axiom, navicella Nyx
Space Economy

Ecco la capsula europea per la stazione Axiom

La startup franco tedesca The Exploration Company (Tec), fondata nel 2021 a Monaco di Baviera, ha siglato un contratto in pre-booking per il trasporto di rifornimenti verso la stazione spaziale di Axiom Space con la navicella Nyx, attualmente in fase di sviluppo.

L’azienda texana sta già inviando astronauti da ogni angolo del mondo a bordo della Stazione spaziale internazionale (o Iss), ma i suoi piani sono più estesi. Negli stabilimenti Thales Alenia Space di Torino stanno venendo realizzati i moduli che andranno a comporre la stazione spaziale commerciale di Axiom. Secondo il planning aziendale, il primo di questi sarà lanciato nel 2026 e verrà inizialmente attraccato alla Iss per sfruttarne i sistemi operativi e di supporto vitale.

Dopodiché, una volta completa di porte per l’attracco, di pannelli solari, del sistema di comunicazione e navigazione e di tutto ciò che serve per mantenere un equipaggio a bordo, i moduli verranno distaccati e Axiom avrà la prima stazione spaziale privata della storia. Tuttavia, già da prima del distacco dalla Iss, l’azienda texana composta da molti ex impiegati alla Nasa dovrà trovare il modo migliore per portare in orbita sia gli astronauti che i rifornimenti.

Ai primi, per ora, sta pensando Elon Musk. L’amministratore delegato di SpaceX ha messo infatti a servizio di Axiom i propri razzi e le proprie navicelle per le missioni verso la Iss. Per le seconde, non ce ne sarà bisogno prima che i moduli Axiom diventino operativi. L’accordo con Tec non è vincolante e, benché le coordinate temporali del contratto indichino il 2027 come inizio della collaborazione, viene anche specificato che questa si attiverà solo se e quando entrambe le parti avranno portato a termine i propri obiettivi: la creazione di una stazione spaziale da un lato e la creazione di un cargo spaziale dall’altro.

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La dichiarazione dell’accordo con l’europea Tec arriva in contemporanea con l’annuncio dell’equipaggio della terza missione Axiom: Michael López-Alegría, con cittadinanza sia statunitense che spagnola, l’italiano Walter Villadei, il turco Alper Gezeravcı e lo svedese Marcus Wandt. Che sia un caso o meno, il player leader del mercato del “turismo spaziale” sembra interessato a rafforzare i legami col Vecchio continente, dal cui suolo non è ancora partito alcun astronauta. La stessa Agenzia spaziale europea, al momento, non ha capsule per equipaggio o razzi adatti a portarle in orbita. Ma questo futuro con un’Europa senza mezzi propri per raggiungere lo spazio potrebbe cambiare proprio grazie a Tec.

L’accordo può quindi essere sintomo della fiducia che Axiom pone sul futuro della giovane compagnia europea, che ha intenzione di rendere la capsula Nyx adatta al trasporto di astronauti. Fiducia condivisa con gli investitori che questo febbraio hanno fatto concludere un round series A a 40.5 milioni di euro. A guidare l’azienda c’è Helene Huby, una volta dirigente Airbus e già fondatrice della no-profit Karman Project e della società di investimenti deep tech Urania Ventures.

A oggi l’azienda conta un centinaio di impiegati, ma questo non le impedisce di puntare in alto: entro il 2028 Tec vuole trasportare sulla Luna e dalla Luna. Il trasporto degli astronauti, invece, sarà un obbiettivo difficilmente raggiungibile prima del 2030, quando gli Stati Uniti si preparano ad abbandonare la Iss, ma anche ad avere almeno cinque stazioni spaziali commerciali in orbita: una di Axiom Space, una (o più) di SpaceX con la versatile navicella Starship e tre realizzate da altrettanti gruppi di imprese che contano Blue Origin, Northrop Grumman, Lockheed Martin, Nanoracks e Sierra Nevada. Se il mercato statunitense sarà saturo, Axiom avrà la soluzione.

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