Seguici su
Life 27 Agosto, 2019 @ 8:52

All’asta entro l’anno il diamante rosa più grande del mondo

di Forbes.it

Staff

La redazione di Forbes.Leggi di più dell'autore
chiudi
(spiritofrose.alrosa.ru)

Al ritorno dal suo primo ballo, una ragazza si addormenta respirando il profumo di una rosa donatale. Nel sogno della ragazza, la rosa si trasforma in un giovane spettro innamorato, vestito di petali di rose. Lo spettro la trascina in un valzer e poi svanisce dalla finestra con un salto. La ragazza si sveglia e vede la rosa caduta ai suoi piedi durante il sonno. La trama del balletto russo Le spectre de la rose prende ispirazione da un rarissimo diamante viola-rosa del peso di 14,83 carati, che come riporta Forbes.com in un articolo a firma di Roberta Naas sarà messo in vendita entro la fine dell’anno dalla società mineraria russa Diamond Alrosa.

Il suo valore? Un membro del comitato consultivo della Fancy Color Research Foundation ha fornito una stima di $ 60 milioni (finora, il diamante rosa più costoso, 60 carati, è stato venduto per $ 71,2 milioni nel 2017).

Il perché di tanta singolarità? Il fatto che secondo una certificazione GIA (Gemological Institute of America), autorità in materia di diamanti e pietre preziose, la pietra è stata valutata Fancy Vivid Purple-Pink, internamente impeccabile, dall’ottima simmetria ed estremamente trasparente. Come si legge sulla pagina di Diamond Alrosa, infatti, solo uno su 10mila diamanti grezzi viene classificato “fancy colored”. Ed è anche la pietra più grande, nella tonalità viola-rosa, che la GIA abbia mai valutato. Il diamante grezzo originale, estratto nel deposito di Ebelyakh nel nord-est della Russia nel 2017, era una pietra da 27,85 carati, la più grande mai estratta nel paese.

Forbes Italia 3 Giugno, 2019 @ 12:32

Il prestigio di Damiani per rilanciare il mercato dei diamanti

di Eleonora Poggio

Scrivo – per passione – di imprese e finanza.Leggi di più dell'autore
chiudi
ritratto di guido damiani
Guido Grassi Damiani, presidente del gruppo Damiani (Courtesy Damiani)

Pochi settori hanno subito una perdita di credibilità nell’ultimo anno quanto quello del commercio dei diamanti. Gli scandali connessi all’acquisto delle pietre preziose in banca attraverso società specializzate e l’impossibilità per molti investitori di rivendere o di farlo al prezzo atteso hanno portato al crollo di un castello di carte e alla sparizione di alcune aziende specializzate, tornate nel buio dopo alcuni anni sotto i riflettori.

“Nel nostro settore, gioielli e diamanti, non si può raggirare il consumatore: chi lo fa anche una sola volta si  gioca  tutto, immagine e storia e chiude”. E’ l’incipit con cui Guido Grassi Damiani, che oggi guida con i due fratelli Giorgio e Silvia l’omonimo gruppo della gioielleria nato nel 1924 a Valenza, lancia una nuova iniziativa: portare i diamanti certificati direttamente in gioielleria. Per farlo sta rilanciando sul mercato un brand acquisito dal gruppo tempo  fa: Calderoni Diamonds, azienda nata nel 1840.

gioielli damiani
Gioielli della linea Belle Epoque (Courtesy Damiani)

“Vogliamo offrire al consumatore qualcosa di diverso. Con Calderoni daremo la possibilità di acquistare diamanti sciolti etici e certificati, con servizi collegati di assicurazione e custodia. Vogliamo essere trasparenti, tutelare, come facciamo con i gioielli, chi acquista questi beni e soprattutto garantirgli con la nostra esperienza di 95 anni di storia, regole chiare”. Acquistare diamanti sciolti Calderoni significa “trovarli per ora in 300gioiellerie in Italia” conservare il diamante in uno speciale blister “CertiCard”, l’eccellenza nel campo della sicurezza e dell’anticontraffazione perché “si tratta di un sigillo di protezione inalterabile, per cui il diamante non può essere sostituito e i dati identificativi non possono essere modificati. Calderoni garantisce la qualità dei suoi diamanti non solo accompagnandoli con un certificato ufficiale dei più importanti laboratori gemmologici internazionali, ma anche incidendo sulla pietra il numero del relativo certificato. Per tutelare ulteriormente il consumatore, Calderoni Diamonds offre gratuitamente una polizza di assicurazione e pubblicherà periodicamente il listino dei propri diamanti, determinato sulla base del Listino Rapaport (riferimento internazionale utilizzato dagli addetti ai lavori per stabilire i prezzi del diamante in tutti i principali mercati) in modo da garantire la migliore trasparenza d’acquisto”. Calderoni Diamonds è anche garanzia di valore etico in aggiunta a quello economico, aderendo ai principi etici del “Kimberley Process”, che rendono trasparente la tracciabilità dei diamanti e confermano che non abbiano contribuito allo sfruttamento minorile o a finanziare guerre.

