L’importanza della gioielleria etica spiegata dall’imprenditrice e gemmologa Alessandra C. Mustacchi

Alessandra C. Mustacchi
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Gioielli Alessandra Camilla Milano
Alessandra C. Mustacchi

Ricordate il passaggio del brano musicale 7 Rings di Ariana Grande che a un certo punto dice “I want it, I got it, I want it, I got it” ovvero “io posso, io voglio”? In quel caso, la strofa della canzone da quasi 15 milioni di ascolti in 24 ore solo su Spotify si riferiva all’importanza dell’emancipazione femminile, dell’essere una donna forte e poter ottenere da sola tutto ciò che si desidera.

Un claim, che nel caso della giovane imprenditrice Alessandra C. Mustacchi, sembra calzare a pennello. Studia all’American School of Milan e, se fosse stato per la madre californiana, avrebbe continuato il suo percorso formativo frequentando un college negli States. Invece lei decide di rimanere in Italia dove frequenta all’Istituto Marangoni di Milano il corso di fashion business. “Ogni tanto ripenso alla mia tesi di laurea, un business plan per abiti bridal custom-made…volevo realizzare qualcosa in grado di differenziarmi”, racconta. Il suo primo stage a New York, dove si trasferisce subito dopo il diploma, sarà per il marchio di abiti haute couture e sposa, Jenny Packham. Alessandra ha solo 21 anni e tanta voglia di conoscere meglio il business del settore.

“Avendo sviluppato un background moda, mi sono presto accorta di non condividere i ritmi del fashion, frenetici e dipendenti dal concetto di stagionalità. Mi innamoravo spesso di capi delle collezioni precedenti, per poi scoprire che non erano più in store. Proprio in quel momento mi sono resa conto di voler raccontare un nuovo canone di bellezza senza tempo, senza stagioni”. Dopo aver lavorato in un’agenzia di pr e marketing a Manhattan che rappresenta clienti come Buccellati e Mikimoto,  comprende di voler cambiare rotta: “Era il prodotto quello che mi interessava davvero, e il mondo dei gioielli mi ha fin da subito trasmesso un’idea di bellezza timeless che non doveva  inseguire i trend. Nella gioielleria, che io paragono all’arte, non ci sono linee guida, si può giocare e reinventarsi continuamente”, prosegue.

Per affermarsi come designer di preziosi, però, l’imprenditrice capisce che è importante conseguire una specializzazione, un know-how qualificato, e sceglie GIA (acronimo di Gemological institute of America, ovvero il più noto centro di ricerca e di apprendimento di mineralogia degli Stati Uniti d’America, ndr), dove si specializza prima in oreficeria, per poi acquisire il titolo di gemmologa e infine designer, vincendo diversi premi come il GIA jewelry aesign award: “Ho voluto conoscere tutti i passaggi che portano alla realizzazione di un gioiello, il making of che inizia col disegno a matita, la scelta della pietra, e ogni aspetto della manodopera”, spiega Mustacchi con un perfetto accento inglese di cui è madrelingua.

Quando per motivi personali si sposta a Londra, incontra prima il luccicante mondo di Sotheby’s, dipartimento gioielli, poi Bulgari, “l’ultimo link della catena che mi mancava per capire di essere pronta, finalmente, ad avviare un business tutto mio”. Business che vede la luce nel 2019, Alessandra Camilla Milano, di cui oggi è fondatrice e designer. “Ho trascorso il primo anno frequentando fiere per conoscere fornitori di pietre da tutto il mondo, Usa, Thailandia, India, Brasile…tutto si rivelava prezioso per trarre ispirazione”. Ben presto arriva anche il canale e-commerce, Instagram, e un solido network di appassionate.

    (courtesy Alessandra Camilla Milano)
    (courtesy Alessandra Camilla Milano)
    (courtesy Alessandra Camilla Milano)
    (courtesy Alessandra Camilla Milano)
    (courtesy Alessandra Camilla Milano)
    (courtesy Alessandra Camilla Milano)
    (courtesy Alessandra Camilla Milano)
    (courtesy Alessandra Camilla Milano)

Ciascun pezzo è interamente fatto a mano a Milano, usando oro 18k e 9k, arricchito da pietre preziose. Proprio la scelta dei 18k è particolarmente vincente nel mercato americano, dove il marchio sta iniziando a farsi conoscere, e dove solitamente si trovano prodotti da 14 carati. “Il Made in Italy rimane, in particolar modo per gli States, un elemento di grande valore. Il mondo delle pietre è ancora  poco conosciuto. E penso che, a differenziarmi, sia la mia conoscenza delle pietre: spesso invito i clienti in showroom per conoscere, e toccare con mano, la qualità del prodotto”.

Un altro aspetto che sta molto a cuore ad Alessandra è infatti la trasparenza, e difatti si avvale solo di fornitori che possono certificare la provenienza dei materiali. “L’oro, come le pietre, proviene da giacimenti minerari dove le condizioni di lavoro non sono ottimali e i metodi di estrazione spesso non tutelano l’ambiente, per questo mi affido a imprese che danno valore alla sostenibilità della filiera. Ci tengo a offrire un prodotto di provenienza e lavorazione etica”, prosegue la designer, che svela il lancio di una linea di anelli di fidanzamento entro la prima metà del 2021.

Anche in questo caso, il brand offrirà un servizio di consulenza personalizzato: “Ho notato che molti ragazzi vivono questo momento con disagio e preoccupazione e lo capisco, sono scelte importanti che riguardano una materia di cui non si sa molto. Voglio accompagnare i miei clienti in questo percorso, creando un’atmosfera informale e positiva, mettendo loro a disposizione tutti gli strumenti necessari per fare delle scelte consapevoli e uniche nel loro genere”.