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Roberto Gualtieri ministro dell’Economia, quando Politico lo definiva “il più efficace dell’Europarlamento”

di Forbes.it

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La redazione di Forbes.Leggi di più dell'autore
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roberto gualtieri
Roberto Gualtieri (Imagoeconomica)

Roberto Gualtieri è il nuovo ministro dell’Economia del governo Conte Bis. Sconosciuto ai più, Gualtieri è considerato invece uno dei politici italiani più influenti a livello europeo. Tanto che recentemente l’autorevole rivista Politico l’ha definito “il più efficace legislatore del Parlamento Europeo”.

Eurodeputato dal 2009 e membro della direzione nazionale del Partito Democratico, è stato il Presidente della Commissione per i Problemi Economici e Monetari oltre che membro del team negoziale del Parlamento Europeo sulla Brexit. In questi ruoli ha negoziato il piano europeo per gli investimenti ed è il relatore del nuovo programma InvestEu. E’ anche ai primi posti per presenze in aula e numero di rapporti redatti.

E’ professore associato di Storia contemporanea all’Università di Roma “La Sapienza”, ed è autore di numerosi libri e articoli sulla storia politica ed economica del XX secolo e sull’integrazione europea. E’ stato a lungo vicedirettore della Fondazione Istituto Gramsci e uno dei tre relatori del convegno che ha dato il via alla costruzione del Partito Democratico e ho fatto parte della commissione di saggi nominata da Romano Prodi che ne ha redatto il primo “manifesto”.

“In prima linea nella battaglia per politiche economiche più espansive, sono tra gli artefici dell’introduzione e attuazione delle nuove regole sulla flessibilità”, spiega Gualtieri sul suo sito internet. Dove è presente anche una sorta di sua linea programmatica: “Intendo proseguire il mio impegno per fare della sostenibilità ambientale e sociale l’architrave delle politiche europee, per riformare il Patto di stabilità a partire dalla golden rule per gli investimenti, per riformare l’eurozona e dare vita a un vero governo economico dell’euro dotato di una adeguata capacità di bilancio che alimenti una indennità europea di disoccupazione, per introdurre una tassazione adeguata dei giganti mondiali dell’economia digitale”.