Il dibattito sul fatto che
lo smart working danneggi la produttività o le prestazioni dei lavoratori ha raggiunto l’apice del prestigio accademico: uno studio pubblicato su
Nature. È noto che i manager, desiderosi di riportare i lavoratori in ufficio,
sono convinti che il lavoro a distanza porti
a una minore produttività e a un progressivo deterioramento della cultura aziendale. Tuttavia,
un nuovo articolo su
Nature, scritto dal professore di economia della Stanford University
Nicholas Bloom, fornisce nuove prove a supporto di chi ha una buona considerazione del lavoro ibrido. Un esperimento fatto con i dipendenti di un’azienda tecnologica cinese ha rilevato che lavorare da casa per due giorni a settimana ha ridotto – rispetto ai dati dei dipendenti a tempo pieno in ufficio – i tassi di dimissioni volontarie, ha migliorato la soddisfazione lavorativa e non ha avuto impatto sulle prestazioni.