Mr Amuchina concentra le forze sulla produzione del disinfettante. E vigila sui prezzi

Francesco Angelini, presidente di Angelini Holding (Fonte immagine: angeliniholding.com)
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Francesco Angelini, presidente di Angelini Holding (Fonte immagine: angeliniholding.com)

“La percezione dell’emergenza del diffondersi del virus ha portato a un incremento della richiesta di Amuchina, che l’azienda è impegnata a soddisfare sia aumentando la propria capacità produttiva sia riorganizzando le attività industriali al fine di dedicarsi prevalentemente alla produzione di disinfettanti”. Lo spiega in una nota Angelini Pharma, produttore del disinfettante, chiarendo di avere a tal proposito già aumentato la produzione nello stabilimento di Ancona e di aver focalizzato la fabbrica di Casella sulla produzione di disinfettanti esternalizzando i detergenti.

Angelini Pharma, fondata da Francesco Angelini nel 1919 e oggi saldamente nelle mani della stessa famiglia, che Forbes Italia ha inserito nell’elenco delle “100 famiglie imprenditoriali” italiane, ha anche precisato che il prezzo ai propri canali diretti di tutti i prodotti a marchio Amuchina è rimasto invariato e non ha subito alcuna variazione rispetto al periodo pre-epidemia da Coronavirus.

Chiarimenti necessari dopo che negli ultimi giorni, a fronte di un aumento dell’esplosione della domanda legata all’emergere dei casi di Coronavirus in Italia, che ha causato una carenza del prodotto nei punti vendita e a casi di speculazione (soprattutto presso rivenditori online) con una confezione arrivata a valere anche più di 100 euro.

“L’azienda – si legge nella nota – è totalmente estranea ad alcuni ingiustificati rincari rilevati dai consumatori e segnalati anche dai media, verso i quali esprime una ferma condanna confermando di adoperarsi costantemente per assicurare che il prodotto raggiunga esclusivamente fornitori qualificati”.

L’Amuchina è nata negli anni ‘30 per combattere la tubercolosi che creava gravi problemi sanitari e sociali. Negli anni ’40, durante la seconda guerra mondiale, trova impiego nella disinfezione dell’acqua da bere. Negli anni ’50-’70 diventa il prodotto più utilizzato negli ospedali per la disinfezione delle macchine per dialisi e per la dialisi peritoneale (disinfezione delle sacche, connessioni a Y, oggetti, ecc.). Negli anni ’80, dopo l’epidemia di colera del sud Italia, diventa il disinfettante più usato per la disinfezione dell’acqua da bere e soprattutto di frutta e verdura.