Jeep alla ri-scossa: la strategia elettrica del brand raccontata dalla responsabile Emea

Antonella Bruno è responsabile Emea di Jeep.
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Antonella Bruno, responsabile Emea di Jeep, con i due modelli Renegade e Compass 4xe.
Antonella Bruno, responsabile Emea di Jeep, con i due modelli Renegade e Compass 4xe.

Articolo tratto dal numero di novembre 2020 di Forbes Italia. Abbonati

Soltanto cinque anni fa nei video promozionali, modelli iconici come Cherokee e Wrangler si ‘arrampicavano’ su ogni tipo di terreno fino all’off-road estremo, tra i paesaggi americani dello Utah, facendo leva su trazione, manovrabilità e forza del motore. Da sempre Jeep si contraddistingue per i valori di libertà, avventura, autenticità e passione. Sia chiaro: quei valori non sono scomparsi, anzi sono il cuore del brand, che oggi si trova però in un momento di evoluzione. E il passo più importante di questo percorso è l’ingresso nel mondo dell’elettrificazione.

Segnale dei tempi, si dirà. La voglia di una mobilità più sostenibile si sta infatti facendo largo e gli ultimi dati lo dimostrano chiaramente. Secondo Acea, l’associazione dei costruttori, la quota delle auto elettriche in Europa è salita al 7,2% nel secondo trimestre di quest’anno, in crescita rispetto al 2,4% dello stesso trimestre del 2019. Le vetture a batteria, come evidenziato dal report di Boston Consulting Group Who Will Drive Electric Cars to the Tipping Point?, arriveranno a un terzo del mercato mondiale dell’auto entro il 2025 e toccheranno il 51% entro il 2030, quando supereranno quelle di veicoli alimentati da motori a combustione interna. Lungimirante appare a questo punto il piano quinquennale della casa madre Fca da oltre 9 miliardi di euro, presentato già a giugno del 2018, che include investimenti sia nella progettazione e sviluppo di veicoli elettrificati sia nella loro produzione.

“Il nostro obiettivo è di offrire nei prossimi anni opzioni elettrificate per ciascun modello Jeep: abbiamo iniziato adesso con Renegade e Compass 4xe, i nostri best seller sul mercato italiano ed europeo, e proseguiremo fino a comprendere tutta la gamma”, conferma Antonella Bruno, che da giugno è la responsabile del brand Jeep per la regione Europa, Medio Oriente e Africa (Emea), oltre a essere la prima italiana a guidare lo storico marchio americano in quell’area. Con oltre 20 anni di esperienza nel settore automotive, dopo più di 10 anni in Ford, Antonella ha iniziato la sua carriera in azienda nel 2007 dove ha ricoperto ruoli sempre di maggior prestigio nell’area delle vendite e del marketing arrivando a rivestire il ruolo di market director Italy di Lancia nel 2012 e successivamente di head of Lancia nel 2013. Dal 2017, oltre al ruolo in Lancia ha ricoperto l’incarico di head of network development and customer experience. Spetta a lei quindi l’onere, e l’onore, di guidare Jeep in Emea verso l’elettrificazione e la crescita annunciata da Fca. “Il passaggio all’elettrico è un passaggio evolutivo assolutamente coerente con la nostra storia”, dice. “E al contempo è sinonimo di prestazioni e sicurezza in qualsiasi condizione atmosferica, grazie all’ausilio della trazione integrale, che consente di andare ovunque, fuori strada come in città, senza dimenticare la responsabilità nei confronti dell’ambiente e nei confronti degli stessi clienti, che beneficeranno di costi di gestione contenuti”.

Antonella Bruno ha oltre 20 anni di esperienza nel settore dell’automotive e in passato ha ricoperto la carica di head of Lancia.

Negli ultimi dieci anni il brand è cresciuto in termini di volumi praticamente di 10 volte in Europa passando dalle 16mila unità vendute nel 2010 alle circa 170mila unità dello scorso anno. Ma da ex pallavolista Antonella sa quanto sia indispensabile la coesione e lo spirito di gruppo per raggiungere tali successi: “Se non si lavora tutti in un’unica direzione i risultati non si raggiungono. Serve determinazione e ambizione nel crescere, soprattutto considerato il fatto che stiamo entrando in un mondo, quello dell’elettrico, molto competitivo”. L’obiettivo futuro? “Continuare a crescere facendo leva sulla nostra indiscussa forza e sulle numerose novità di prodotto in arrivo, a iniziare dalle Renegade e Compass 4xe che da settembre sono commercializzate in tutta Europa”.

