In 10 anni i robot metteranno a rischio oltre 20 milioni di posti di lavoro

Robot e lavoro
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Robot e lavoro

Robot vs persone. A vincere la sfida, a lungo termine, potrebbero essere le macchine. Robot dalle sembianze umane, con all’interno tecnologie sempre più sofisticate sino a comprendere forme di intelligenza artificiale, daranno un forte input ai profitti aziendali. Chi ne pagherà le spese saranno però i lavoratori.

Sostituire la forza lavoro umana con le macchine è una tendenza già in atto che però, negli ultimi due decenni, ha visto triplicare il numero di robot in uso nel mondo sino a toccare i 2,25 milioni di unità. Tuttavia, di pari passo con la rapidissima evoluzione tecnologica che oggi investe ogni settore, questi numeri stanno aumentando in maniera esponenziale generando dirompenti conseguenze. A confermarlo uno studio realizzato dalla Oxford Economics, società inglese specializzata in studi previsionali a livello globale e analisi quantitativa.

How Robots Change the World” è il nome del report che sta allarmando i lavoratori, e non solo, dall’America al Regno Unito. I ricercatori, infatti, hanno stimato che, entro il 2030, 20 milioni di posti di lavoro nel settore manifatturiero a livello mondiale potrebbero essere affidati ai robot, di cui 14 milioni solo in Cina.

Questo passaggio di consegne forzato dall’uomo alla macchina colpirà maggiormente i lavoratori meno qualificati e le regioni più povere che su queste figure fondano la propria economia. Ciò si tradurrà quindi in un aumento della disuguaglianza di reddito, aggravando gli stress sociali ed economici e ponendo sfide politiche ardite.

La nostra ricerca – ha dichiarato un membro del team – mostra che gli effetti negativi della robotizzazione saranno sproporzionatamente sentiti nelle regioni a basso reddito rispetto alle regioni a più alto reddito dello stesso paese.”

Tuttavia, l’aumento dei robot sarà anche vantaggioso in termini di produttività e crescita economica, portando alla creazione di nuovi posti di lavoro più specializzati. I robot stanno diventando più economici di molti lavoratori umani. Secondo Oxford Economics, infatti il prezzo unitario medio per robot è calato dell’11% tra il 2011 e il 2016 e queste macchine sono sempre più capaci di funzionare all’interno di processi sofisticati e in contesti variegati. Oltre a considerare che la domanda di manufatti sta aumentando e un incremento della produzione attraverso l’inserimento di macchine sarà in grado di rispondere al mercato in maniera più efficace.