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Investimenti 12 Marzo, 2020 @ 5:45

Borsa Italiana sprofonda con la Bce che delude: il Ftse Mib chiude a -17%

di Massimiliano Carrà

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borsa italiana piazza affari ftse mib coronavirus

Il Ftse Mib non si rialza e mette a segno la peggior seduta della sua storia. Dopo aver tentato il rimbalzo nella giornata di ieri, chiudendo in positivo dello 0,33%, oggi il principale indice della Borsa Italiana ha ceduto il 16,92%, attestandosi al di sotto della quota dei 15mila punti.

Se la discesa di 11 punti percentuali, avvenuta lunedì scorso, era dettata da una parte dalle disposizioni contenute nel decreto ministeriale dell’8 marzo per combattere la diffusione del coronavirus e dall’altra dalla caduta dei prezzi del petrolio, il calo di oggi della Borsa Italiana e dei principali indici del vecchio continente (Parigi -11,83%, Francoforte -11,88%, Madrid -13,46%, Londra -10,21%) va ricercato in una serie di cause, comunque riconducibili al coronavirus.


Borsa Italiana e coronavirus: i motivi del calo di oggi

Oltre all’atteggiamento pessimistico dei mercati, più volte evidenziato da alcune società di asset management, che non permette ai principali indici europei di lasciare la scia negativa, il crollo di oggi può essere attribuito ad altri quattro motivi:

 

  • doppio crollo di Wall Street: nella giornata di contrattazioni di ieri ha ceduto circa il 5% (Dow Jones -5,68%, Nasdaq -4,37%, S&P500 -4,89%) e oggi – al momento della scrittura – sta perdendo l’8% (S&P500 -8,60%, Dow Jones -8,37% e Nasdaq -7,43%).
  • la decisione da parte del presidente statunitense Donald Trump di sospendere tutti i voli per l’Europa per un mese a causa del coronavirus (a esclusione del Regno Unito). 
  • le continue notizie negative che arrivano sempre sul fronte coronavirus: proprio ieri, infatti, l’Oms (Organismo Mondiale della Sanità) ha ufficialmente “valutato che Covid-19 può essere caratterizzata come una pandemia”. Senza dimenticare che ieri sera il premier italiano Giuseppe Conte ha comunicato la chiusura di tutti gli esercizi commerciali, a esclusione dei supermercati e delle farmacie.
  • le misure economiche dettate solo qualche minuto fa dalla Bce, che non hanno affatto convinto gli indici europei che hanno immediatamente ceduto un ulteriore 9% circa. Piazza Affari è passata da un calo di poco più del 5 per cento al 15 per cento.


Le misure delle Bce non convincono i mercati

Sicuramente uno dei motivi che ha mandato ko i mercati europei va ricercato nelle misure economiche adottate proprio nella giornata di oggi dalla Bce. La presidente Christine Lagarde ha deciso di non tagliare ulteriormente il costo del denaro. Misura che invece è stata adottata dalla Fed, e dalla Bank of Japan solo per citarne alcune.

Dunque, tassi fermi, ma altri 120 miliardi di acquisti di titoli da effettuare entro fine anno (che si aggiungono agli attuali 20 miliardi di euro al mese), e nuove aste di liquidità a lungo termine, Ltro e Tltro, da destinare in parte alle piccole e medie imprese, a condizioni più generose, già previste fino a luglio 2021. 

I prestiti concessi con questo strumento avranno un tasso di interesse inferiore di 25 punti base al tasso di riferimento – che attualmente è zero – che potrà però scendere fino a 25 punti base al di sotto del tasso sui depositi – oggi al -0,50% – per le banche che manterranno il loro livello di prestiti. Infine, le aziende di credito potranno chiedere fino al 50% del loro portafoglio prestiti.

Business 3 Marzo, 2020 @ 10:17

Perché le Borse mondiali stanno rimbalzando

di Massimiliano Carrà

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wall street (perché ha guadagnato dopo il coronavirus)
Getty Images

Dopo una settimana da incubo che ha mandato Wall Street indietro di 12 anni, precisamente alla crisi da Lehman Brothers, ieri i principali indici americani hanno reagito con forza ai timori legati al coronavirus e sono tornati in scia positiva. 

