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Tecnologia 3 giugno, 2019 @ 9:30

Il bonifico a valore aggiunto dell’era digitale

di Marco Barlassina

Direttore, Forbes.it

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Giornalista professionista, prima di dirigere Forbes.it, ha diretto periodici specializzati nella finanza personale, nel risparmio gestito e nel Fintech. Dal 2008 al 2013 si è occupato del coordinamento editoriale dei siti Finanza.com, collaborando allo sviluppo dell’area editoriale delle testate online borse.it e finanzaonline.com. È laureato in Economia delle istituzioni e dei mercati finanziari presso l'Università Bocconi di Milano. chiudi
Donato Vadruccio, fondatore di Plick. (Courtesy Plick)

“Volevamo creare un servizio per le banche e per i loro clienti che non prevedesse vincoli nell’effettuare pagamenti in tutta Europa senza la necessità di essere all’interno di un circuito”. Esordisce così Donato Vadruccio, fondatore di Plick, metodo che consente di inviare pagamenti direttamente dallo smartphone. Detta così potrebbe suonare come un’applicazione simile a tante altre nate nel mondo dei pagamenti negli ultimi tre anni, se non fosse che Plick ha caratteristiche uniche, almeno per quanto riguarda il Vecchio continente.

Innanzitutto non prevede limitazioni all’importo trasferibile e in secondo luogo non comporta la necessità di conoscere l’Iban del beneficiario. Di più: non è necessario scaricare nuove app o registrarsi ad alcun servizio e consente di impostare una data futura di pagamento. Sono infatti le banche ad aderire al sistema e ad offrirlo ai loro clienti. La casa madre di Plick, Paydo, ha sviluppato una tecnologia brevettata che “è un’evoluzione del servizio bonifico, con la differenza che è irrevocabile, non può essere annullato salvo che il beneficiario non rifiuti, mentre in luogo dell’Iban viene utilizzato un alias che è il numero di cellulare o l’indirizzo mail del beneficiario”, spiega Vadruccio.

Con l’irrevocabilità chi deve ricevere le somme, anche se non correntista di una banca aderente, potrà godere della sicurezza del buon fine dell’operazione. Riceverà un alert sul cellulare, dopo di che avrà 30 giorni di tempo per incassare il Plick (il nome del pagamento, oltre che del servizio). Una volta ricevuto l’alert, se accetterà il pagamento potrà vedere in tempo reale l’esito della transazione. “Per creare Plick siamo partiti dall’esperienza d’uso dell’assegno, sia bancario che circolare, mantenendone i vantaggi
e offrendo un’esperienza digitale, sicura e istantanea anche nell’esito”. Quello di Plick può dunque essere considerato un sistema complementare rispetto a quello delle carte di credito o dei circuiti. “È usato per pagamenti più corposi che vanno dalla donazione agli acquisti più importanti. La transazione media è di 500 euro, partendo da poche decine a 40mila euro”.

Il fattore chiave parlando di cifre tanto consistenti è per forza di cose la sicurezza. “Da questo punto di vista abbiamo utilizzato tutti gli standard noti a oggi, anche grazie al supporto del team di PwC che ha lavorato con noi in fase di creazione del servizio. L’infrastruttura tecnologica è ospitata da Cedacri ed esistono livelli di sicurezza crescenti al salire degli importi. Inoltre, se mai un Plick dovesse essere intercettato da un terzo c’è un codice di sicurezza ulteriore che verrà ricevuto dal beneficiario. Tutto quindi è tracciato”.

Gli utilizzatori del servizio ad oggi sono Banca Mediolanum, la prima ad adottarlo, e altre quattro banche, ma entro fino anno saranno già una decina ed entro l’estate anche A2A Energia utilizzerà Plick per i rimborsi verso tutti i clienti.