
Una delle misure più consistenti della legge di Stabilità 2018 è il finanziamento del Bonus Cultura per i diciottenni: 500 euro da spendere in libri, teatro, cinema, corsi, spettacoli, musei e musica per i nuovi maggiorenni. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, che molto si è impegnata per rifinanziare il provvedimento introdotto lo scorso anno, ha dichiarato che “ogni volta che un giovane entra in una libreria e grazie al bonus cultura acquista un libro, il nostro paese è più ricco”. In realtà questa conclusione non è così scontata, anche perché il bonus cultura costa circa 300 milioni di euro. Se dopo questa spesa il Paese, nel suo complesso, diventa più ricco o più povero dovrebbe essere il frutto di una valutazione dei dati, per vedere se i risultati coincidono con le intenzioni alla base del provvedimento.
Innanzitutto è il caso di partire dall’inizio, dai motivi che hanno spinto il governo ad adottare questa misura. Molti non lo ricordano, ma il bonus è nato come misura anti-terrorismo in seguito alla strage islamista del Bataclan, che il 13 settembre 2015 ha insanguinato la Francia: “La risposta al terrore dell’Italia non può essere solo securitaria” – disse l’allora premier Matteo Renzi – “per ogni euro in più investito sulla sicurezza deve esserci un euro in più investito in cultura”. Per fortuna l’Italia non ha subìto attentati terroristici, ma neppure il più affezionato sostenitore del Governo potrebbe pensare che il merito sia dei 500 euro attribuiti ai diciottenni per un solo anno.
L’altro scopo del bonus era quello di stimolare l’interesse dei neo diciottenni per la cultura e su questo punto ci sono diversi dati che possono indicare una risposta più fondata. Secondo i dati forniti dal ministero dei Beni culturali, con la legge di Stabilità 2017 il governo aveva stanziato per il Bonus Cultura circa 287 milioni di euro destinati ai 575mila nati nel 1998. Di questi si sono registrati solo 351mila aventi diritto, circa il 60% del totale. Vuol dire che due ragazzi su 5 (il 40%) non hanno richiesto i 500 euro, facendo scendere il plafond impegnato da 287 a 175 milioni (con un risparmio di 112 milioni). I ragazzi hanno comprato molti libri, biglietti per i concerti musicali e per il cinema, molti hanno rivenduto su internet i biglietti a metà del valore nominale, altri – come documentato anche da servizi televisivi – si sono messi d’accordo con gli esercenti per acquisti fittizi. Era immaginabile che sarebbe successo qualcosa del genere. Nonostante questo, il budget di 500 euro era così elevato che i 175 milioni non sono ancora stati spesi tutti, anche se c’è tempo fino a fine anno per consumare il bonus e c’è da immaginare che la misura anti-terrorismo del governo tornerà utile per i regali natalizi.