Tra i tre indici di riferimento, il Dow Jones è stato in assoluto il migliore di Wall Street, tant’è che ha guadagnato il 5,1%. Sulla stessa scia anche l’S&P500 e il Nasdaq che hanno fatto segnare un rally positivo rispettivamente del 4,6 e del 4,5 per cento. 

La corsa di Wall Street ha permesso, nell’ultima ora di contrattazioni di ieri, anche alle borse europee di rispondere alle paure legate al coronavirus e di ritornare parzialmente in carreggiata dopo diverse sedute in profondo rosso. 

Il nostro Ftse Mib, che ha aperto le contrattazioni di oggi in positivo del 2,5%, nella giornata di ieri, ha più che dimezzato le perdite e ha ceduto in definitiva l’1,5%. Bene anche Parigi, Londra e Francoforte, che oltre ad aver chiuso la giornata di ieri sopra la parità, al momento della scrittura stanno guadagnando circa il 2 per cento. 

I motivi dei guadagni di Wall Street

Anche se, ovviamente, è sempre difficile capire il perché dell’andamento dei mercati, tuttavia secondo Forbes.com ieri il guadagno fatto registrare da Wall Street va ricercato in un motivo ben preciso, o meglio, in un nome: Federal Reserve.

Infatti, come riporta Forbes.com, gli analisti di Goldman Sachs ritengono che la banca centrale americana taglierà nella prossima riunione del 18 marzo, forse anche prima, di 50 punti base i tassi di interesse. Tra l’altro questa mattina il presidente degli Usa Donald Trump sul suo profilo Twitter ha continuato il suo duro attacco contro la Fed proprio sul taglio del costo del denaro. 

Il futuro taglio dei tassi di interesse da parte della banca centrale americana, rilanciato dagli analisti di Goldman Sachs, arriva sulla scia d’apertura già fornita dalla Banca del Giappone e della Banca d’Inghilterra, che entrambe si sono dette pronte a rispondere con nuove misure agli effetti legati coronavirus.

Haruhiko Kuroda, governatore della Banca del Giappone, ha infatti dichiarato che la banca centrale “si adopererà per fornire ampia liquidità e garantire stabilità nei mercati finanziari attraverso operazioni di mercato appropriate e acquisti di attività”.

Investimenti 28 Febbraio, 2020 @ 12:50

Le Borse verso la peggiore settimana da Lehman Brothers

di Massimiliano Carrà

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coronavirus (crisi)
Oli Scarff – Getty Images

L’effetto coronavirus non si ferma e continua a causare ingenti perdite economiche giorno dopo giorno. Una crisi mondiale, come prospettato dall’agenzia di rating Moody’s, non è effettivamente uno scenario improbabile e le principali economie mondiali lo sanno. Dal Giappone a Wall Street, dall’Europa a Seul, il coronavirus ha costretto i mercati a mandare in fumo miliardi su miliardi. 

Gli effetti del coronavirus in Italia: a Piazza Affari pesa per 14 miliardi

Partendo proprio dall’Italia, il coronavirus ha mandato nel buio più totale il principale indice di Piazza Affari: il Ftse Mib. In meno di una settimana, esattamente dalla seduta di venerdì scorso a quella odierna (al momento in negativo del 3%), il principale paniere della Borsa Italiana ha visto vanificare oltre 14 miliardi di euro in termini di capitalizzazione. Al momento, tra l’altro, il Ftse Mib è ai minimi da luglio 2018.

Ieri il ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri a Radio 24 ha confermato che in risposta agli effetti del coronavirus “il governo è pronto utilizzare gli spazi di flessibilità, o meglio, di adattamento alle circostanze eccezionali”. Proprio per questo, ha rivelato Gualtieri, “stiamo lavorando a queste misure da diversi giorni, il primo decreto ci sarà già questa settimana, l’altro la prossima settimana”. 

Ovviamente, anche se questa può essere considerata una notizia positiva, l’intervento va a inserirsi in un contesto che già scontava un rallentamento dell’economia. A soffrire è così anche il debito, con l’impennata dello spread Btp-Bund oltre 160 punti e il rendimento del titolo decennale all’1,07%.

Gli effetti del coronavirus su tutta Europa

Il coronavirus ovviamente ha avuto degli effetti economici anche in tutta Europa. E i principali indici di Borsa del vecchio continente lo dimostrano.

