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Strategia 28 ottobre, 2018 @ 5:24

I 10 comandamenti di Barabino

di Forbes.it

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Luca Barabino

Impeccabile. Un aplomb cordiale. Una professionalità e una preparazione quasi maniacali. Anzi, senza quasi. Luca Barabino è così, almeno da 34 anni, da quando cioè ha aperto i suoi uffici a Milano. Chi vuole vederlo in una versione (umana) insolita deve andare a cercarlo su Youtube quando si scioglie, braccia al cielo, per un goal del suo Genoa in un derby storico con la Sampdoria vinto all’ultimo minuto. Designer, dirigente, persino politico, Luca prima di diventare Barabino & Partners ha assorbito il meglio delle esperienze che un giovane può fare. Poi le ha messe a frutto. Oggi ha il controllo ed è il ceo di un gruppo leader in Italia nella comunicazione d’impresa, la più importante realtà italiana a livello internazionale con società operative e uffici anche in Uk, Germania, Belgio, Usa.

In Italia, di fatto, Barabino ha introdotto la comunicazione corporate e finanziaria che lo ha visto protagonista in molte delle più significative operazioni avvenute negli ultimi 20 anni nel Paese. Forbes gli ha chiesto di trarre dall’esperienza individuale poche regole per creare un’azienda di successo che rappresentino anche un percorso di storia personale. Eccole.

Dare

Dai che poi ricevi. Perché ti mette in una situazione di serenità. Ti senti a posto con te stesso. Per primi i dipendenti e colleghi, i clienti e il mercato. Ma anche gli amici: sono la tua storia, la tua vita. E non dimenticarti dei più deboli.  Nei tuoi percorsi, progetti e sogni di impresa, tieni a mente il verbo dare. È il propellente per il successo e ci sarà il tempo per ricevere.

Tempo

Maggior impegno, allenamento, tempo dedicato vuol dire maggiore probabilità di successo. Con onestà è utopistico pensare che il successo sia work life balance (la capacità di bilanciare in modo equilabrato il lavoro e la vita privata). Non ho mai creduto a chi “lavora il giusto per mantenere la mente fresca”. Oggi per eccellere devi fare e dare qualcosa in più degli altri. Lo sport insegna: il talento naturale non basta. L’allenamento trasforma un atleta dotato in campione.

Distacco dal denaro

Nel mio percorso di imprenditore pur consapevole che una sana impresa si basi sul profitto, il denaro è stato sempre un elemento correlato e conseguente del mio percorso. Probabilmente e paradossalmente ciò mi ha aiutato a rendere l’impresa più profittevole. Sempre. Da 34 anni.

Reputazione

Nella propensione al rischio d’impresa ho sempre messo al primo posto la reputazione, così come la motivazione a mantenere l’impegno, la garanzia di ciò che ho promesso ai dipendenti, al mercato e ai clienti. La parola data, la stretta di mano è un valore, anche ai tempo di industria 4.0. La reputazione non è il politically correct, è molto di più.

Ascolta (molto) e gratifica (il giusto)

Dentro l’azienda perché ascolto vuol dire comprendere flussi e clima, meta-messaggi e dinamiche, priorità e pensiero laterale, ma anche gratificare e motivare. Fuori dall’azienda perché la nostra arena, il campo da gioco, è l’esterno. Bisogna comprendere trend, tendenze, aspettative, argomenti e cosa passa per la testa delle persone. Il mercato non è il tuo tavolo riunioni, le tue convinzioni, i tuoi fogli di excel. Il mercato è il territorio, il mondo e la capacità di intuire anticipatamente le tendenze. Gratifica gli altri, e se riesci e puoi, anticipa le aspettative di chi hai di fronte: dipendenti, clienti, mercato. È di una forza stratosferica.

Cura del dettaglio

È la cura del dettaglio che fa guadagnare prestazione, consenso, tempo. Così come nello sport: per un dettaglio – cercato, provato e riprovato – un atleta vince le Olimpiadi per un centesimo di secondo e passa alla storia.

Perseveranza e determinazione

L’impresa di valore corre le maratone e non i 100 metri. Non va mai svuotata e prosciugata di valore e valori, va costantemente irrorata di attenzioni cure e talenti. Senza aver paura che i nuovi talenti siano più smart di te.

Senso di appartenenza

Lo hai vissuto, lo hai sempre pensato, fin da ragazzino quando negli sport di squadra comprendevi (grazie a papà e mamma) che lo spogliatoio e l’impegno con e verso gli altri compagni di squadra, fosse determinante per il successo. Il vero team building, la vera molla di un’azienda di consulenza (dove il motore e lo stabilimento sono gli individui) è il clima: costruiscilo positivo e preservalo. Fanne uno stile di vita, che diventi insito nella quotidianità di azienda.

Partnership

È stato così dal primo giorno. Forse la visione più chiara. Chiamare la società Barabino & Partners non era un vezzo per apparire numerosi. Era una scelta: un’impresa di servizi e di consulenza vive di partnership. B&P è stata pensata così anche quando ero solo. Partnership vera, fattuale, non formale: condividere l’obiettivo finale anche con chi imprenditore non è nato, condividerne quindi il risultato. Senza i Partners l’azienda oggi non sarebbe la stessa.

Indipendenza

Per me e per noi è stato uno storico valore. Anzi il senso del profitto è sempre stato cercato in funzione dell’indipendenza. Dopo 34 anni, comprendiamo ancor più il senso di questa scelta in parte inconscia, ma naturale. Non è una critica a chi ha ceduto il capitale, perché può razionalmente arrivare tale momento. Per tutti. Ma nella quotidianità, la consapevolezza di potersi muovere con indipendenza è aria pura e di alta montagna per l’impresa. È libertà.