Termoscanner per la Fase 2: cosa fare per garantire il rispetto della privacy

Coronavirus, Fase 2: Termoscanner: controllo della temperatura
(shutterstock.com)
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Coronavirus, Fase 2: Termoscanner: controllo della temperatura
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L’introduzione della misurazione della temperatura anche nei piccoli aeroporti, in tutte le stazioni ferroviarie e per accedere alla metropolitana, è una delle misure che il Governo italiano ha deciso di adottare con il Dpcm del 26 aprile 2020 relativo alla gestione dell’emergenza sanitaria per il contenimento del contagio da coronavirus durante la fase 2.

Se per molti cittadini questo potrà costituire una scocciatura e una certa ingerenza nella loro privacy a cui rassegnarsi pur di uscire di casa e riprendere le proprie attività, ci sono d’altra parte imprese che hanno colto la palla al balzo per cercare nuove nicchie di mercato, prendendo iniziative che potrebbero rivelarsi vincenti, specialmente in virtù del fatto che la misurazione della febbre era già stata prevista per il controllo degli accessi dei dipendenti sui luoghi di lavoro, e che tale misura potrebbe estendersi a stadi, centri commerciali, ed altri esercizi pubblici.

Nonostante la chiusura obbligatoria nel periodo della pandemia, ci sono infatti aziende che sono state tutt’altro che inoperose, correndo a depositare brevetti di strumenti e termoscanner in grado di gestire anche grandi flussi di persone misurando loro la febbre in tempo reale, e consentendo o meno l’accesso in base alla temperatura rilevata.

È ad esempio il caso degli imprenditori friulani Marco Zorzettig e Gimmi Bodigoi, che insieme hanno ideato “TAACfatto”, un sistema basato su colonnine che permettono di rilevare, senza ausilio di personale, la temperatura delle persone che si apprestano ad accedere a fabbriche, uffici, centri commerciali, cinema, negozi, ristoranti, e supermercati. Certo, per molti potrà forse risultare imbarazzante la richiesta di sottoporsi a un tale test giusto per fare degli acquisti o recarsi al lavoro, ma almeno questi totem promettono di garantire l’ingresso solo a chi non ha la febbre.

Un altro manager che ha saputo trasformare la crisi in un’opportunità, è l’Ing. Paolo Moretti di Saima Sicurezza, azienda con sede in toscana che da oltre quarant’anni è nota per la produzione di tornelli che proteggono banche e aeroporti di tutto il mondo dai tentativi di accesso di persone armate, e che all’insorgere dell’emergenza ha saputo sfruttare il proprio know-how per mettere rapidamente a punto e brevettare “Welc’on door”, un kit anti Covid-19 da installare direttamente sulle porte dotato di un congegno che effettua automaticamente uno screening immediato, controllando la temperatura corporea e misurando anche la distanza delle persone in entrata nei vari luoghi.

Se il “Made in Italy” si fa quindi strada nel campo della sicurezza in questo periodo di emergenza, rimangono tuttavia le preoccupazioni che i cittadini hanno per la loro privacy, e starà alle aziende che adotteranno termoscanner ed altri dispositivi che rilevano la febbre rassicurare gli utenti sul rispetto delle norme previste dal Gdpr, espletando i vari adempimenti previsti dalla normativa sulla protezione dei dati personali, a partire dalla verifica della liceità del trattamento fino all’informativa da dare agli interessati, e curando inoltre gli aspetti ordinari che la legge richiede ad imprese ed enti che trattano su larga scala dati sensibili, quali sono le informazioni che riguardano la salute delle persone, compresi i valori della temperatura corporea.

In questi casi, anche se le informazioni vengono elaborate senza alcuna registrazione, il titolare del trattamento deve infatti effettuare una valutazione d’impatto e redigere una serie di registri e documenti, incaricando anche un “data protection officer”, cioè un responsabile a cui devono potersi rivolgere gli utenti che desiderano conoscere come vengono gestiti i dati oppure esercitare i loro diritti.

Nonostante tutte le difficoltà del periodo di pandemia, è dunque confortante che vi siano delle eccellenze italiane in grado di offrire soluzioni per rispettare le norme emanate dal Governo per traghettare il nostro Paese fuori dall’emergenza sanitaria, e con un po’ di buon senso delle imprese sarà possibile fare in modo che questo percorso avvenga anche in modo non più traumatico del necessario nel rispetto della privacy delle persone.