Si tratta di due vetture plug-in hybrid che uniscono molti dei vantaggi della guida elettrica come bassi costi di gestione, una guida silenziosa ed emissioni zero nel caso di guida in puro elettrico, ma offrono anche la flessibilità di un motore a combustione tradizionale per viaggi lunghi senza l’ansia della ricarica. “Sono facili da usare. Il cliente decide se vuole guidare in elettrico, in modalità ibrida o benzina, e rappresentano una soluzione avanzata che migliora performance e comfort di guida riducendo i costi di gestione e le emissioni. Questi due modelli sono il primo passo nella strategia di elettrificazione del brand che vedrà il lancio di opzioni elettrificate per ciascun modello, a iniziare dalla Wrangler che arriverà nella prima metà del 2021”. A questo impegno nell’elettrificazione deve corrispondere lo sviluppo di infrastrutture di supporto, una sfida altrettanto importante che ancora presenta ampi margini di implementazione. “Fca ha colto la sfida e si sta impegnando a definire le condizioni che consentiranno alla mobilità di divenire più sostenibile e, fin da subito, anche vantaggiosa per l’automobilista”, spiega ancora Antonella. “Per questi motivi ha creato un sistema articolato e attento all’ambiente ma anche competitivo economicamente, che mette insieme partner, prodotti e servizi trasversali su più mercati per semplificare la vita dei clienti che scelgono vetture elettriche ed elettrificate”.

L’orizzonte è un nuovo modo di interpretare e vivere la mobilità che concilia le esigenze del cliente e l’attenzione per l’ambiente: l’e-mobility secondo Fca. Non a caso anche la sostenibilità rappresenta uno sforzo a 360 gradi di Jeep. Basti pensare che lo stabilimento di Melfi in Basilicata, dove vengono prodotte le Renegade e Compass anche Phev, è uno dei migliori impianti di Fca per processi, qualità e rispetto dell’ambiente. Autoproduce infatti tutta l’energia elettrica e il calore di cui ha bisogno (equivalente al consumo di una città di 25mila abitanti), riutilizza il 100% dell’acqua di lavorazione, manda zero rifiuti in discarica, e, negli ultimi 10 anni, ha ridotto di due terzi le emissioni di Co2 per veicolo. “Tutto ciò si aggiunge al contributo che i nuovi modelli 4xe con capacità di guida puramente elettrica, daranno nell’ottica di una mobilità sempre più sostenibile, consentendo ai clienti di viaggiare in modo silenzioso e a zero emissioni, nonché di accedere alle zone urbane a traffico limitato”, rincara Antonella. “Un approccio che sta ricevendo un ottimo riscontro da parte dei nostri clienti: a settembre infatti, nel loro primo mese di commercializzazione, le nuove Jeep Compass e Renegade 4xe Plug-In Hybrid hanno raggiunto rispettivamente il primo e il secondo posto nella classifica di vendite di vetture plug-in in Italia”.

A conferma dell’indole innovativa di Jeep, inoltre, il gruppo sta continuando a investire nelle opportunità di sviluppo future di guida autonoma attraverso partner tecnologici come Google e Waymo negli Stati Uniti e Bmw, Intel e Mobileye in Europa. E se Jeep già offre una serie di sistemi di assistenza per la guida in fuoristrada, come ad esempio l’Hill Descent Control e l’Hill Ascent Control, “ciò che veramente ci sta a cuore è continuare ad assicurare ai nostri clienti la possibilità di realizzare i propri scopi e andare dappertutto a bordo dei Suv Jeep”. Sebbene Antonella preferisca non fornire previsioni di vendita, “posso affermare con certezza che i nuovi modelli Jeep ibridi plug-in proietteranno il marchio nel futuro, offrendo ai nostri clienti ancora più libertà di andare ovunque e fare qualsiasi cosa, ‘Go Anywhere, Do Anything’, che da sempre è alla base della filosofia e dello stile di vita Jeep”, conclude.