gestione di fondi chiusi immobiliari. Silvia Rovere ha contribuito allo sviluppo della finanza socialmente responsabile avendo costituito e gestito due dei primi fondi di social housing in Italia ed è inoltre fellow member della Royal Institution of Chartered Surveyors, membro del comitato esecutivo dell’Urban Land Institute Italia e del comitato direttivo di Fondazione Res Pubblica, uno dei più autorevoli think tank italian.

Nel 2020 ha fondato Sensible Capital srl, di cui è attualmente ceo, realtà che fornisce servizi di consulenza per investimenti in asset illiquidi, con uno specifico focus esg, mentre dal giugno del 2017 ricopre il ruolo di presidente di Confindustria Assoimmobiliare, carica in virtù della quale nell’aprile 2022 le è stato affidato l’incarico di advisor nell’operazione di spostamento della sede di Confindustria nei pressi della stazione Tiburtina in Roma. Chiudendo il profilo con una nota personale, Silvia Rovere ha due figlie, rispettivamente di sette e undici anni ed è sposata con Andrea Munari, presidente di Bnl, gruppo Bnp Paribas.

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