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Come questa multinazionale dell’healthcare sviluppa terapie innovative per migliorare la qualità di vita dei pazienti

Contenuto tratto dal numero di luglio 2023 di Forbes Italia. Abbonati!

Dare risposte laddove si evidenzia un bisogno medico insoddisfatto, attraverso la ricerca e lo sviluppo di potenziali candidati clinici best in class o first in class. È questa, in sintesi, la mission di Incyte Biosciences nelle parole di Onofrio Mastandrea, vicepresidente e general manager di Incyte Italia.

Dal 2019 Mastandrea è alla guida di un’azienda che opera a livello globale guardando soprattutto allo sviluppo e alla commercializzazione di terapie innovative in grado di contribuire a migliorare la qualità di vita dei pazienti, con un portfolio di farmaci in ambito oncologico e di patologie autoimmuni/infiammatorie in costante crescita. Fattore chiave è la ricerca, come dimostra il rapporto Aifa sulle sperimentazioni cliniche, che pone Incyte tra le prime dieci aziende in Italia per numero di studi clinici avviati ogni anno sul territorio nazionale.

Lo sviluppo in Italia

Incyte ha la sua sede centrale a Wilmington, Delaware (Stati Uniti), e sedi operative in Nord America, Asia ed Europa, tra cui quella di Milano, che punta a diventare un hub di rilevanza europea per la ricerca clinica. Qui, in questi anni, si è registrata una forte espansione: crescita a doppia cifra anno su anno; 19 molecole target in sviluppo in Italia (su 25 totali); 60 studi clinici avviati, di cui il 25% in fase I; oltre 400 centri ospedalieri coinvolti in sperimentazioni, con più di 650 pazienti inclusi nei programmi di ricerca clinica; oltre 80 milioni di euro investiti in ricerca negli ultimi cinque anni, con un tasso di investimento in sperimentazione clinica pari a poco più dell’80% del fatturato (che nel 2022 ha toccato quota 29 milioni di dollari); oltre 60 persone nello staff, per la maggior parte composto da donne, con attenzione all’equità salariale.

La mission aziendale

L’azienda guarda in modo particolare all’etica d’impresa. Significative, in questo senso, le circostanze che portarono alla nascita di Incyte, come racconta Mastandrea. “Incyte è nata a Wilmington da un gruppo di 22 ricercatori della Dupont Pharmaceutical, che volevano sviluppare potenziali candidati clinici per patologie associate a un bisogno ancora oggi insoddisfatto. Una mission ben sintetizzata nel motto ‘Solve On’, che contiene l’idea del trovare soluzioni attraverso partnership e creazioni di ampie comunità, per portare valore ai pazienti. Sin dalla fondazione, l’azienda ha fatto propria questa mission. Oggi sono oltre 25 le molecole presenti nella nostra pipeline e sette i prodotti approvati a livello globale. Fanno parte dell’organizzazione oltre tremila dipendenti, di cui oltre ottocento impiegati in ricerca e sviluppo”.

L’ampliamento nell’area dermatologica

L’azienda continua ad allargare il proprio raggio d’azione, con l’ampliamento della pipeline in area dermatologica. “Incyte “, anticipa Mastandrea, “di recente ha diversificato la sua pipeline anche nell’area delle patologie autoimmuni e infiammatorie dermatologiche. Questo filone di ricerca ha consentito di sviluppare una linea di prodotti che stiamo studiando per coprire unmet need in varie patologie dermatologiche, come la dermatite atopica, l’idrosadentite suppurativa e la vitiligine. In riferimento alla vitiligine, da alcuni mesi l’Ema ha approvato il Ruxolitinib crema come primo e unico trattamento, indicato per pazienti adulti e adolescenti dai 12 anni, affetti da vitiligine non segmentale con coinvolgimento del viso”.

“Una patologia su base autoimmune e di natura cronica, spesso associata a un disagio sociale. Emerge come la vitiligine rappresenti una patologia che non va associata a una condizione estetica. Basti pensare che oltre il 70% dei pazienti ha anche problemi psicologici, che spaziano dall’ansia generalizzata alla depressione maggiore. A seguito dell’approvazione da parte dell’Ema, il Ruxolitinib topico è già in uso in alcuni stati dell’Ue. Negli Stati Uniti, invece, è disponibile dallo scorso anno per il trattamento della patologia, oltre che per la dermatite atopica lieve e moderata”.

La sede di Milano

In Italia è stato da poco inaugurato il nuovo quartier generale di Incyte Italy, nel cuore del quartiere dell’innovazione di Milano.

“Quello di Incyte in Italia è un percorso virtuoso iniziato nel 2016, quando si è deciso di puntare sull’Europa attraverso l’acquisizione delle sole operazioni europee di Ariad. Questi anni sono stati scanditi da una serie di tappe importanti. Prima fra tutte, l’inserimento da parte di Aifa nella top ten delle aziende che investono di più in Italia. Ma non è solo questo: solo lo scorso anno Incyte ha portato al letto del paziente due prodotti per malattie orfane, con alto unmet need. Mi riferisco al Pemigatinib, che ha rappresentato la prima terapia target per il trattamento del colangiocarcinoma, e al Tafasitamab, approvato per il trattamento del linfoma diffuso a grandi cellule B per pazienti refrattari o recidivati e non eleggibili a trapianto. Questa è la testimonianza che la nostra missione si è concretizzata e resterà la nostra bussola per i prossimi anni”.

Ma per il biotech le prospettive sono ampie e Mastandrea punta a rafforzare il ruolo dell’azienda in Italia, attribuendo nuovo valore alla ricerca: “Incyte ambisce a rappresentare qui il modello del biotech. Innanzitutto vogliamo attrarre la maggior parte degli studi clinici globali in Italia, con la conseguente messa a disposizione di farmaci innovativi per patologie con alti bisogni clinici. Inoltre vogliamo mantenere e ampliare un dialogo aperto con istituzioni, comunità di pazienti e comunità scientifica, mettendoci a disposizione e contribuendo a portare soluzioni ai problemi. Il tutto per generare valore per un sistema ampio, ma prima di tutto per i pazienti che ancora non trovano risposte al bisogno di salute”.

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