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SpaceEconomy 24 Luglio, 2020 @ 4:59

Una porta verso l’ignoto

di Emilio Cozzi

Staff

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Articolo tratto dal numero di Forbes di luglio 2020. Abbonati

“A chi, come me, ama l’esplorazione, questo mondo offre possibilità infinite: lo spazio è scoperta dell’ignoto”. A dirlo è Walter Cugno, che per lavoro dirige la sezione Esplorazione e scienza di una delle eccellenze della space industry, Thales Alenia Space. Lungi dalla retorica, Cugno parla del Gateway, uno dei progetti più importanti della sua azienda e straordinaria metafora del desiderio di espandere la conoscenza. Porta, passaggio, il Gateway è la stazione orbitante che dal 2022 dovrebbe venire assemblata intorno alla Luna per dare il via a una nuova fase dell’esplorazione del nostro satellite. A 380mila chilometri dalla Terra, servirà da “appoggio” per gli allunaggi e da tappa per le successive missioni nello spazio profondo. L’entusiasmo di Cugno non è solo aziendalismo. Nato nel 1955 ad Avigliana, 20 chilometri da Torino, la sua è una passione annosa: “Sono sempre stato affascinato dal volo e dall’aeronautica, forse da prima delle scuole elementari. Seguendo le notizie all’epoca trasmesse dall’unico telegiornale, l’amore si è via via esteso alle missioni oltre l’atmosfera. Negli anni Ottanta, l’ascesa di Torino fra le capitali della manifattura spaziale ha offerto il contesto in cui valorizzare i miei interessi”.

Già program and operation manager prima della fusione fra Alenia e Thales, Cugno ha gestito i programmi inerenti la Stazione spaziale internazionale, in particolare i progetti di nuova generazione della Nasa. Dal 2013 ha diretto la prima fase di ExoMars, la doppia missione dell’Esa destinata all’esplorazione di Marte. Oggi, con Thales Alenia Space, di cui dirige anche lo stabilimento torinese, si appresta a partecipare al programma della Nasa Artemis dando un contributo alla realizzazione del Gateway. Thales Alenia Space, cui si deve buona parte dei moduli pressurizzati della Iss, punta a un ruolo centrale nel progetto. “Frutto di una collaborazione internazionale”, conferma Cugno, “il programma prevede lo sviluppo della stazione cislunare in due momenti distinti: a quello di responsabilità statunitense seguirà l’integrazione delle componenti europee, il volume abitativo chiamato International Habitat (o I-Hab) e l’Esprit, un modulo con funzioni di servizio che conterrà il communication system con la Luna e il supporto a quello della Nasa. Esprit ospiterà anche un sistema per lo stoccaggio del propellente e per il refueling del Power Propulsion Element americano”.

Oltre a essere stata selezionata come prime contractor dall’Agenzia spaziale europea per la costruzione dell’I-Hab, su cui l’azienda lavora dalla fine del 2019, e di Esprit, per cui si stanno definendo gli ultimi dettagli in vista dell’autorizzazione a procedere con lo sviluppo, Thales Alenia Space “sarà partner di due importanti società statunitensi per la realizzazione di Halo, un mini modulo abitativo, e per lo sviluppo di uno dei sistemi di allunaggio selezionati dalla Nasa, il lander commissionato alla Dynetics”.

Il primo modulo di propulsione e alimentazione del Gateway dovrà essere lanciato entro il 2024, anno designato per il ritorno sulla Luna. “La partenza dell’I-Hab è invece prevista nel 2026”, specifica Cugno, “mentre quella di Esprit negli anni immediatamente successivi, anche se la componente per le comunicazioni dovrà essere fornita in anticipo”.

Secondo il direttore, rientrerebbero in una normale valutazione della riduzione dei rischi le recenti dichiarazioni Nasa a sostegno di un possibile ridimensionamento del ruolo del Gateway nella prossima avventura lunare. “L’analisi è stata fatta per capire quale sia la migliore strategia, ma mi risulta si stia tornando a guardare a una pianificazione che poggi sul Gateway per l’allunaggio della missione Artemis-1, il cui profilo di volo dovrebbe così prevedere l’arrivo sulla stazione con la capsula Orion lanciata con il nuovo e potente Space Launch System. Attraccato al Gateway gli astronauti troveranno il lander che consentirà allunaggio e ritorno sulla stazione. Questo è lo scenario sul quale stiamo lavorando. Ma se anche le priorità dovessero cambiare, il Gateway non verrebbe eliminato: per un ritorno duraturo e sostenibile sulla Luna, la stazione è essenziale.”

Una discriminante per le ambizioni spaziali europee, non solo per quelle degli enti governativi. “Una volta raggiunta la Luna”, conferma, “aumenteranno le opportunità per i privati che saranno in grado di fornire servizi a prezzi competitivi. Le nostre analisi suggeriscono che il posizionamento in un mercato simile dipenderà da alcuni fattori come la disponibilità di infrastrutture e tecnologie per il recupero delle risorse su corpi spaziali differenti, e la capacità di utilizzare queste soluzioni per la produzione in situ, anche nell’ottica di preparare le future spedizioni su Marte”. Le possibilità offerte dalla Luna, conclude il direttore, avvantaggeranno tutta la filiera del settore, comprese piccole e medie imprese. Spazio: letteralmente opportunità infinite.

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