Solo nella seduta di oggi, che ha aperto le contrattazioni da poco più di due ore, le principali borse del vecchio continente sono nel profondo rosso: Parigi -3,76%, Madrid -3,95, Francoforte -4,19% (al momento la peggiore), Londra -3,65%.

Come nel caso dell’Italia, l’andamento negativo dei principali indici europei è iniziato dalla seduta di venerdì scorso, ossia dall’inizio della diffusione del coronavirus. Dal 21 febbraio ad oggi Parigi ha ceduto l’8,86%, Madrid il 9,1%, Francoforte l’8,92% e Londra l’8,21%. Come ha affermato il nostro ministro dell’Economia Roberto Gualtieri non serve, quindi, solamente una risposta italiana al coronavirus, “ma una risposta comune e concertata da tutta l’Unione Europea”. 

Gli effetti del coronavirus Oltreoceano

Sorvolando l’Europa e andando Oltreoceano, sia ad est sia ad ovest, la situazione non cambia. Gli effetti del coronavirus si riflettono su tutte l’economie, anche su quella americana.

Crisi Wall Street: ieri la peggior seduta di sempre

Dopo un 2019 da record per Wall Street, che ha permesso ai tre principali indici di far segnare, seduta dopo seduta, nuovi massimi, anche a causa dello scivolone di alcuni dei titoli più importanti (dai grandi colossi tecnologici come Apple, Microsoft, Tesla, fino ad arrivare a Jp Morgan, Bank of America e Coca Cola), il Dow Jones ieri ha messo a segno la peggiore seduta di sempre in termini di punti in una singola seduta (quasi 1.200). 

Dalla chiusura delle contrattazioni di venerdì 21 a quella di ieri l’indice ha ceduto poco più dell’11%. L‘S&P500 non è stato da meno. Ieri, infatti, ha ceduto la medesima percentuale, il 4,4% scendendo sotto la soglia psicologica dei tremila punti. Ma non è tutto. Come nel caso del Dow Jones, l’S&P 500 dalla chiusura di venerdì ha ceduto circa l’11%, portando entrambi gli indici nel territorio di una correzione tecnica.

L’indice tecnologico Nasdaq, invece, ieri ha ceduto il 4,6 per cento. Anch’esso, come gli altri due indici principali di Wall Street, dalla chiusura di venerdì a quella di ieri ha ceduto quasi l’11%.

A causa di ciò Wall Street minaccia di chiudere la settimana peggiore dal 2008, ossia dalla grande crisi finanziaria legata allo scoppio della bolla dei mutui subprime che divenne poi la più grave debacle economica dalla Grande Depressione.  

Goldman Sachs a causa del coronavirus ha previsto una crescita azzerata per gli utili della Corporate America nel 2020 e un possibile, ulteriore calo ravvicinato della borsa del 7 per cento. Ha inoltre ammonito che “una più severa pandemia può portare a effetti più prolungati e a una recessione negli Usa”. 

Seul, Shanghai, Hong Kong, Tokyo: la crisi continua

Al di là dell’Oceano Pacifico le cose non migliorano, anzi continuano ad andare peggio, visto che comunque il coronavirus (che ormai ha contagiato 50 Paesi) ha iniziato la sua diffusione proprio nel continente asiatico, più precisamente, in Cina. Proprio Shanghai nella giornata di oggi ha ceduto per esempio il 3,55%, l’Hang Seng di Hong Kong  il 2,68%.

Male anche Tokyo. Questa mattina, infatti, dopo essere arrivata a cedere il 4,51% ha chiuso la seduta odierna in negativo del 3,67%. Ma non è tutto. Sempre nella giornata di oggi, Seul ha messo a segno una chiusura negativa del 3,35%, Singapore il 2,83% e Shenzen il 4,07%.  

Come difendersi dalla crisi e dagli effetti del coronavirus

Secondo Amundi, società di asset management francese, dopo che i mercati azionari sono stati la scelta migliore in questi mesi, adesso, a causa degli effetti del coronavirus e all’incertezza dettata da esso è preferibile puntare sui tassi Usa posizioni lunghe, sull’oro e sullo yen.

