Seguici su
Business 3 Marzo, 2020 @ 10:17

Perché le Borse mondiali stanno rimbalzando

di Massimiliano Carrà

Staff

Leggi di più dell'autore
chiudi

 

wall street (perché ha guadagnato dopo il coronavirus)
Getty Images

Dopo una settimana da incubo che ha mandato Wall Street indietro di 12 anni, precisamente alla crisi da Lehman Brothers, ieri i principali indici americani hanno reagito con forza ai timori legati al coronavirus e sono tornati in scia positiva. 

Tra i tre indici di riferimento, il Dow Jones è stato in assoluto il migliore di Wall Street, tant’è che ha guadagnato il 5,1%. Sulla stessa scia anche l’S&P500 e il Nasdaq che hanno fatto segnare un rally positivo rispettivamente del 4,6 e del 4,5 per cento. 

La corsa di Wall Street ha permesso, nell’ultima ora di contrattazioni di ieri, anche alle borse europee di rispondere alle paure legate al coronavirus e di ritornare parzialmente in carreggiata dopo diverse sedute in profondo rosso. 

Il nostro Ftse Mib, che ha aperto le contrattazioni di oggi in positivo del 2,5%, nella giornata di ieri, ha più che dimezzato le perdite e ha ceduto in definitiva l’1,5%. Bene anche Parigi, Londra e Francoforte, che oltre ad aver chiuso la giornata di ieri sopra la parità, al momento della scrittura stanno guadagnando circa il 2 per cento. 

I motivi dei guadagni di Wall Street

Anche se, ovviamente, è sempre difficile capire il perché dell’andamento dei mercati, tuttavia secondo Forbes.com ieri il guadagno fatto registrare da Wall Street va ricercato in un motivo ben preciso, o meglio, in un nome: Federal Reserve.

Infatti, come riporta Forbes.com, gli analisti di Goldman Sachs ritengono che la banca centrale americana taglierà nella prossima riunione del 18 marzo, forse anche prima, di 50 punti base i tassi di interesse. Tra l’altro questa mattina il presidente degli Usa Donald Trump sul suo profilo Twitter ha continuato il suo duro attacco contro la Fed proprio sul taglio del costo del denaro. 

Il futuro taglio dei tassi di interesse da parte della banca centrale americana, rilanciato dagli analisti di Goldman Sachs, arriva sulla scia d’apertura già fornita dalla Banca del Giappone e della Banca d’Inghilterra, che entrambe si sono dette pronte a rispondere con nuove misure agli effetti legati coronavirus.

Haruhiko Kuroda, governatore della Banca del Giappone, ha infatti dichiarato che la banca centrale “si adopererà per fornire ampia liquidità e garantire stabilità nei mercati finanziari attraverso operazioni di mercato appropriate e acquisti di attività”.

Vuoi ricevere le notizie di Forbes direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!