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Investimenti 5 febbraio, 2019 @ 4:30

Slack ha finalmente deciso. La quotazione in Borsa sarà il prossimo passo

di Daniel Settembre

Staff writer, Forbes.it

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Giornalista di Blue Financial Communication, dove cura contenuti per i prodotti editoriali del gruppo Bluerating, Private e Forbes Italia. Con un passato alla redazione televisiva di Class CNBC, è cresciuto professionalmente scrivendo di finanza, asset management, fintech e consulenza finanziaria. Appassionato di cinema, noiosi romanzi classici e videogames, è anche consulente editoriale. chiudi
La sede di Slack a San Francisco, Usa. (Shutterstock.com)

Lunedì Slack ha presentato la documentazione per la quotazione alla Securities and Exchange Commission, la Consob americana. L’azienda, fondata nel 2013 da Stewart Butterfield e Cal Henderson e famosa per il suo software di collaborazione e chat aziendale, ha raggiunto recentemente una valutazione di $ 7 miliardi.

Tra gli investitori può contare su venture capital di comprovato valore come Kleiner Perkins, Google GV, SoftBank, Accel Partners e Andreessen Horowitz. Secondo Crunchbase ad oggi la società, che conta 10 milioni di utenti attivi ogni giorno ed è al secondo posto nella classifica Cloud 100 del 2018 di Forbes , ha raccolto $ 1,2 miliardi di capitale.

Ci saranno ora da capire le tempistiche, visto che la Sec è rimasta chiusa per gran parte del mese di gennaio a causa del discusso shutdown negli Stati Uniti – il blocco delle attività amministrative. Molte delle società che hanno presentato la documentazione necessaria per la quotazione non hanno infatti ancora ricevuto feedback o hanno subito ritardi nel loro processo di ipo.

Il co-fondatore di Slack, Cal Henderson (Noam Galai/Getty Images for TechCrunch)

In ogni caso Slack potrebbe anticipare la stagione delle quotazioni dei cosiddetti Decacorn, startup valutate sopra i $ 10 miliardi. Nel 2018 le new entry sui listini americani sono state 231 – ben 55 di queste erano aziende del comparto tecnologico – con più di $ 60 miliardi raccolti. Ma la cifra potrebbe essere facilmente superata nel 2019 visto che per quest’anno è infatti previsto il debutto record di Uber, il servizio di trasporto taxi su app, che potrebbe raggiungere una valutazione di $ 120 miliardi. Un’ipo che si classificherebbe come una delle cinque più grandi di sempre. Le tempistiche però non sono ancora state precisate.

La strada per la quotazione, invece, è già stata imboccata da Lyft. La società californiana di trasporti statunitense, poco conosciuta in Italia, ha presentato la documentazione alla Sec a dicembre scorso e, secondo Bloomberg, la valutazione potrebbe assestarsi tra i $ 18 e i 30 miliardi. Lyft starebbe già collaborando con JPMorgan, Credit Suisse e Jefferies Financial Group per il debutto in Borsa che dovrebbe avvenire tra marzo e aprile.

Sotto i riflettori anche Airbnb. La società fondata da Brian Chesky, Nathan Blecharczyk e Joe Gebbia ha raggiunto una valutazione di $ 31 miliardi, a fronte di finanziamenti finora raccolti di $ 4,4 miliardi, l’ultimo dei quali a maggio del 2017. Ma nel frattempo la valutazione sarebbe cresciuta fino a $ 38 miliardi.

Sebbene non attiri su di sé la stessa attenzione mediatica di Airbnb e Uber, anche Pinterest potrebbe quotarsi nel corso del 2019. Il social network basato sulla condivisione di fotografie, ha una valutazione di $ 12,35 miliardi e l’ipo potrebbe concretizzarsi nella seconda metà del 2019. Infine, anche Palantir potrebbe far parte del club. La software company californiana sarebbe valutata intorno ai $ 41 miliardi.