Se in Europa gli unbanked sono sempre meno, in paesi come India, Messico e Filippine solo il 30% della popolazione adulta possiede un conto corrente. Nell’Africa subsahariana la percentuale scende al 20%. Secondo l’indice Findex della Banca Mondiale, nel 2021, queste regioni hanno avuto anche la maggiore incidenza di trasferimenti internazionali di denaro: un quarto dei 735 miliardi di dollari trasferiti nel mondo è stato inviato in questi paesi.
Nonostante il trasferimento internazionale di denaro sia cresciuto del 750% negli ultimi 50 anni, l’infrastruttura finanziaria non è stata “adeguata” e oggi le transazioni internazionali sono costose, lunghe e limitate agli orari di apertura delle banche. “Il 70% delle persone che non ha un conto corrente utilizza metodi alternativi ai fini dei pagamenti internazionali”, spiega Christopher Aleo, ceo di iSwiss. “Ciò va dalle criptovalute a sistemi rudimentali come l’hawala, fino a costosi servizi di trasferimento di denaro che possono prelevare anche il 30% di commissioni”.
iSwiss: come cambia la finanza globale
iSwiss, deposit company svizzera, è stata fondata dall’attuale ceo. La società, per rendere i trasferimenti internazionali meno cari, gestisce i pagamenti con una rete di proprie controllate presenti in Canada, Svizzera, Italia ed Emirati Arabi. La rete consente di rendere intergruppo i trasferimenti internazionali.
“Se ad esempio – spiega Aleo – un cliente deve effettuare un bonifico dal Canada alla Svizzera, oggi deve transitare su banche corrispondenti, che consentano il clearing tra la banca canadese del mittente e la banca svizzera del destinatario. Gli ordini tra le banche viaggiano su swift, ci vogliono giorni d’attesa e costose commissioni. Con il sistema iSwiss, iSwiss Canada incassa i soldi del mittente, mentre iSwiss Svizzera effettua immediatamente il pagamento alla banca svizzera del destinatario. In questo modo l’operazione di pagamento viene conclusa in giornata e si evitano costose banche corrispondenti”.



