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Life 27 Gennaio, 2020 @ 11:00

Ollia Tzarina apre la frontiera dello skincare organico (di super lusso)

di Alessandro Turci

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Ollia Tzarina (Courtesy: Bio Lab Exotique)

Non è la ragazza della porta accanto. Anzi, è una Bond Girl con molto cervello e un’idea innovativa di bellezza: escludere drasticamente la chimica dai trattamenti estetici.

Ollia Tzarina è una Double O Seven della moda: il primo zero l’ha conseguito con la sua linea di pellicce sintetiche “Tzarina by Ollia” che in pochi mesi ha conquistato le star di Hollywood. Ha vestito Kylie Jenner e Jennifer Lopez, Ariana Grande e Beyoncé. Lo showroom di Milano, nel Quadrilatero, è stato la meta obbligata di un jet set per iniziati, prima che Ollia vendesse il suo brand, per una cifra rimasta riservata, ad un compratore indiano multi milionario.

Il secondo zero è recentissimo: il lancio di Bio Lab Exotique, trattamento skincare completamente organico. E di lusso, ovviamente.

Il 7 viene dalle città dove è cresciuta e ha vissuto stabilmente: Atene, Miami, Londra, San Pietroburgo, Milano, Dubai e adesso il Sud della Francia, che non è una città, ma le racchiude tutte, come i personaggi mitici ed elegantissimi di Scott Fitzgerald.

Milano e Firenze sono le sue città d’elezione. Se la prima ha fatto conoscere il suo nome negli ambienti che contano, la seconda esercita un fascino che non si limita alle influenze rinascimentali del gusto, ma attualizza un’idea di business in sintonia con l’eccellenza di marchi iconici della moda e della cucina; eufemismi per evocare Gucci e Massimo Bottura? Può darsi…

Ollia ha avuto l’intelligenza per capire che le pellicce, vere o sintetiche, non amano il pianeta e col fervore dei convertiti di talento (e la potenza economica di chi può muoversi dove vuole e quando vuole) è arrivata in Marocco, ad Agadir, per scoprire e acquistare campi di Argan.

Tzarina e il suo nuovo socio – il ricchissimo uomo d’affari pakistano Asghar Khan – hanno creato un processo in purezza. In un mercato saturo di prodotti Bio solo di nome o di etichetta, l’idea ha l’ambizione di sgombrare il campo dal biologico di sola facciata. Ollia ha voluto aggiungere “Exotique”, perché all’olio di base di Argan ha mescolato altri oli preziosi, rari ed esotici.

L’idea imprenditoriale è ambiziosa perché il rispetto dell’ambiente investe tutto lo sviluppo del prodotto, dalle condizioni di lavoro dei dipendenti in Marocco alla biodegradabilità dei flaconi. Certo l’Argan non è economico da estrarre e da lavorare a freddo, e dura meno dei prodotti che ricorrono alla chimica o agli oli minerali. Il posizionamento sul mercato è alto, come la visione d’altronde, tra i 40 e i 50 Euro.

Ollia ha tatuata su una falange la parola Zar; e in effetti la Zarina è tornata. Per lei – metà russa e metà greca – si potrebbero scomodare i versi di Esenin (non sono mai stato nel Bosforo ma l’ho visto nei tuoi occhi), eppure sembra più interessata alla bellezza degli altri che alla propria.

Non è nemmeno una influencer, o meglio è colei che influenza gli influencer dal momento che anche come fashion designer aveva il problema di apparire, spesso, più bella delle sue modelle celebratissime.

No, Ollia non è la ragazza della porta accanto. E stiamo parlando di cervello.

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