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Non solo la Neuralink di Elon Musk: quali sono le altre aziende che stanno sviluppando chip nel cervello

Questo articolo è apparso su Forbes.com

Neuralink, l’azienda di impianti cerebrali di Elon Musk, ha ottenuto l’approvazione della Food and Drug Administration per iniziare a testare il suo dispositivo sugli esseri umani.

L’azienda fa parte di una schiera crescente di pionieri della neurotecnologia che ha l’obiettivo di fondere gli esseri umani con le macchine per curare una serie di condizioni mediche come la paralisi, la cecità, la depressione, oltre a potenziare abilità già esistenti come la memoria o permettere di interagire con i computer solo con il pensiero.

Aspetti principali

  • Neuralink è stata fondata in sordina nel 2016 ed è passata sotto silenzio fino alla presentazione della sua tecnologia nel 2019.
  • L’azienda sta costruendo un dispositivo in grado di interfacciarsi direttamente con il cervello umano, il cosiddetto Link, una sorta di chip cerebrale che Musk ha descritto come un “fitbit nel cranio”, e un robot in grado di impiantarlo automaticamente come una sorta di macchina da cucire neurale.
  • Il dispositivo si avvale di “minuscoli elettrodi ultra-flessibili impiantati direttamente nel tessuto cerebrale per ‘ascoltare’ la comunicazione tra i neuroni”, ha dichiarato a Forbes Cristin Welle, neurofisiologa dell’Università del Colorado. Questo apparecchio potrebbe consentire agli utenti di controllare un computer o altri dispositivi o di comunicare semplicemente pensando.
  • Neuralink non è l’unica azienda a fare questo. Gli impianti cerebrali per patologie come il morbo di Parkinson infatti sono già ampiamente utilizzati e aziende come Blackrock Neurotech e Synchron hanno già iniziato i test sull’uomo, la prima decenni fa. Tuttavia, Neuralink riceve maggiore attenzione da parte dei media perché è ben finanziata ed è legata a Musk, ha detto a Forbes il neurobiologo della Columbia Rafael Yuste.
  • Consentendo al cervello umano di interfacciarsi direttamente con computer e altri dispositivi, le aziende neurotecnologiche sperano di poter aiutare le persone a riacquistare le capacità perse a causa di infortuni o malattie. Una telecamera, ad esempio, potrebbe essere usata per stimolare le aree del cervello associate alla visione per ripristinare la vista, oppure un arto robotico potrebbe essere collegato a un’area del cervello che controlla il movimento.
  • Bradley Greger, neuroscienziato e ingegnere neurale presso l’Arizona State University, ha dichiarato a Forbes che ci sono diversi modi per raggiungere questo obiettivo, il che significa che “c’è spazio per tante aziende”.

L’ottimismo di Musk

A fine maggio, Neuralink ha annunciato di aver ottenuto l’approvazione della Fda per avviare il suo primo “studio clinico sull’uomo”. La decisione “rappresenta un primo passo importante che un giorno consentirà alla nostra tecnologia di aiutare molte persone”, ha dichiarato l’azienda, aggiungendo che è il risultato di un “incredibile lavoro” da parte del team.

La notizia arriva dopo che a novembre Musk, solito festeggiare in maniera prematura i successi con le autorità di regolamentazione, aveva dichiarato che sarebbero mancati sei mesi alla fase di sperimentazione.

Secondo quanto riferito dalla Fda, all’inizio dell’anno, la domanda di Neuralink era stata respinta per problemi di sicurezza. In una dichiarazione rilasciata ai media, l’ente ha confermato il proprio assenso all’avvio dei test sull’uomo da parte di Neuralink, ma oltre a segnalare l’autorizzazione alla sperimentazione sull’uomo dell’impianto cerebrale e del robot chirurgico, non ha fornito altri dettagli.

A margine

Neuralink è stata accusata per le sue pratiche di ricerca sugli animali e, secondo quanto riferito, è oggetto di un’indagine da parte del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti per potenziali violazioni del benessere degli animali, che l’azienda nega.

L’azienda sarebbe anche coinvolta in un’altra indagine condotta dal Dipartimento dei Trasporti per il presunto trasporto di dispositivi contaminati prelevati da scimmie in modo non sicuro.