Questi, secondo Matteo Germano, chief investment di Amundi, sono “asset che fungono da bene rifugio nelle fasi di tensione, ma anche di protezioni su azioni e credito”. Anche il franco svizzero è un approdo consigliato. Sul fronte dei bond, è, invece, preferibile il debito societario europeo investment grade, sostenuto da fattori tecnici, come il Quantitative easing della Bce e la domanda degli investitori. 

Secondo quanto affermato da Hans-Jörg Naumer, director Global Capital Markets & Thematic Research di Allianz Global Investors, “la crescita deve essere stimolata subito, non frenata”. Tuttavia, anche se “siano già state adottate alcune misure a sostegno dell’attività, abbiamo motivo di ritenere che tali interventi non saranno sufficienti”. Questo perché “gli operatori del mercato attendono le prossime mosse della Federal Reserve e della Bce”.

 Infine, secondo quanto Naumer, “i settori più vulnerabili saranno quelli più esposti alle filiere asiatiche, mentre i “settori difensivi mostreranno probabilmente maggiore resilienza, come pure le obbligazioni governative, considerate beni rifugio”. 

Business 24 Febbraio, 2020 @ 10:06

Il coronavirus colpisce anche in Borsa: il Ftse Mib perde il 4%, su lo spread

di Massimiliano Carrà

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borsa italianaIl coronavirus ferma il Nord Italia e manda in picchiata la Borsa Italiana, in particolare il principale listino di riferimento: il Ftse Mib di Milano. Dopo la chiusura negativa di venerdì 21 febbraio (-1,22%), questa mattina l’indice più importante di Piazza Affari non è riuscito a rialzarsi ed è sprofondato sempre di più, aprendo in ribasso del 3,4%.

Il Ftse Mib a Piazza Affari dopo un’ora di contrattazioni perde il 4%, seguendo quindi la scia della Borsa di Seul che a causa dei nuovi 161 casi di coronavirus ha chiuso negativamente questa mattina. L’indice Kospi ha infatti ceduto il 3,84%.

Borsa Italiana: diversi i titoli sospesi del Ftse Mib

Vista un’apertura così negativa, sono tanti i titoli quotati in Borsa Italiana, e precisamente all’interno del paniere del Ftse Mib, che sono stati sospesi dalla Consob per eccesso di ribasso. Tra questi: CNH Industrial (-5,03%), Ferragamo (-7,27%), Finecobank (-6,71%) e Saipem (-6,79%).

I peggiori del FTSE MIB nel momento in cui si scrive sono però altri sei titoli. Tre di questi hanno aperto le proprie contrattazioni solo da qualche minuto e sono nell’ordine: Amplifon (-10,27), Azimut (-8,80%)  e Banco BPM (-6,85%). A questi però si aggiungono anche il titolo Juventus che sta facendo segnare un andamento negativo del 9,95%, Pirelli che sta cedendo il 7,64% e infine il titoli Nexi che sta invece perdendo il 7,10%.

Effetti coronavirus: sale anche lo spread 

Oltre all’andamento negativo in Borsa Italiana del Ftse Mib, anche lo spread tra Btp e Bund risente degli effetti del coronavirus. Nelle prime battute il differenziale di rendimento tra titoli decennali italiani e omologhi tedeschi si è ampliato rapidamente di circa 10 punti base. 

Se infatti venerdì si era attestato sotto i 135 punti base, adesso si trova in area 146,5 punti base, pari a un +9,25%. Oltre al FTSE Mib, che comunque al momento è maglia nera d’Europa, anche nei principali listini del vecchio continente sono scattate le vendite: Parigi perde il 2,8%, Madrid scivola del 2,25%, Londra arretra del 2,1% e Francoforte del 2,6 per cento.

Business 18 Febbraio, 2020 @ 11:46

Intesa Sanpaolo tenta la scalata e Ubi decolla in Borsa, tonfo per Bper

di Massimiliano Carrà

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Il grattacielo di Intesa Sanpaolo a Torino
Il grattacielo di Intesa Sanpaolo progettato da Renzo Piano a Torino
(© Giorgio Perottino)

Intesa Sanpaolo sorprende tutti e tenta l’assalto a Ubi Banca. Ieri notte, infatti, la banca guidata da Carlo Messina ha sconvolto i sonni del mercato bancario e degli investitori lanciando un’offerta pubblica di scambio volontaria e totalitaria proprio su Ubi banca. Una mossa quella da parte da Intesa Sanpaolo e dal suo cda che arriva all’indomani della presentazione del nuovo piano industriale al 2022 da parte di Ubi che prevede, tra l’altro, 2000 esuberi.

