Uber cede la guida autonoma e i taxi volanti. Ma non smette di investire

Dara Khosrowshahi, ceo di Uber
Dara Khosrowshahi, ceo di Uber (Shutterstock)
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Dara Khosrowshahi, ceo di Uber
Dara Khosrowshahi, ceo di Uber (Shutterstock)

“Sono entusiasta di poter lavorare con Chris Urmson e il team di Aurora/Atg al progetto di guida autonoma per poterlo trasformare in realtà”. Così il ceo di Uber, Dara Khosrowshahi, ha commentato su Twitter la notizia della cessione della divisione di Uber dedicata alla guida autonoma, Advanced Technologies Group, ad Aurora, la società specializzata proprio in progetti di guida autonoma di cui Urmson è cofondatore e ceo.

Come riferisce una nota di Aurora, l’operazione ha lo scopo di dare nuovo impulso allo sviluppo del progetto denominato Aurora Driver, la guida autonoma applicata sia agli autocarri pesanti, primario ambito di progettazione per la società guidata da Urmson, sia ai veicoli leggeri. Contestualmente viene annunciata una partnership tra Uber e Aurora con Uber pronta a investire 400 milioni di dollari in Aurora e Khosrowshahi a fare il suo ingresso nel board di Aurora.

“Per cinque anni il nostro fenomenale team di Atg è stato in prima linea negli sforzi nel progettare la guida autonoma”, ha dichiarato Khosrowshahi, “ora unire le forze con Aurora consentirà loro di essere in pole position per vincere questa sfida ancor più velocemente”.

“Non saranno molti i player in grado di tagliare il traguardo” nella corsa alla commercializzazione dei veicoli a guida autonoma, ha dichiarato Urmson a Forbes, e ha aggiunto: “Siamo entusiasti per questo accordo perché ci consente di accelerare e creare le premesse per diventare uno di questi vincitori”.

Aurora acquisisce il 100% di Atg grazie a una transazione interamente azionaria, ricorda Forbes, mentre l’investimento di Uber che gli consegna il controllo del 40% a fronte di una valutazione complessiva di 10 miliardi dopo la fusione porta i finanziamenti raccolti finora da Aurora a oltre 1 miliardo di dollari.

Operazione analoga, anche se su scala economicamente inferiore, è quella che ha portato alla cessione della divisione Uber Elevate, deputata allo sviluppo dei taxi volanti, a Joby Aviation, che invece dello sviluppo del servizio di taxi volanti a decollo verticale entro il 2023 fa la sua mission. Uber, si legge in una nota di Joby, investirà 75 milioni di dollari nell’ambito di una partnership che segue un iniziale investimento da 50 milioni di dollari a gennaio 2020. L’operazione, i cui dettagli non sono ancora noti, si concluderà nel primo trimestre 2021.

E se JoeBen Bevirt, fondatore e ceo di Joby Aviation, si dichiara “fiero” della partnership con Uber, il suo omologo, Khosrowshahi, precisa: “La mobilità aerea di domani ha il potenziale per essere un fattore positivo per le future generazioni”. “Saremo felici se le soluzioni di Joby potranno essere disponibili per milioni di clienti che fanno affidamento su questo tipo di piattaforma”.