Perché l’Italia è incapace di attrarre immigrazione qualificata

immigrati verso l'Europa
(Shutterstock)
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immigrati verso l'Europa
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“Lei è troppo qualificato per svolgere questo lavoro”: è la frase che spesso i candidati si sentono rivolgere dai recruiter durante i colloqui di lavoro. Il fenomeno è divenuto tanto rilevante da spingere l’Ocse a dare una definizione del tasso di sovraqualificazione: la percentuale di persone altamente istruite che hanno un posto di lavoro classificato dagli standard internazionali ISCO come basso o medio qualificato.

L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha posto, in particolare, l’attenzione sugli immigrati in Europa: un terzo di quelli più istruiti sono troppo qualificati per i lavori che svolgono. Il tasso di sovraqualificazione è molto alto nel Sud Europa, in nazioni come Grecia, Italia e Spagna.

Nella pratica l’Ocse non dice che gli immigrati giunti in Italia sono necessariamente tutti lavoratori qualificati, ma che una percentuale molto ampia tra coloro che hanno ricevuto nel Paese di origine un’istruzione superiore non riesce a trovare un’occupazione all’altezza dei titoli conseguiti. Nel nostro paese, come dimostra il grafico realizzato da Statista sui dati Ocse e riportato di seguito, il 51% circa degli immigrati con una buona istruzione ha infatti un lavoro poco qualificato. Uno dei motivi che potrebbe contribuire a spiegare perché l’Italia è incapace di attrarre immigrazione qualificata al contrario di Germania o Regno Unito (dove le percentuali scendono rispettivamente al 31,4 e al 31,6%): Paesi che sono evidentemente in grado di offrire maggiori opportunità a chi sceglie di iniziarvi una nuova vita.

Il fenomeno della sovraqualificazione riguarda ovviamente anche i nati in Italia, seppur in una percentuale minore (16,9%). Anzi, con solo riferimento ai  “native-born” il nostro Paese sarebbe – secondo la statistica – tra i migliori al mondo per corrispondenza tra occupazione e grado di istruzione.

Grafico sulla sovraqualificazione

Quello della sovraqualificazione, neologismo citato anche dalla Treccani, è un fenomeno sempre più diffuso nei paesi sviluppati. Dove una parte consistente dei lavoratori sono più istruiti di quanto sia necessario per svolgere il proprio lavoro. Come ha notato Niall McCarthy, giornalista esperto di analisi dati di Forbes.com, la sovraqualificazione “può avere effetti positivi evidenti, come un dipendente che lavora a un livello più alto, ma può tradursi anche in aspettative salariali più elevate, minore soddisfazione e una maggiore probabilità che lo stesso dipendente possa lasciare l’azienda”.

 

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