È importante evidenziare che l’offerta di Intesa Sanpaolo per rilevare la totalità delle azioni di Ubi Banca non era concordata e ambisce, secondo quanto spiega in un comunicato la banca guidata da Messina, “a rafforzare il profilo del gruppo come principale operatore bancario in Italia”.

Intesa Sanpaolo-Ubi Banca: le reazioni in Borsa

Oltre ad aver attirato l’attenzione del mercato bancario italiano, l’offerta pubblica di scambio volontaria e totalitaria presentata da Intesa Sanpaolo sta monopolizzando l’interesse degli investitori e della Borsa Italiana.  Questa mattina dopo che il titolo Ubi banca è stato sospeso dalle contrattazioni per eccesso di rialzo, nel momento in cui si scrive sta volando e sta facendo registrare una crescita del 28%. Il prezzo delle azioni è infatti passato da 3,49 euro per azione (registrato alla chiusura della seduta di Borsa di ieri) a 4,26 euro per azione.

L’andamento positivo in Borsa del titolo Ubi però non è limitato solamente ad oggi. Nel giro di poco meno di un mese, precisamente dal 31 gennaio al 17 febbraio, le azioni sono andate incontro a un rialzo del 29,2%. Ciò significa che, includendo il guadagno di oggi, il titolo Ubi banca in 18 giorni è cresciuto del 57%.

A festeggiare però non sono solamente gli investitori di Ubi banca, ma anche quelli di Intesa Sanpaolo. Il titolo della banca guidata da Messina (anch’esso quotato sul FTSE Mib) sta facendo registrare al momento della scrittura una crescita del 2%, con il prezzo delle azioni che è passato da  2,45 euro per azione a 2,58 euro per azione.  Come nel caso di Ubi banca, anche la crescita del titolo di Intesa Sanpaolo non è limitata ad oggi, anzi. Dal 31 gennaio (quando il prezzo delle azioni si attestava a 2,24 euro per azione) ad oggi il primo gruppo bancario italiano in Borsa è andato incontro a un rally positivo del 15%.

Tonfo in Borsa invece per Bper

E se da una parte Intesa Sanpaolo e Ubi banca volano in Borsa, lo stesso non si può dire per Bper banca, anch’essa coinvolta nella maxi operazione. Quotato sul principale listino di Piazza Affari, il titolo della banca emiliana sta infatti cedendo il 7,67%. Se ieri alla chiusura delle contrattazioni di Borsa il prezzo delle azioni era di 4,64 euro per azione, oggi si attesta a 4,28 euro per azione. Ciò dimostra che gli investitori non sono convinti del ruolo che giocherebbe Bper. Per evitare contestazioni da parte dell’Antitrust infatti la banca emiliana potrebbe acquisire 500 filiali di Ubi.

Nel complesso, invece, positive le reazioni in Borsa di Unipol e UnipolSai, quest’ultima direttamente coinvolta nell’operazione. Come nel caso di Bper, per evitare contestazioni da parte dell’Antitrust, UnipolSai Assicurazioni ha sottoscritto con Intesa un accordo per l’acquisizione di rami d’azienda riferibili a una o più compagnie assicurative attualmente partecipate da Ubi Banca (BancAssurance Popolari, Lombarda Vita e Aviva Vita).

I dettagli dell’operazione Intesa Sanpaolo-Ubi banca

Entrando nel merito dell’operazione che porterebbe Intesa Sanpaolo ad acquisire la totalità delle azioni di Ubi Banca, il primo gruppo bancario italiano – nel comunicato stampa diramato – ha dichiarato che per ogni 10 azioni di Ubi banca portate in adesione all’offerta saranno corrisposte 17 azioni ordinarie di Intesa Sanpaolo di nuova emissione, valorizzando quindi Ubi 4,86 miliardi di euro.

La cifra corrisponde ad un premio del 27,6% sui valori di Borsa di venerdì 14 febbraio pari a 3,3333 euro. Il cda di Intesa Sanpaolo sottoporrà all’assemblea straordinaria (convocata per il 27 aprile), la proposta di aumento di capitale a servizio dell’offerta.