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Otto ore gestibili e possibilità di lavorare ovunque: il modello di flexible working che rende felici i dipendenti

L’emergenza Covid-19 ha messo le aziende di fronte a una realtà: lo smart working è efficace e offre benefici concreti sia ai dipendenti sia alla stessa impresa. E così quell’esperienza “obbligata” si è trasformata in una presa di coscienza e quasi un’abitudine che alcuni lavoratori vorrebbero mantenere.

L’equilibrio tra lavoro e vita privata

Secondo il report Working Time and Work-Life Balance Around the World dell’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) delle Nazioni Unite, orari di lavoro ridotti e più flessibili possono giovare alle economie, alle imprese e ai lavoratori e gettare le basi per un migliore e più sano equilibrio tra lavoro e vita privata.

In questa linea di pensiero volta al cambiamento che stanno seguendo alcune aziende, si inserisce anche Amgen Italia che ha adottato un modello che punta a conciliare le esigenze di produttività aziendale con l’equilibrio vita- lavoro. L’accordo sul lavoro agile di Amgen Italia permette ai dipendenti di distribuire le 8 ore dalle 7 alle 20 e di poter svolgere la propria mansione da remoto ovunque. La presenza nella sede aziendale deve essere garantita un minimo di due giorni al mese per team work e favorire lo scambio di idee.

Il modello di flexible working di Amgen Italia

Lauri Lindgren, amministratore delegato di Amgen Italia
Lauri Lindgren, amministratore delegato di Amgen Italia

Amgen, società americana del settore delle biotecnologie farmaceutiche nata nel 1980, è oggi una delle 30 aziende inserite nel Dow Jones Industrial Average, fa parte dell’indice Nasdaq-100 ed è presente in tutti i principali mercati mondiali, tra i quali l’Italia. Nel 2021, inoltre, è stata selezionata tra i 25 World Best Workplaces da Fortune e dal Great Place to Work.

“Abbiamo messo a punto un modello molto avanzato di lavoro flessibile”, racconta Lauri Lindgren, amministratore delegato di Amgen Italia, “facilitati, in un certo senso, anche da una cultura radicata che si basa sul coinvolgimento attivo delle nostre persone, sulla motivazione e sulla fiducia. Si tratta di una scelta coraggiosa e in linea con lo spirito innovativo che da sempre ci guida e che in qualche misura ci differenzia nello scenario del Paese che in questi mesi segna una ritorno importante del lavoro in presenza rispetto ad altre realtà internazionali. Se a valle della condivisione di ‘missione, valori e strategia‘, riconosciamo che flessibilità, distribuzione delle capacità decisionali e responsabilizzazione dei dipendenti sono fattori decisivi per il futuro di un’organizzazione, questo modello ha le carte in regola per sostenere il nostro sviluppo, nonostante la combinazione tra lavoro da remoto e in presenza sia più complessa da gestire per un’organizzazione.”

Amgen Italia ritiene che il flexible working che ha adottato è un modo per migliorare il rapporto con i dipendenti ma allo stesso tempo un vantaggio per attirare nuovi talenti che sono interessati a un’azienda con delle politiche rilevanti a sostegno del dipendente.

“Il successo di questa modalità di lavoro”, sostiene Lauri Lindgren, “dipende dalla capacità di garantire che i dipendenti siano impegnati, responsabilizzati, che esprimano il loro massimo potenziale nella collaborazione interfunzionale e che si sentano incentivati ad operare una continua evoluzione, anche in un ambiente remoto. Dunque, mantenere il flexible working significa anche ripensare a come alimentare una cultura condivisa tra i team in azienda, attuando un monitoraggio dei risultati per adeguarlo se necessario. Sappiamo che il flexible working è oggi un mezzo per competere sul mercato e attrarre il mix più appropriato di competenze e abilità di diverse generazioni e, come è noto, le persone sono la risorsa più preziosa all’interno di qualsiasi organizzazione. Dunque, procediamo su questa strada nuova, monitorandola con attenzione, pronti ad apporre modifiche se dovessimo intravedere possibili rischi nel medio termine.”

La soddisfazione dei dipendenti

Dai monitoraggi e le rilevazioni aziendali si evince che il modello è apprezzato dai dipendenti, soprattutto dai giovani e dalle donne, che lo vedono come un valore aggiunto che permette di poter coniugare la vita lavorativa e quella familiare.

Lindgren evidenzia che il 98% dei nostri dipendenti è molto soddisfatto della decisione di Amgen di adottare un modello di lavoro flessibile così spinto. Inoltre, una larga maggioranza ritiene che questo rappresenti un vantaggio competitivo per l’azienda. Si tratta quindi di un chiaro punto di forza per tutte le persone, indipendentemente dalla provenienza, non solo giovani e donne.

“Tuttavia, il successo della formula tra i più giovani (e la nostra è un’azienda con una forte componente di giovani, con quasi il 30% dei dipendenti sotto i 40 anni) dimostra che sappiamo anche interpretare correttamente le esigenze di chi avrà un ruolo chiave per il nostro futuro, offrendo risposte adeguate. Lo stesso vale per le donne, che rappresentano il 54% del personale di Amgen Italia e che possono trovare, grazie a questa organizzazione lavorativa, un modo efficace per conciliare lavoro e vita privata”, conclude.

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