Guido, Silvia e Giorgio Damiani

“L’offerta Calderoni spazierà da diamanti naturali di piccola caratura con prezzi a partire da 100 euro circa, ovvero della linea Celebration, destinati a diventare regali in occasioni speciali come battesimi, lauree e simili, fino a pietre più grandi da acquistare come un segno prezioso e profondo da destinare agli eredi e agli affetti più cari della Linea ASSET e queste ultime saranno accompagnate da alcuni servizi accessori esclusivi, come la sicurezza di poter liquidare il bene.” In quest’ultimo caso il contratto scritto che prevede i servizi citati è impegnativo per Calderoni “per cui ci impegniamo ad esempio a riacquistarlo qualora il consumatore voglia poi rivenderlo o acquistarne uno di caratura superiore o lo voglia cambiare con un gioiello Calderoni”.

un diamante Calderoni
Un diamante lavorato e il logo Calderoni (Courtesy Damiani)

Con un obiettivo: “Diventare leader nella vendita di diamanti sciolti. Abbiamo già una rete nazionale di 300 punti vendita, siamo credibili e abbiamo il prodotto tracciato etico e certificato, e alcuni player esteri già ci hanno contattato. Saremo a disposizione non solo del consumatore ma anche di banche e realtà istituzionali che vorranno consulenza sui diamanti”. Ma Damiani non nega anche l’idea di poter dare vita a qualcosa di unico come “una boutique del diamante, uno show room dedicato”.

Diamanti e gioielli sono la passione ed il cuore della famiglia Damiani, non a caso sorride quando si sottolinea quanta strada i tre fratelli abbiano fatto e replica: “Abbiamo fatto meno strada di quella che volevamo, ma dal 1996 anno in cui il papà è mancato abbiamo quadruplicato il fatturato, aperto 60 negozi monomarca nel mondo nelle vie più prestigiose del lusso, siamo rimasti uniti e, uscendo dalla Borsa, siamo rimasti gli unici indipendenti che portano ancora avanti la realtà aziendale del suo fondatore, nostro nonno”.

Un’uscita, quella dalla Borsa, avvenuta in un periodo di volatilità e con modalità inusuali nei confronti di chi ha creduto in Damiani, prevedendo per tutti gli ex azionisti una serie di benefici quali ad esempio iniziative, eventi e condizioni vantaggiose presso le boutique monomarca dei brand o nelle boutique Rocca . “La Borsa – conclude Damiani – vuole un ritorno immediato, trimestrale, noi invece vogliamo lasciare ai nostri figli una azienda per il futuro. Con il gratitude club abbiamo voluto ringraziare chi anche solo per un giorno e anche solo con una azione ha investito in Damiani”.

Life 16 Aprile, 2019 @ 12:04

In una gioielleria di Londra è in vendita il diamante più grande al mondo

di Roberta Maddalena

Staff writer, Forbes.it

Scrivo di moda, viaggi, arte e nuove tendenze.Leggi di più dell'autore
chiudi
diamante pietra
(graff.com)

Per la sua forma, taglio smeraldo quadrato, è il diamante più grande al mondo mai esistito. Primato, quello della pietra in questione battezzata “Lesedi La Rona” che si riflette anche nella trasparenza e nel peso secondo l’autorità in materia di gemme GIA (Gemological Institute of America). Un sogno, insomma, che avrebbe accontentato persino l’esigente Marylin Monroe nel film Gli uomini preferiscono le bionde (1949).

La sua scoperta è da attribuire nel novembre 2015 a Lucara Diamond Corp., compagnia mineraria canadese di diamanti nella sua miniera di Karowe in Botswana (Africa meridionale) ma a considerarne il valore nell’arco dell’ultimo anno è stato Laurence Graff, rivenditore di diamanti e fondatore dell’omonimo marchio internazionale di gioielli di lusso, che ha tagliato e lucidato la maggior parte dei 20 diamanti più grandi di questo secolo.

Mr. Laurence Graff
Mr. Laurence Graff (graff.com)

Per modellare questa pietra da 302.37 carati, infatti, la famosa gioielleria britannica, che ha acquisito la gemma a settembre 2017 per 53 milioni di dollari da William Lamb, ex presidente e ceo di Lucara, ha impiegato 18 mesi facendo costruire uno scanner apposito per consentire ai suoi gemmologi di analizzare tutte le informazioni necessarie a determinarne il taglio migliore.

Una vera e propria sfida per i gemmologi, che non avevano mai analizzato una pietra così grande, e con la nuova attrezzatura hanno avuto la possibilità di esplorare in profondità il diamante. Senza alcun margine di errore: dopo mesi di analisi, il piano per tagliare e lucidare il diamante era così preciso che non c’era spazio per imprecisioni e ci sono volute centinaia di ore solo per lucidare la sfaccettatura del tavolo (la più grande situata nella parte superiore del diamante). Sono stati lucidati in totale 66 diamanti “satellite” dal diamante grezzo di fama mondiale, con dimensioni che vanno da uno a oltre 26 carati.