Cosa guardare

La visione di Musk per Neuralink va al di là di quello che sembra essere l’obiettivo di molti nel settore, considerata la sua volontà di permettere non solo il recupero delle funzioni umane perse, ma anche aggiungerne nuove.

Gli esperti concordano sul fatto che l’uso delle neurotecnologie per migliorare le capacità umane sollevi questioni etiche più profonde rispetto al recupero dei movimenti, soprattutto perché verrebbero utilizzate su individui sani.

Greger ha detto che tali obiettivi sono “molto speculativi” e ancora molto lontani. Welle, che fa parte del comitato scientifico consultivo dell’azienda neurotecnica NeuroOne, ha detto che molti limiti della tecnologia attuale devono ancora essere superati, come la rottura degli elettrodi e la necessità di ricalibrare regolarmente gli algoritmi.

La raccolta di dati dal cervello delle persone diventerà una questione chiave e c’è un “estremo bisogno” di una migliore regolamentazione e discussione in questo settore, ha detto Welle, in particolare per quanto riguarda le grandi aziende a scopo di lucro come Neuralink, che possono “fare enormi quantità di denaro con questo tipo di dati”.

Dichiarazioni importanti

Yuste ritiene inoltre che vi sia un’urgente necessità di regolamentazione e di discussione etica per le neurotecnologie. La minaccia proverrebbe in gran parte dalle aziende che sviluppano dispositivi non impiantabili o interfacce cervello-computer che sono trattate più come elettronica di consumo, ha detto Yuste, piuttosto che i dispositivi di aziende come Neuralink, che sono trattati come apparecchi medici e sono regolati da una rigorosa etica medica e da solide normative.

Il Cile è il primo paese a sancire la protezione dell’attività cerebrale e delle sue informazioni e dovrebbe servire da esempio per il resto del mondo, ha detto Yuste. “Il cervello non è solo un altro organo”, ha spiegato, aggiungendo che i neuroscienziati “sono sempre più in grado di decodificare l’attività cerebrale e di utilizzare queste informazioni” per la ricerca e la clinica. “La privacy mentale è il santuario delle nostre menti e dovrebbe essere protetta a livello globale”.

Cosa non sappiamo

Non è chiaro quando inizierà la sperimentazione di Neuralink, né se e quando verrà lanciato un prodotto. L’azienda ha dichiarato di non aver ancora iniziato il reclutamento dei partecipanti e che “annuncerà presto ulteriori informazioni” al riguardo.

Un registro dei pazienti sul sito web dell’azienda suggerisce che Neuralink potrebbe cercare di reclutare pazienti con alcuni tipi di paralisi, perdita della vista, perdita dell’udito o incapacità di parlare. Greger ha dichiarato a Forbes che l’avvio della sperimentazione sull’uomo è una “pietra miliare significativa per ricevere l’approvazione della Fda”, che secondo lui sarebbe “fondamentale” per Neuralink.

Tuttavia, questo è solo il primo passo di una lunga strada che non ha garanzie di successo. “Si tratta di sperimentazioni molto precoci, spesso chiamate studi di fattibilità iniziali, che in genere coinvolgono meno di 10 pazienti” e durano in genere tra i sei e i 12 mesi”, ha spiegato Welle, che è anche un ex funzionario della Fda, a Forbes.

I risultati positivi consentirebbero a Neuralink di avviare gli studi più ampi necessari a dimostrare la sicurezza e l’efficacia per qualsiasi patologia trattata, che potrebbero durare anni. “Il lancio è lontano anni, se non decenni”, ha detto Welle. Una volta approvato, tuttavia, “diventerà un’opzione terapeutica facilmente disponibile, simile a un pacemaker cardiaco”, ha detto Greger.

La stima di Forbes

206,7 miliardi di dollari. Questo è il patrimonio netto stimato di Musk, secondo Forbes. È la seconda persona più ricca al mondo, dopo il magnate francese dei beni di lusso Bernard Arnault. Oltre a Neuralink, Musk ha co-fondato la casa automobilistica Tesla, fonte di gran parte della sua ricchezza, l’azienda di razzi SpaceX e l’azienda di tunnel Boring Company.

Detiene inoltre una quota consistente della piattaforma di social media Twitter, che ha acquistato in modo controverso per 44 miliardi di dollari l’anno scorso, attuando una serie di cambiamenti drastici.

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