L’azienda che dà ossigeno al nuovo ospedale nella Fiera di Milano

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Sapio, l'azienda che darà ossigeno all'ospedale di Fiera Milano
Impianti di stoccaggio Sapio (Courtesy Sapio)

“Respirare il futuro”. Non è stato mai così attuale lo slogan del gruppo Sapio, una realtà nata nel 1922 da due famiglie di Monza, Dossi e Colombo, e oggi tra i leader nella produzione di gas tecnici e medicinali, ovvero anche nella produzione di ossigeno, quell’ossigeno fondamentale per poter garantire la respirazione ai malati di covid19, e non solo.

Il gruppo Sapio – 550 milioni di euro di fatturato nel 2019, 1800 dipendenti, e una presenza non solo in Italia ma anche in Francia, Germania, Spagna, Slovenia e Turchia – è impegnato a soddisfare le esigenze, crescenti, dovute all’emergenza sanitaria covid19 che sta colpendo il nostro paese. Non si è mai fermata, anzi.

Alberto Dossi, presidente di Sapio (Courtesy Sapio)

A parlare, con determinazione e sensibilità, è il presidente del gruppo, Alberto Dossi: “Stiamo svolgendo la nostra attività facendo tutto il possibile e anche di più. Siamo una azienda che vuole svolgere, in questo momento particolare di emergenza, in primis il ruolo di impresa sociale, un passo dietro ai medici e agli infermieri. Noi ci siamo. Vogliamo aiutare il più possibile chi ha bisogno, chi è malato, chi sta lottando per vivere.”

Se chi ha bisogno dell’ossigeno per vivere solitamente necessita dai 2 ai 5 litri al minuto di ossigeno, invece il malato covid19, in terapia intensiva, necessita dai 10 ai 15 litri al minuto di ossigeno. Sapio sta così potenziando gli impianti di stoccaggio ed erogazione negli ospedali delle zone più colpite in Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Piemonte, e si sta preparando per fare altrettanto al centrosud.

Anche per questo il gruppo Sapio ha scelto di allearsi con Allianz per #diamossigenoaMilano, hashtag con cui viene lanciato il progetto solidale che, spiega Dossi “attraverso questa partnership, ci consente di fornire  al nuovo Ospedale che sorgerà in Fiera Milano – venerdì 27 aprirà i primi 4 moduli, da 7 e 10 posti di terapia intensiva – la rete distributiva e i gas necessari, ossigeno compreso. Garantiremo la donazione di ossigeno fino a quando permarrà l’emergenza coronavirus. In questo ospedale, che sta per nascere, e che ci tengo a precisare non sarà un ospedale da campo, ma un ospedale a tutti gli effetti e con tutti i criteri, a regime, saranno 220 i posti di terapia intensiva.”

E intanto la Sapio non abbandona neanche la città di Bergamo, prosegue Dossi: “Tra sabato e lunedì scorso, siamo riusciti a fornire a Bergamo 100 contenitori a sistema liquido di ossigeno. So che ne necessitano altri, e so che non solo a Bergamo, ma stiamo cercando di soddisfare le richieste nonostante le difficoltà che vanno dal reperire materiali come bombole e contenitori, alla logistica. Le difficoltà per le aziende in questo momento sono molteplici ma ci adoperiamo e non molliamo.”

La pandemia è globale, i numeri sono elevati, i sacrifici richiesti si incontrano anche con l’etica. Dossi, conclude: “Certamente il sacrificio, che continua ad essere un elemento essenziale per la vita, e che ognuno di noi sta compiendo, è per il bene del Paese. Alcune cose sono difficili, ma devono essere fatte. Ci vuole impegno, costanza. Ora sopportiamo i costi dell’emergenza e aiutiamo a risolvere un problema che nessuno voleva.”