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Il boom dei farmaci dimagranti fa impazzire il comparto pharma: chi sta sfidando Novo Nordisk ed Eli Lilly

Finita la corsa verso la realizzazione del vaccino contro il Covid-19, il mondo farmaceutico si è buttato a capofitto in un’altra sfida miliardaria: quella del dimagrimento. 

Nata un po’ per caso – dato che i principali farmaci oggi in commercio per combattere l’obesità sono nati in realtà per curare il diabete – la sfida mondiale contro l’obesità sta permettendo a due aziende su tutte, la canadese Novo Nordisk e all’americana Eli Lilly, di aumentare (e anche notevolmente) i propri introiti, sia in termini di fatturato che di performance azionarie.

Eli Lilly e Novo Nordisk tra le 20 aziende di maggior valore

Oggi, in virtù proprio della loro leadership in questo mercato – che secondo le dichiarazioni di alcuni analisti a Forbes potrebbe raggiungere i 100 miliardi di dollari entro il 2030Eli Lilly e Novo Nordisk, oltre a essere le due case farmaceutiche (quotate in Borsa) di maggior valore al mondo, capitalizzando rispettivamente 714 e 598,90 miliardi di dollari, sono tra le 11 aziende di maggior valore al mondo (Ely Lilly 10° e Novo Nordisk 11°). Per dare ulteriormente un’idea della loro potenza, colossi come Tesla, Visa, JpMorgan Chase ed LVMH si piazzano alle loro spalle.

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I farmaci per il dimagrimento e il rally in Borsa

Per spiegare il rally in Borsa delle due case farmaceutiche, bisogna inevitabilmente guardare al giro d’affari intorno ai loro farmaci per il dimagrimento. Stiamo parlando di Ozempic e Wegovy per Novo Nordisk e Mounjaro e Zepbound per Eli Lilly. Per far capire il successo di questi farmaci, l’Ozempic, secondo quanto dichiarato dall’Aifa mesi fa, è stato talmente richiesto da provocarne la scarsità. Aggiungendo “che sebbene la fornitura continui ad aumentare, non è possibile stimare con certezza quando risulterà sufficiente a soddisfare completamente la domanda attuale”.

Peraltro, la stessa Novo Nordisk, nel giro di poco più di sei mesi, ha quasi raddoppiato la sua capitalizzazione in Borsa. Al 5 settembre, infatti, era di 394 miliardi di euro, con le azioni che sono cresciute di poco oltre il 38%. Non è quindi un caso se nell’ultimo trimestre i suoi ricavi sono balzati del 36% e gli utili del 60%. Contestualmente, le vendite complessive di Eli Lilly sono aumentate del 28%, l’utile netto del 18% e le sue azioni, nel giro di sei mesi, sono cresciute di circa il 24%.

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Le altre rivali

Vedendo ‘il piatto ricco’, sono ovviamente diverse le aziende che stanno cercando di contendere la leadership di Novo Nordisk e Eli Lilly ed entrare nel settore dei farmaci anti obesità. Tra queste, secondo Forbes, spiccano in particolare:

  • La società biotecnologica danese Zealand Pharma che, insieme all’azienda farmaceutica tedesca Boehringer Ingelheim, sta sviluppando congiuntamente survodutide, un farmaco iniettabile che imita lo stesso ormone intestinale GLP-1 di Wegovy e Zepbound e un altro ormone chiamato glucagone, che ha prodotto ottimi risultati negli studi clinici di fase intermedia sia come un farmaco anti-obesità e un trattamento per la malattia del fegato grasso ed è passato alla sperimentazione in fase avanzata. Curiosità? A differenza della Boehringer che è interamente di proprietà delle famiglie Boehringer, Zealand Pharma è quotata in Borsa. E, negli ultimi sei mesi, ha fatto registrare una crescita del 138%.
  • L’americana Viking Therapeutics, che il ​​mese scorso ha diffuso dei dati promettenti da uno studio intermedio del farmaco sperimentale VK2735, e in sei mesi è volata del 355%.
  • Terns Pharmaceuticals, anche lei americana. Sta sviluppando un farmaco orale per la perdita di peso mirato all’ormone GLP-1 e prevede di pubblicare dati a 28 giorni sulla perdita di peso da uno studio in fase iniziale nella seconda metà del 2024. Negli ultimi sei mesi è cresciuta del 35%.

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