Seguici su
BrandVoice
2 Ottobre, 2020 @ 3:00

Un bicchier d’acqua può essere davvero trasparente? Nella Murgia pugliese ci provano così

di Forbes.it

Staff

La redazione di Forbes.Leggi di più dell'autore
chiudi
(acquaamata.it)

Una storia nel segno della sostenibilità. E’ quella di Amata, marchio di acqua oligominerale, oggi di proprietà della Castello Srl, nato dall’intuito di Giovanni Antonio Mazzone. Nel 1986 Mazzone, con l’obiettivo di realizzare un pozzo artesiano per irrigare i campi della tenuta agricola, scopre una sorgente di acqua fresca e leggera al palato a circa 600 metri di profondità, e dopo averla fatta analizzare avvia la sua iniziativa imprenditoriale. Un progetto tra l’altro premiato nel 2019 e nel 2020 per le sue performance gestionali.

Al centro, fin dal principio, c’è quindi la sorgente di Fonte Castello, un’area in concessione che interessa l’Acquifero Carsico della Murgia, luogo dove Giovanni Antonio Mazzone ha saputo far crescere la sua iniziativa in simbiosi con una filosofia green.

In tutti questi anni, la società ha infatti promosso un impegno per la sostenibilità, andando oltre i semplici slogan, e mettendo in atto una serie di iniziativa ancora prima che il mercato sviluppasse la coscienza ambientale che oggi lo caratterizza.

L’idea di Amata è quella di proteggere l’ecosistema e lavorare alla ricerca di innovazioni, ad esempio impiegando esclusivamente fonti rinnovabili e bottiglie in PET al 100% riciclabili. Nel 2019, inoltre, la società ha integrato la produzione della linea ECO, caratterizzata da bottiglie in R-PET riciclato al 30%, contribuendo così alla riduzione del 15% di emissioni di CO2.

L’attenzione nel garantire la qualità del prodotto ha inoltre fatto conseguire all’azienda, dal 2018, la certificazione International Food Standard: un sistema di controllo unificato dei sistemi di qualità e sicurezza, applicato a tutti i livelli della produzione nei quali il prodotto viene lavorato. Ad esempio i sistemi di monitoraggio per il controllo razionale dei prelievi idrici ed energetici hanno permesso una diminuzione consistente dei consumi degli stessi e, grazie all’impianto fotovoltaico, l’azienda ha ridotto le emissioni di CO2 di 542 tonnellate annue, l’equivalente di circa 55.000 alberi utilizzando il 100% di  energia pulita da fonti rinnovabili.

 

 

Vuoi ricevere le notizie di Forbes direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!